Domenica 23 Giugno, aggiornato alle 18:47

La preoccupazione degli artigiani sardi per il taglio ai fondi del Piano di Ripresa e Resilienza nell’Isola

La preoccupazione degli artigiani sardi per il taglio ai fondi del Piano di Ripresa e Resilienza nell’Isola

NRR – La preoccupazione degli artigiani sardi per il taglio ai fondi
del Piano di Ripresa e Resilienza nell’Isola. Maria Amelia Lai
(Presidente Confartigianato Sardegna): “Necessarie risorse alternative
o sostitutive rispetto a quelle che non arriveranno nell’Isola”.

E’ forte la preoccupazione delle imprese sarde, soprattutto quelle
artigiane, per l’annunciato taglio ai fondi provenienti dal PNRR.
Per questo la Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Maria
Amelia Lai, chiede al Governo risorse alternative o sostitutive
rispetto a quelle che non arriveranno nell’Isola.

“Il 27 luglio scorso il Governo comunicava ai Comuni italiani un
taglio ai fondi del PNR da 13 miliardi di euro. Risorse preziose per
gli enti locali. Chiaramente questa rimodulazione colpirà
principalmente quei progetti che spesso sono stati già avviati, che
sono destinati a rigenerazione urbana, all’efficienza energetica,
nonché alla mitigazione e adattamento al cambiamento climatico –
commenta la Presidente – ci eravamo resi conto di questo rallentamento
in quanto l’avanzamento del piano è fermo da gennaio a maggio”.
“L’Italia, infatti, ha speso solo 1,2 dei 33,8 miliardi di euro che
erano previsti entro il 2023 – continua – per cui, se il Governo
italiano ha individuato 144 misure da modificare del tutto o in parte
e riteniamo che la proposta del Governo di cambiare il PNR
riproponendo questi tagli da quasi 16 miliardi e con la promessa di
rifinanziare con altri fondi, non ci lascia veramente sereni”.

“Le altre fonti di finanziamento potrebbero essere senz’altro i fondi
strutturali europei quali il Fondo di sviluppo e coesione, quello
nazionale complementare, che è poi è quello che affianca il PNRR –
sottolinea la Presidente Lai – diciamo che le intenzioni
dell’Esecutivo sui progetti sono note, mentre mancano completamente i
dettagli su come realizzarli”.

“Siamo molto preoccupati come Associazione perché in questo momento
non abbiamo risposte da dare al sistema produttivo, sia come imprese
singole che con gli appalti europei lavorano e come cittadini, perché
la cancellazione di questi fondi potrebbe rappresentare una brusca
frenata verso lo sviluppo concreto dell’isola e che sia al passo con i
tempi – rimarca – senza questi fondi c’è il serio rischio che si
blocchino cantieri, che moltissime opere, sia grandi e piccole, non
possano mai vedere alla luce o nel peggiore dei casi, che restino
incompiute”.

“Ne abbiamo viste già tante cattedrali nel deserto e scheletri di
cemento e le nostre periferie e le nostre campagne devono avere
risposte – prosegue – noi dobbiamo fare di tutto affinché questa cosa
non accada. Tutti i finanziamenti europei nell’Isola, nonostante le
varie vicissitudini, hanno sempre svolto un ruolo fondamentale nello
sviluppo economico, sociale e ambientale dell’intero territorio”.

Poi il messaggio a Governo, Regione e Istituzioni: “E’ assolutamente
necessario riconsiderare qualsiasi decisione che porterebbe a un
taglio dei finanziamenti e a un arretramento della Sardegna che viene
già penalizzata all’inverosimile. Chiediamo il sostegno continuo ai
nostri sforzi di crescita e prosperità affinché la Sardegna possa
continuare a contribuire al patrimonio culturale, economico e
ambientale dell’Unione Europea”. “Per questo sono necessarie quelle
risorse alternative o sostitutive rispetto a quelle che non
arriveranno nell’isola – conclude la Presidente – perché si rischia in
questo modo di bloccare quelle procedure per la realizzazione di opere
pubbliche come i nuovi servizi, le opere di rigenerazione urbana e di
riqualificazione, che sono quegli interventi per l’assetto del
territorio in contrasto al cambiamento climatico”.


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