Lunedì 26 Febbraio, aggiornato alle 16:08

L’opinione di Alessandro Loi: dobbiamo aiutare gli sport minori. La statua per Tore Burruni è un grande progetto, ma il Museo si dedichi a Francesco Mulas

L’opinione di Alessandro Loi: dobbiamo  aiutare gli sport minori. La statua per Tore Burruni è un grande progetto, ma il Museo si dedichi a Francesco Mulas

La serata durante la quale è stata presentata a numerosissimo pubblico presente il bozzetto della statua per Tore Burruni, devo ammettere avuto dei momenti di coinvolgimento che hanno inorgoglito tutti quelli che si sentono algheresi al pari Burruni. È stato detto che Tore Burruni è Alghero, e Alghero è Tore Burruni, due nomi uniti in maniera inscindibile, sentire gli interventi di quanti sono intervenuti, giornalisti, politici, scrittori, ha restituito una bella pagina di comunità, quella di Alghero, che oggi si è ritrovata per omaggiare un grande campione, il più grande di tutti.

Ognuno ha avuto da spendere belle parole, aneddoti, ricordi, dove persino chi oggi è trapassato nel mondo dei più, è stato ricordato per quanto ha fatto, per uno sport che ad Alghero ancora oggi vive e si mantiene con grande fervore.

Il pugilato ad Alghero ha una grande tradizione, sicuramente necessiterebbe di più attenzione dotandolo di strutture commisurate alle esigenze di chi si dedica anima e cuore alla nobile arte, purtroppo non è così, e  le attività si svolgono in strutture di fortuna, gestite grazie alla buona volontà di persone che in cambio praticamente non chiedono niente. Il riferimento è agli Amici del pugilato, portati alla ribalta della sala da Raffaele Sari Bozzolo, che è intervenuto ricordando la missione che questa palestra sta portando avanti.

Uno sport minore, come stato definito il pugilato, non ha grandi risorse da investire, è solo la passione che guida un po’ tutti, il motore di oggi si chiama Angelino Priami, un ex pugile ultra novantenne, capace non di chiedere la retta mensile, ma di dare di suo, a quei giovani che purtroppo non possono, per questioni di vile moneta.

Proprio parlare di sport minore mi ha fatto riflettere, capire che in quella palestra, qua non c’è gente che paga mensilmente, non ci sono guadagni da parte di chi gestisce, c’è solo l’opera meritoria e la capacità di togliere dalla strada decine di ragazzi, un grande lavoro sociale, che deve essere riconosciuto in maniera inequivocabile.

Siamo circondati da un mondo, nel campo sportivo, che non ama prendersi carico degli ultimi, soprattutto di quelli che non possono pagare mensilmente, perchè oggi sono tutte “scuole“, il pugilato, non chiede, pretende solamente che chi frequenta la palestra la interpreti nella maniera corretta, perché essa sia solo preparatoria a quella palestra di vita che è nella strada con tutte le insidie che si porta dentro.

Ecco mi sento di ringraziare pubblicamente il lavoro di queste persone, prendendo persino un impegno, queste attività da parte della pubblica amministrazione vanno incentivate, non solo con i famosi voucher che abbiamo messo in disponibilità, ma con interventi tangibili che possano intaccare i costi,   la spesa che riguarda il materiale di consumo, l’abbattimento della spesa energetica, i canoni di locazione.

Perché sarà pure uno sport minore ma è uno sport che merita grande rispetto, ammirazione  un aiuto tangibile.

Alla fine mi preme sottolineare che sono in accordo totale con quanto affermato dal Sindaco e dal Presidente della Fondazione Alghero, la sala Mosaico dove è ospitato il Museo, deve diventare e ospitare il Museo del Pugilato, e accogliere tutti i cimeli, le foto e i ricordi che conservino la memoria da tramandare  per quanto ad Alghero è  stato fatto  nel mondo del pugilato, con una precisazione, la sala deve essere intestata a un maestro, il più grande, quello che oggi è passato in sordina, quello che ad Alghero ha tolto dalla strada centinaia di ragazzi e ha costruito campioni cristallini: Francesco Mulas. Anche questo dovrebbe essere un impegno da prendere.


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