Domenica 23 Giugno, aggiornato alle 18:47

Falesia di Punta Giglio – L’Università di Sassari con 40 firmatari fra docenti e ricercatori chiede la sospensione dei lavori: non escludere l’opzione zero

Falesia di Punta Giglio – L’Università di Sassari con 40 firmatari fra docenti e ricercatori chiede la sospensione dei lavori: non escludere l’opzione zero

E’ un onda che investe il Parco Regionale di Porto Conte, un’altra ancor più grossa della precedente, che stavolta trae le sue origini da Accademici dell’Università di Sassari, cioè docenti, ricercatori di indiscussa  capacità e competenza. E quello che ora ci si chiede, di cosa altro ci sia bisogno di produrre, in opposizione al progetto,  per ipotizzare un momento di riflessione sui lavori che a Punta Giglio sono previsti?

E’ uno stato di accerchiamento, il Parco di fatto è nella sua solitudine quasi totale, a valutare il da farsi nel futuro prossimo, che è fra una settimana data in cui sono previsti l’inizio dei lavori, perchè la politica locale, quella che ha poteri decisori, non ha preso, ad oggi una posizione. Si ricorda per intenderci, che l’Assemblea del Parco, un Organo, coincide che il Consiglio Comunale di Alghero.

“In data 12 Ottobre 2023 è stata inviata via PEC all’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, al Comune di Alghero, alla Regione Autonoma della Sardegna – Direzione Generale della Difesa dell’Ambiente, Servizio Valutazioni impatti e incidenze ambientali e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Direzione generale patrimonio naturalistico e mare. l’allegata lettera aperta/petizione avente quale oggetto “Considerazioni sulla necessità di una più approfondita valutazione delle implicazioni ambientali e paesaggistiche degli interventi di mitigazione del rischio frana nelle falesie di Punta Giglio.”
La lettera aperta è stata firmata da 40 docenti e ricercatori afferenti a diversi dipartimenti dell’Università di Sassari.
La sospensione dei lavori, concordemente invocata dal mondo scientifico, dalle Associazioni ambientaliste e da numerosi cittadini, consentirebbe di dar spazio a una fase di riflessione e di studio, che permetta di valutare più approfonditamente l’incidenza ambientale e paesaggistica degli interventi previsti e di soppesare il loro reale grado di indispensabilità.
I lavori progettati, infatti, mentre rischiano di produrre effetti irreversibili nel prezioso ecosistema da proteggere, mitigherebbero solo provvisoriamente qualche rischio, ma non potrebbero mettere in alcun modo in sicurezza lo specchio di mare sottostante le imponenti pareti rocciose del promontorio.

I firmatari suggeriscono di non escludere a priori la cosiddetta “opzione zero“, confermando e eventualmente estendendo, per quel tratto di mare, l’attuale divieto di navigazione che gioverebbe, tra l’altro, a limitare il carico antropico e a salvaguardare l’integrità delle comunità floristiche e faunistiche presenti nell’area, e chiedono di valutare la possibilità di impiegare i finanziamenti per altri interventi utili alla salvaguardia della risorsa naturale.

