Domenica 3 Marzo, aggiornato alle 19:14

“Sa Festa de is Launeddas” nella Casa Museo “sa Domu de Farra” a Quartu Sant’Elena

“Sa Festa de is Launeddas” nella Casa Museo “sa Domu de Farra” a Quartu Sant’Elena

È in programma anche per oggi  8 dicembre “Sa Festa de is Launeddas”, l’appuntamento annuale organizzato dall’Assòtziu Launeddas Sardìnnia, dedicato alla cultura musicale delle launeddas, con una due giorni di concerti, balli e momenti di apprendimento nella nuova sede dell’associazione, la Casa Museo “sa Domu de Farra” a Quartu Sant’Elena.

L’evento aperto a tutti e gratuito, prenderà il via oggi, giovedì 7, alle 16:30, con l’inaugurazione e l’apertura de Sa Domu de is Launeddas, i cui locali sono stati messi a disposizione dell’associazione per la prima volta dall’amministrazione comunale. “Il progetto è nato diversi anni fa, ma è sempre stato un progetto itinerante. Da quest’anno – spiega il presidente Gianfranco Meloni – sa Domu de Farra sarà la nostra sede, una sede viva e non solo istituzionale, con scuola, attività, un vero e proprio polo culturale per tutto ciò che ruota intorno al mondo delle Launeddas”.

 

IL PROGRAMMA. Dopo l’apertura de Sa Domu, alle 18:30 si terrà un concerto-conferenza, in occasione di Sa Festa, per la presentazione del quarto numero della pubblicazione ‘Cuntzertus Annuario de is Launeddas’, che sarà accompagnata da interventi musicali di alcuni membri dell’associazione, alla presenza anche di esponenti del Conservatorio e dell’Università. Seguirà un momento ricreativo accompagnato dalla musica, con balli comunitari campidanesi, perché “noi cerchiamo di dare spazio al ballo, che riteniamo sia importante e parte integrante del mondo delle Launeddas – specifica Gianfranco Meloni – in particolare quello campidanese appunto, essendo il territorio che più degli altri ha visto una continuità di utilizzo dello strumento”.

Il giorno dopo, venerdì 8 dicembre, Sa Domu resterà aperta tutto il giorno, con esposizioni e laboratori di costruzione. Poi, alle 18:30, l’arte musicale incontrerà quella della poesia improvvisata campidanese, con il contributo di esperti del settore che spiegheranno come nascono e come vengono sviluppati i componimenti in versi. La rassegna si concluderà con la possibilità di partecipare ad altri balli della tradizione, accompagnati ancora una volta dalla polifonia delle Launeddas.

LA TRADIZIONE. “Molti pensano alle Launeddas e alla musica tradizionale come un qualcosa di ingessato e arcaico, che viene dal passato e non può mutare, passando da maestro ad allievo senza che nulla cambi – racconta il presidente dell’associazione Gianfranco Meloni – e questo è un concetto sbagliatissimo. Nonostante si ripropongano musiche tramandate, quelle stesse musiche diventano nuove nelle mani dei suonatori, che si interfacciano anche con altri stili come il jazz, il pop, lo stile classico e questi stimoli diversi danno vita a nuove creatività. Se vogliamo dare ai giovani un’idea sana della musica, è quella di un’arte che evolve tutti i giorni, non un copiare di sana pianta il passato e noi cerchiamo di esaltare questo arricchimento, perché la tradizione non è paragonabile a un reperto archeologico, la musica è una cosa viva”.

GLI OBIETTIVI. “Come tutte le associazioni, il nostro scopo principale è la tutela, la valorizzazione e la divulgazione. Ma essendo noi anche un’associazione regionale con suonatori che vengono da tutta l’Isola, ci siamo posti e abbiamo raggiunto anche l’obiettivo, quasi rivoluzionario, di abbattere le barriere tipiche di un mondo costretto da limiti soprattutto territoriali. Forse questa è stata la scommessa più difficile, incontrarci per conoscerci, capirci meglio e capire che la musica non è una cosa assoluta. Nel settore delle Launeddas tutte le associazioni precedenti si riunivano in nome di un maestro o in norme di un territorio, noi invece abbiamo deciso di identificarci solo con lo strumento, mirando a una comunione inclusiva. Sa Domu de is Launeddas – conclude Gianfranco – è la casa dei suonatori, iscritti o non iscritti, aperta a chiunque voglia trova spazio, dai musicisti con grande esperienza, anche quarantennale, fino ai principianti e ai più giovani”.

Courtesy Ufficio Stampa Sardegna Live

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