Martedì 23 Luglio, aggiornato alle 12:22

VIDEO – Il Pd inaugura un nuovo corso. Appello ai centristi “sofferenti” e porte aperte a tutti: “perchè divisi non si va da nessuna parte”

VIDEO – Il Pd inaugura un nuovo corso. Appello ai centristi “sofferenti” e porte aperte a tutti: “perchè divisi non si va da nessuna parte”

Il partito democratico Di Alghero si è ritrovato Sabato  in via Mazzini nella sede storica, dove ha dato corso a una nutrita conferenza stampa al cospetto di numerosi simpatizzanti e dirigenti del partito, Enrico Daga e Mimmo Pirisi al loro fianco hanno avuto il deputato Silvio Lai, che certifica di fatto il nuovo corso di questo partito.

Ne viene fuori un manifesto, una sorta di programma in vista delle prossime elezioni comunali dove  il partito democratico si candida ad essere la forza che incomincia a dialogare e a chiamare chiunque abbia come obiettivo creare una forza alternativa all’attuale maggioranza.

Non passa inosservato persino il riferimento a tutte le forze centriste che vengono chiamate al loro ruolo di responsabilità in un momento particolare della vita politica amministrativa di questa città, non a caso viene usato il termine “sofferenza“, per indicare coloro che in questo momento sono stretti nella coalizione di centro destra.

Un’apertura in grande stile, è la chiamata a raccolta di tutte le forze progressiste, in un campo largo che abbia connotati di rottura con il passato, e abbia una visione futura e programmata per questa città da tempo ormai “ingessata“ per mutuare il termine usato da Enrico Daga. Ed emerge con sufficiente chiarezza persino la volontà di tenere le porte aperte a tutti, ed il riferimento dei due esponenti politici presenti al tavolo ieri, è rivolta sicuramente a quelli che in questo momento sono sull’Aventino: “ perché il PD ha affermato Mimmo Pirisi – porte non ne deve avere ma è un posto dove tutti si possono ritrovare perché divisi non si va da nessuna parte. Non manca la frecciatina l’attuale amministrazione, capace solo di amministrare l’ordinario dove un commissario – ha fermato Mimmo Pirisi –  avrebbe fatto sicuramente meglio,  ed elenca le ragioni di queste sue affermazioni: niente Puc,  niente infrastrutture, nessuna progettazioni per lo sport, e un malessere sociale diffuso che “ci deve far interrogare” ha affermato Pirisi.

Enrico Daga da Segretario parla con convinzione : “Abbiamo l’obbligo di creare un campo politico che sia alternativo per gli Algheresi che da decenni attendono risposte dalla politica. Bisogna  aprire una grande fase che scuota la città, partendo dalla cultura passando all’associazionismo, al mondo della scuola, all’impresa che è quella che dà occupazione.  Noi dobbiamo inaugurare una fase di ascolto, di comprensione di quelle che sono le problematiche e tradurle in una piattaforma politica, credibile e aperta a tutti quelli che non si rassegnano, a quelli che non vogliono voltare le palle e guarda d’altra parte.

La visione di questo accordo la fornisce Mimmo Pirisi , perché il PD possa fungere da locomotore se non da collante di un’intera area: l’unità era una richiesta che ci veniva fatta dall’intera città una richiesta dove ci chiedevano di rimettere in moto la politica del centro sinistra e ci chiedevano di rimettere in piedi questo partito con l’ambizione di essere locomotiva della nuova coalizione che non significa che dobbiamo noi imporre niente a nessuno, ma aprire un tavolo di confronto,  e far sentire tutti i con pari dignità, per poi fare sintesi” conclude Pirisi

Ci rivolgiamo alle forze centriste e al civismo, Con le quali l’abbiamo già intrattenuto rapporti già dall’indomani della sconfitta. Ci rivolgiamo a tutti quelli che non si rappresentano più in questa esperienza di governo, e sono in forte sofferenza, che aspettavano che il partito democratico si stabilizzasse, che potesse offrire una proposta alternativa, credibile.  Noi abbiamo un gruppo dirigente, professionalità per creare,  con chi vuole stare con noi, una vera alternativa a questo modo di fare politica che di fatto sta ingessando la città.

Un manifesta del nuovo corso, e a sentire le dichiarazione che proponiamo nell’intervista si capisce che il PD comprende l’onere che si è caricato, e la fase di depotenziamento che si era percepita, subisce oggi una inversione di tendenza, dove il da farsi e con chi ha preso il posto del dividersi, in una forma di masochismo che non conosceva fine. E può questo nuovo Pd, con questi intenti da fastidio a qualcuno?

 

 


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