Domenica 23 Giugno, aggiornato alle 18:47

Sardegna al terzo posto nazionale per crescita delle imprese digitali

Sardegna al terzo posto nazionale per crescita delle imprese digitali

ARTIGIANATO DIGITALE – Sardegna al terzo posto nazionale per crescita
delle imprese digitali: + 5.65%, con 3.500 attività e 10mila addetti.
Lai e Mereu (Confartigianato Sardegna): “La Sardegna deve tornare a
essere la Silicon Valley del Mediterraneo: eliminare gap
infrastrutturali che limitano potenzialità”.

Nel 2023 la crescita annua delle imprese artigiane digitali in
Sardegna è stata del 5,65%, performance che, praticamente, doppia il
risultato eccellente dell’Italia che si ferma al +3,3%. Tutto equivale
a oltre 3.500 attività con circa 10mila dipendenti. L’Isola si
posiziona al terzo posto nazionale in un andamento generale che
risulta il migliore degli ultimi dieci anni: bisogna tornare al 2012
per trovare uno spunto migliore (+3,6%). Tra le regioni prima della
Sardegna solo il Veneto con una crescita del +6.6% e il Lazio con
+5,9%.

È questo ciò che emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di
Confartigianato Imprese Sardegna sulla “Transizione digitale delle PMI
in Sardegna”, che ha rielaborato i dati Istat del 2023

Tra le province a livello nazionale, in testa Padova con +11,8%,
seguita da Vicenza con 9,7%, Cagliari con +6,8%, Cuneo con +6,2%,
Treviso con +5,0%, Roma con +4,9%, Como con +4,8%, Sassari/Gallura con
+4,6%, Torino con +4,5%, Milano con +4,3%, Bergamo con +4,2%, Firenze
con +3,9%, Verona con +3,5%, Monza e Brianza e Bologna con +3,3%.

“L’artigianato del futuro parte da qui, da queste imprese e da un
territorio, quello sardo, che in più di 30 anni è diventato la Silicon
Valley del Mediterraneo –– sottolinea la Presidente di Confartigianato
Imprese Sardegna, Maria Amelia Lai – che però sconta, rispetto ai
competitor europei, giganteschi gap infrastrutturali, energetici e di
imposizione fiscale. Soprattutto su questo fronte, quello della
ricerca e tecnologia, dobbiamo tornare a essere lungimiranti, a
programmare e a sostenere tutte quelle realtà che con l’intelligenza
dei loro lavoratori realizzano prodotti e servizi ad altissimo valore
aggiunto. Se lavoriamo su queste basi, potremmo essere
tecnologicamente all’avanguardia come la Silicon Valley americana.
Dobbiamo avere come obiettivo quello di riportare la Sardegna ad
essere un polo attrattivo di scienza dove le migliori menti mondiali
potrebbero essere attratte per ricreare quel forte habitat che si
stava già creando negli anni 90”. “L’innovazione tecnologica serve ad
esaltare il patrimonio di eccellenza e di competenze delle nostre
aziende – sottolinea la Presidente– artigiani e piccoli imprenditori
sono capaci di coniugare le tecnologie digitali con la creatività e il
“saper fare”, la tradizione, il gusto, il fatto su misura, vale a dire
le caratteristiche che da sempre fanno grandi nel mondo i prodotti
delle imprese italiane a valore artigiano. Proprio per questo è
necessario sostenere questa loro propensione con il pieno
coinvolgimento e la facile accessibilità alle misure alle misure
previste per realizzare le transizioni digitali e green”. “Nel 2022,
sempre in Sardegna – ricorda la Lai – 14mila micro e piccole imprese
“greentose” hanno investito in almeno uno dei tre ambiti della
transizione digitale: tecnologie digitali, modello organizzativo
aziendale e sviluppo di nuovi modelli di business. Questi loro sforzi
devono però essere accompagnati da politiche di sostenibilità che
siano in grado di dare risposte al “qui ed ora” ma anche al “domani e
dopodomani””.

Per Confartigianato Sardegna, il crescente flusso degli investimenti
delle imprese ha sostenuto l’intensificazione dei processi di
digitalizzazione, generando una domanda di servizi che ha stimolato
l’offerta nei settori dei servizi digitali, uno stimolo che ha
interessato le imprese artigiane, creando valore aggiunto e
alimentando la crescita del PIL. Per questo l’Associazione Artigiana
ricorda come le due transizioni, energetica e digitale, siano
complementari l’una all’altra.

“Abbiamo bisogno di connettività e reti veloci ed efficienti –
aggiunge Fabio Mereu, VicePresidente Regionale di Confartigianato
Sardegna – ed è fondamentale che la nostra regione prosegua nel
rafforzamento in queste infrastrutture (telecomunicazioni e banda
ultra larga) che sono le “gambe” su cui può camminare la diffusione
della tecnologia orientata alla domotica ed alla gestione delle
apparecchiature tecnologiche come: software, gestionali, cloud,
marketplace, realtà aumentata, piattaforme per l’efficientamento di
processi e servizi innovativi”. “Usare energia pulita va bene ma non
basta e non è l’unica via – prosegue Mereu – comunità energetiche,
autoconsumo, fotovoltaico sono strumenti importanti ma devono essere
accompagnati, anzi anticipati, da processi di efficientamento
energetico dei sistemi, di macchinari, di edifici, di monitoraggio e
gestione efficace dei consumi”.

Per l’Associazione Artigiana, le imprese devono iniziare a studiare in
modo scientifico i loro prodotti e i loro processi di produzione per
generare nuovo valore, mettendo sul mercato qualcosa di innovativo.

“Per fortuna abbiamo tantissimi artigiani che sono maestri nel fare
queste cose: non necessariamente solo a basse emissioni ma magari in
grado di catturarle, infiltrandosi in filiere carbon neutral, alla
ricerca di materiali sostenibili, efficientando i propri processi
energetici e di governance, investendo in giovani qualificati –
conclude la Presidente Lai – inoltre bisogna ridurre al minimo la
burocrazia: diamoci regole e strumenti per fare bene e in fretta”.


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