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Chi ha paura dell’intelligenza artificiale? Confartigianato ne ha parlato a Cagliari.

  • In Eventi
  • 16 Novembre 2023, 12:01
Chi ha paura dell’intelligenza artificiale? Confartigianato ne ha parlato a Cagliari.

Chi ha paura dell’intelligenza artificiale?
Schiavi dei robot o artefici di creatività innovativa? Ne ha parlato
ieri Confartigianato in un evento nazionale organizzato a Cagliari.
Fabio Mereu (VicePresidente Confartigianato Sardegna): “Affrontiamo la
sfida con razionalità e genio artigiano: la creatività umana non potrà
mai essere battuta”.

Chi ha paura dell’intelligenza artificiale? Schiavi dei robot o
artefici di creatività innovativa? Quale potrebbe essere il destino
degli uomini e degli imprenditori di fronte ai rischi e alle
potenzialità di queste nuove tecnologie?

E’ su questi dubbi che Confartigianato Imprese e Fondazione Germozzi,
in collaborazione con Confartigianato Imprese Sardegna, hanno voluto
ragionare ieri sera a Cagliari durante il quarto appuntamento
nazionale di Dialoghi di Spirito Artigiano, dal titolo “Orgogliosi,
attenti, consapevoli: gli Artigiani e l’Intelligenza Artificiale. Idee
a confronto”, per approfondire idee, spunti e scenari per lo sviluppo
economico e la sostenibilità sociale del Paese.

Sulla necessità di considerare l’Intelligenza Artificiale uno
strumento al servizio delle imprese per potenziare la qualità dei
prodotti e dei servizi hanno discusso Fabio Mereu, Vicepresidente
Vicario Confartigianato Sardegna, in videocollegamento Giulio Sapelli,
Presidente Fondazione Germozzi, Mauro Magatti, Professore ordinario di
Sociologia alla facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università
Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Marco Bettiol, Professore
Associato in Economia e Gestione presso il Dipartimento di Economia e
Gestione dell’Università di Padova, Edoardo Fleishner, Giornalista e
Docente di Scrittura crossmediale e di Comunicazione digitale presso
la facoltà di Sociologia dell’università Statale di Milano e di Format
televisivi e crossmediali all’Università Suor Orsola Benincasa di
Napoli, Paolo Manfredi, consulente per le Strategie digitali di
Confartigianato, e Giovanni Boccia, Direttore Fondazione Germozzi.

L’evento è stato aperto dalla relazione del VicePresidente di
Confartigianato Imprese Sardegna, Fabio Mereu che ha voluto
sottolineare come sia stato il “fervore tecnologico” che caratterizza
il nostro tempo ad aver portato all’avvento dell’Intelligenza
Artificiale, una forza innovativa che rappresenta una vera e propria
“nuova rivoluzione” nella vita e nel lavoro quotidiano che può
sfociare nella preoccupazione da parte delle imprese verso gli impatti
di tecnologie rapide e invadenti, su sistemi economici e sociali.

Il recente rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna ha
certamente consolidato numeri che fanno riflettere. Solo nell’Isola è
stato calcolato come ben 173 professioni siano esposte, oltre 109mila
aziende potranno entrare in difficoltà e più di 310mila addetti
saranno a rischio. Un impatto potenzialmente rischioso per le attività
economiche e l’occupazione se si facesse di questa tecnologia una
gestione scriteriata e incontrollata e un uso distorto
dell’automazione dei processi. Numeri che si traducono nel fatto che
per tre quarti delle imprese sarde il pericolo sia medio-alto e che
per 9 aziende artigiane su 10 il rischio sia elevato. Tra i
lavoratori, il rischio elevato impatta per 4 dipendenti su 5, mentre
per quelli artigiani la percentuale di pericolo elevato arriva al 98%.

