Giovedì 18 Luglio, aggiornato alle 22:11

Italia Nostra Sardegna, Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco, Earth Gardeners, Siamo Tutti Importanti: esposto al Ministero dell’Ambiente e all’Assessorato regionale

Italia Nostra Sardegna, Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco, Earth Gardeners, Siamo Tutti Importanti: esposto al Ministero dell’Ambiente e all’Assessorato regionale
Le Associazioni Italia Nostra Sardegna, Punta Giglio Libera Ridiamo Vita al Parco, Earth
Gardeners, Siamo Tutti Importanti hanno inviato al Ministero dellAmbiente e allAssessorato
regionale della Difesa dellAmbiente un nuovo esposto relativo al progetto dei Lavori di
mitigazione Rischio frana sulle falesie di Punta Giglio nel comune di Alghero, nel quale
vengono segnalate le numerose incongruenze emerse dallesame degli elaborati tecnici
acquisiti solo di recente, a seguito di una formale richiesta di accesso agli atti.
In particolare si fa presente che le dettagliate prescrizioni di tutela del bene naturale dettate
con due distinti pareri dal Ministero e dalla Regione in merito alle modalità di esecuzione
dei lavori (lobbligo di recupero dei materiali rocciosi disgaggiati e abbattuti per impedirne
il deposito nei fondali marini, limposizione di speciali precauzioni per evitare il
coinvolgimento dellambiente acqueo prospiciente le falesie, ladozione di particolari misure
a protezione della componente naturalistica) risultano sostanzialmente ignorate. Dallesame
della documentazione emerge, infatti, che esse non solo non sono state recepite in sede
progettuale ma in più punti sono anzi contraddette dalle previsioni degli elaborati tecnici.
È evidente daltra parte che, considerate la tipologia degli interventi, da compiere
essenzialmente in ambiente subaereo, nonché le peculiarità geologiche di una falesia viva,
in costante evoluzione, il rispetto delle misure imposte con le Autorizzazioni non può che
comportare, nellambito esecutivo, inevitabili se non insormontabili difficoltà operative. Da
ciò dovrebbe scaturire lobbligo di unesplicita menzione delle stesse prescrizioni allinterno
dei patti contrattuali in modo da evitarne lelusione e prevenire assai probabili contenziosi.
Al contrario lomesso computo dei relativi oneri aggiuntivi comporterebbe unimponderabile
lievitazione dei prezzi difficilmente gestibile nel corso dei lavori, specie se si considera
lentità del ribasso di aggiudicazione della gara risultato pari al 34,62%.
Si fa inoltre presente che a detta degli stessi progettisti e soprattutto a detta del Servizio
distrettuale idrografico regionale (ADIS), la finalità progettuale della mitigazione del rischio
non sarebbe conseguibile a fine lavori a causa della natura stessa della falesia e per la
molteplicità delle linee di frattura e dei potenziali punti di distacco. I fenomeni evolutivi di
una falesia viva non sono infatti per loro stessa natura prevedibili con sufficienti margini
di sicurezza. Non sussiste dunque alcuna garanzia che a lavori ultimati possa essere rivista
la classificazione Hg4 (alta pericolosità di frana) imposta dal Piano di Assetto Idrogeologico
(PAI), né che sia rimossa linterdizione alla navigazione nella fascia dei 200 mt disposta nel
2015 dalla Capitaneria di Porto. La soluzione più efficace e non impattante non può che
essere quella dellOpzione Zero ovvero la scelta della non interferenza con i fenomeni
naturali in atto, conservando le misure di sicurezza che di fatto azzerano il rischio.
Le Associazioni rilevano che, seppure in assenza di simulazioni degli effetti degli interventi,
le tavole di progetto dimostrano in modo inequivoco che le caratteristiche morfologiche,
laspetto esteriore e limmagine stessa della falesia non potrebbero che risultare
profondamente compromessi dalle demolizioni, dalle reti di protezione, dai tiranti e dalle
funi metalliche. In altri termini a lavori ultimati la falesia risulterebbe irreversibilmente
sfregiata, senza che la comunità possa peraltro averne alcun beneficio. Le Associazioni
sottolineano infine i gravi deficit decisionali determinati dallautoreferenzialità del
management dellEnte Parco e resi manifesti dallomesso coinvolgimento dei portatori di
interesse nel procedimento amministrativo, dallassenza di unadeguata informazione
allAssemblea del Parco, dal mancato riconoscimento del ruolo della Commissione di Riserva
dellArea Marina Protetta, che avrebbe dovuto assumere un ruolo rilevante nella valutazione
di un progetto che ha come fulcro la gestione dellambiente marino, e che invece non è stata
neppure consultata.
Dal blog di Italia Nostra Sardegna è possibile visionare e scaricare il documento inviato al
Ministero dellAmbiente e al Servizio VIA della Regione Sardegna
http://italianostrasardegna.blogspot.com/2023/11/lavoridimitigazionerischiofrana.html” conclude la nota
a firma del Presidente di Italia Nostra Sardegna Mauro Gargiulo , per conto delle associazioni Italia Nostra Sardegna, Punta Giglio Libera –
Ridiamo Vita al Parco, Earth Gardeners, Siamo Tutti Importanti

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