Ecco il testo della nota con  Oggetto: Considerazioni sulla necessità di una più approfondita valutazione delle implicazioni ambientali e paesaggistiche degli interventi di mitigazione del rischio frana nelle falesie di Punta Giglio.
Illustrissimi, i lavori di “Mitigazione del rischio di frana in falesia di Punta Giglio” nonché di “Riorganizzazione, messa in sicurezza e valorizzazione del sistema di fruizione del comprensorio di Punta Giglio in Area Marina Protetta Capo Caccia-Isola Piana” hanno suscitato ampio dibattito e viva preoccupazione nell’opinione pubblica e nel mondo scientifico.
I firmatari della presente, docenti della comunità accademica dell’Università di Sassari, condividendo le preoccupazioni espresse nella petizione promossa dal prof. Natale Emilio Baldaccini e nella nota degli studiosi aderenti al Gruppo dei 30 relativamente ai progettati interventi summenzionati (LEGGI), tenendo conto delle Istanze di revisione del procedimento autorizzativo inoltrate alle Istituzioni competenti da diverse Associazioni ambientaliste nazionali e regionali, si associano alle argomentazioni con cui qualificati gruppi accademici italiani e stranieri hanno invocato la sospensione dei lavori per dare corso a un adeguato monitoraggio preliminare e a più approfondite valutazioni tecnico-scientifiche sull’ecosistema falesia.
La sospensione dei lavori, concordemente invocata dal mondo scientifico, dalle Associazioni ambientaliste e da numerosi cittadini, consentirebbe di dar spazio a una fase di riflessione e di studio, che permetta di valutare più approfonditamente l’incidenza ambientale e paesaggistica degli interventi previsti e di soppesare il loro reale grado di indispensabilità. I lavori progettati, infatti, mentre rischiano di produrre effetti irreversibili nel prezioso ecosistema da proteggere, mitigherebbero solo provvisoriamente qualche rischio, ma non potrebbero mettere in alcun modo in sicurezza lo specchio di mare sottostante le imponenti pareti rocciose del promontorio. Del resto, situazioni analoghe si presentano in tutte le falesie dell’area parco.
I firmatari suggeriscono di non escludere a priori l’opzione zero, confermando e eventualmente estendendo, per quel tratto di mare, l’attuale divieto di navigazione che gioverebbe, tra l’altro, a limitare il carico antropico e a salvaguardare l’integrità delle comunità floristiche e faunistiche presenti nell’area, e chiedono di valutare la possibilità di impiegare i finanziamenti per altri interventi utili alla salvaguardia della risorsa naturale.
Confidando nella cortese attenzione delle S.S. L.L. porgono distinti saluti”

seguono firme  di
Alberto Alberti, Dipartimento di Medicina Veterinaria
Marco Apollonio, Dipartimento di Medicina Veterinaria
Gianfranco Atzeni, Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali
Simonetta Appino, Dipartimento di Medicina Veterinaria
Simonetta Bagella, Dipartimento di Scienze Chimiche, Fisiche, Matematiche e Naturali
Virgilio Balmas, Dipartimento di Agraria
Bianca Biagi, Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali
Giampiero Branca, Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione
Marinella Iole Cadoni, Dipartimento di Scienze Biomediche
Ignazio Camarda, ordinario di Botanica Sistematica
Marco Casu, Dipartimento di Medicina Veterinaria
Giulia Ceccherelli, Dipartimento di Scienze Chimiche, Fisiche, Matematiche e Naturali
Maria Antonietta Cocco, Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali
Monica Cossu, Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali
Marco Curini Galletti, Dipartimento di Medicina Veterinaria
Ugo Della Croce, Dipartimento di Scienze Biomediche
Daniele Dessì, Dipartimento di Scienze Biomediche
Manlio Fadda, Dipartimento di Medicina Veterinaria
Rossella Filigheddu, ordinario di Botanica ambientale e applicata
Paolo Fois, professore emerito di Diritto Internazionale
Giovanni Garippa, ordinario di Parassitologia e malattie parassitarie degli animali
Enrico Grosso, Dipartimento di Scienze Biomediche
Plinio Innocenzi, Dipartimento di Scienze Biomediche
Romina Deriu, Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione
Sergio Ledda, Dipartimento di Medicina Veterinaria
Luca Malfatti, Dipartimento di Scienze Biomediche
Attilio Mastino, già Magnifico Rettore
Marta Meleddu, Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali
Quirico Migheli, Dipartimento di Agraria
Giuseppe Moniello, Dipartimento di Medicina Veterinaria
Annamari Nieddu, Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione
Giacomo Oggiano, ordinario di Geologia
Dimitri Paolini, Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali
Vincenzo Pascucci, Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica
Ricardo Regis, Centro Linguistico di Ateneo
Pier Paolo Roggero, Dipartimento di Agraria
Daria Sanna, Dipartimento di Scienze Biomediche
Fabio Scarpa, Dipartimento di Scienze Biomediche
Giovanna Seddaiu, Dipartimento di Agraria
Claudio Zucca, Dipartimento di Agrari


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