“In questo contesto – ha detto Mereu – la nostra Organizzazione fedele
ai valori e allo spirito artigiano, si vuole porre come protagonista
attivo, riconoscendo che essere semplici spettatori non è un’opzione,
ma piuttosto un momento di arricchimento attraverso l’acquisizione di
conoscenze per trasformare questa rivoluzione in opportunità”. Per il
VicePresidente “l’artigianato, pilastro fondamentale dell’identità
culturale ed economica, è chiamato oggi a una sfida entusiasmante:
come integrare l’IA nelle tradizioni artigianali senza comprometterne
l’unicità e la sopravvivenza stessa? Gli artigiani, custodi di una
tradizione millenaria, portano con loro una conoscenza e un saper fare
unici. In un’epoca di incertezza e cambiamenti, è cruciale che le
imprese artigiane rivendichino con orgoglio la propria identità,
difendendo i valori dell’impresa diffusa e del saper fare umano”.

Confartigianato sostiene come l’IA non debba essere vista come una
minaccia, bensì come un’opportunità. Governarla con l’intelligenza
artigiana significa trasformarla in uno strumento che esalta la
creatività e le competenze inimitabili degli imprenditori. Nessun
algoritmo può replicare l’anima dei prodotti e dei servizi artigianali
che rendono unico nel mondo il made in Italy.

“Viviamo in un’epoca in cui le nuove intelligenze diventano sempre più
imprescindibili con un impatto paragonabile, se non superiore, a
quello della rivoluzione industriale o all’avvento di internet e della
tecnologia digitale – ha proseguito Mereu – è da questa base di
partenza che è necessario partire per affrontare la sfida con
razionalità e pragmatismo. La tecnologia non va temuta, ma governata
per preservare i valori e l’economia basati sull’impresa diffusa e
sulla creatività umana”.

Confartigianato sottolinea come, se gestita con saggezza, questa
tecnologia possa rappresentare una grande opportunità di crescita e
cambiamento per le imprese sarde. Tuttavia, è urgente rafforzare un
“sistema di anticorpi” per proteggere le imprese dagli effetti
negativi di una gestione scriteriata dell’intelligenza artificiale,
evitando il rischio di “disoccupazione tecnologica”.

“La sfida tra automazione e artigianalità è reale – ha concluso Mereu
– ma può diventare un’opportunità se gestita saggiamente. L’IA non è
il fine, ma uno strumento che, nelle mani degli artigiani, può aprire
nuovi orizzonti di creatività e innovazione. Confartigianato ha
organizzato questi Dialoghi per dare voce agli esperti e fornire alle
imprese le conoscenze e gli strumenti necessari per affrontare questa
rivoluzione”.

Per Marco Bettiol, Professore Associato in Economia e Gestione presso
il Dipartimento di Economia e Gestione dell’Università di Padova,
“l’intelligenza artificiale è solo una copia mentre le imprese devono
puntare all’originalità che non potrà essere mai battuta da una
macchina e che, semplicemente, riproduce dati. Per questo è necessario
puntare alla valorizzazione del legame tra cultura e territori, ed
esaltare l’autenticità delle produzioni”.

Secondo Paolo Manfredi, consulente per le Strategie digitali di
Confartigianato, invece il dilemma da risolvere è quello di capire
come, per esempio i distretti in crisi possano sfruttare
l’Intelligenza artificiale per ammodernarsi: “Di questa nuova
tecnologia dobbiamo sfruttare il meglio per applicarla alle nuove
produzioni e sviluppare nuovi patrimoni di conoscenza, Siamo molto
lontani dalla situazione in cui un impresa artigiana potrà essere
completamente affidata all’intelligenza artificiale”.

Per Mauro Magatti, Professore ordinario di Sociologia alla facoltà di
Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore
di Milano, l’intelligenza artificiale, in questo momento, solo
risposte ovvie: “Dobbiamo affrontare un nuovo umanesimo e quindi
lavorare per l’umanizzazione delle tecnologie digitali perché il
volere degli artigiani deve essere sempre primario rispetto alle
macchine”.

Secondo Giulio Sapelli, Presidente Fondazione Germozzi, “il processo
di cambiamento uomo-macchina dura da tempo e mai l’esperienza umana
potrà essere sostituita da una qualsiasi intelligenza meccanica. Per
questo non bisogna farsi abbacinare dai grandi cambiamenti ma, al
contrario, bisogna lavorare per incrementare l’intelligenza delle
persone e degli imprenditori”.


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