Venerdì 21 Giugno, aggiornato alle 19:24

La denuncia di GrIG , a Punta Giglio è sparita la colonia nidificante del Gabbiano corso. Un fatto gravissimo. L’ ente gestore deve salvaguardare i valori naturalistici o favorire il turismo nautico?

La denuncia di GrIG , a Punta Giglio  è sparita la colonia nidificante del Gabbiano corso. Un fatto gravissimo. L’ ente gestore deve salvaguardare i valori naturalistici  o favorire il turismo nautico?

Nonostante riserve e contestazioni, anche provenienti da esponenti del mondo scientifico nazionali e internazionali, l’Azienda speciale di gestione del Parco naturale regionale di Porto Conte prosegue nell’intendimento di avviare a breve la realizzazione del progetto definitivo dei “Lavori  di  mitigazione  del  rischio  frana  in  falesia  Punta Giglio  nel  Comune  di  Alghero” (importo complessivo euro 512.995,51).

Il progetto approvato nel 2022, afferma di avere quale obiettivo la mitigazione del rischio di frana e di erosione, sebbene riconosca che il fenomeno naturale è inarrestabile: attualmente circa 8 ettari di mare sotto la falesia, per una lunghezza di circa 400 metri, sono interdetti dall’ordinanza n. 51/2015 del 23 ottobre 2015 dall’Ufficio circondariale marittimo di Alghero per il rischio di caduta massi.

Esplicitamente si afferma che la proposta progettuale è “finalizzata alla sistemazione e messa in sicurezza della falesia lungo la fascia costiera del comprensorio di Punta Giglio e all’implementazione di un sistema di fruizione a terra e a mare (ndr sviluppo di una sentieristica costiera terrestre e di un sistema di ormeggi a mare per le attività di visite subacquee e di snorkeling oltre alla messa in sicurezza di un piccolo molo adiacente all’area di fruizione) all’interno dei confini del Parco Naturale Regionale di Porto Conte e dell’Area Marina Protetta di Capo Caccia – Isola Piana, nel comprensorio di Punta Giglio. La porzione più strettamente costiera interessa il tratto fra il moletto a Est della ‘Torre Nuova’ e Punta S. Antonio, al di fuori dell’area di riserva integrale dell’ AMP di Capo Caccia” (nota Ass.to reg.le Difesa Ambiente – Servizio Valutazione impatti e Incidenze Ambientali prot. n. 29264 del 10 novembre 2022).

Sono, nel mentre, pervenute varie risposte all’istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione opportuni provvedimenti inoltrata in proposito (16 agosto 2023) dall’associazione ambientalista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), coinvolgendo i Ministeri della Cultura e dell’Ambiente e Sicurezza Energetica, il Comune di Alghero, l’I.S.P.R.A., l’Azienda speciale di gestione del parco naturale regionale di Porto Conte, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, la Regione autonoma della Sardegna.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Direzione generale Patrimonio Naturalistico e Mare, evidenziando la presenza della ZPS ITB013044 “Capo Caccia” e della ZSC ITB010042 “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio“, ha chiesto informazioni (nota prot. n. 134205 del 13 agosto 2023) alla Regione autonoma della Sardegna in merito all’espletamento delle procedure di valutazione di incidenza ambientale.

L’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione autonoma della Sardegna ha comunicato (nota prot. n. 26797 del 13 settembre 2023) che l’intervento non dev’essere assoggettato alle procedure di verifica di assoggettabilità a valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.), tuttavia necessario per i progetti di “opere costiere destinate a combattere l’erosione” (decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.), e di valutazione di incidenza ambientale (V.Inc.A.), necessario per tutti gli interventi in area appartenente alla Rete Natura 2000 come Punta Giglio, qualora rispetti alcune prescrizioni (note Ass.to reg.le Difesa Ambiente – Servizio Valutazione impatti e Incidenze Ambientali prot. n. 29264 del 10 novembre 2022, n. 5660 del 3 marzo 2022, n. 7835 del 16 aprile 2020, n. 24055 del 14 novembre 2018).

Il Comune di Alghero – Settore IV ha comunicato (nota del 22 agosto 2023) di essersi limitato a esprimere il proprio parere in materia di tutela paesaggistica in sede di conferenza di servizi.

L’Azienda speciale di gestione del Parco naturale regionale di Porto Conte ha ricostruito (nota prot. n. 4105 del 14 settembre 2023) il lungo e complesso iter procedimentale concernente il progetto di mitigazione del rischio di frana della falesia di Punta Giglio e ha positivamente messo a disposizione la documentazione autorizzativa.

Spicca in proposito il parere reso dall’Agenzia regionale del Distretto Idrografico della Sardegna (ADIS) in sede di conferenza di servizi (prot. ricez. n. 1119 del 24 marzo 2022) che esclude qualsiasi dichiarazione di messa in sicurezza o di esenzione di responsabilità, mantenendo l’area pienamente soggetta alle prescrizioni del piano di assetto idrogeologico (PAI – piano stralcio).

Ma è davvero di grande rilievo quanto afferma l’I.S.P.R.A.

Con nota prot. n. 47959 dell’8 settembre 2023, afferma che, in base agli ultimi monitoraggi disponibili, lungo la falesia di Punta Giglio sono stati verificati n. 12 nidi di Marangone dal Ciuffo (con area monitorata al 50%), n. 65 di Rondone pallido, n. 30 di Gabbiano reale, n. 2 di Rondine montana, n. 30 di Piccione selvatico, mentre “per berta maggiore e berta minore non si dispone di stime affidabili …  e per gabbiano corso non vi sono stati insediamenti negli ultimi anni“.

Solo poco tempo lI.S.P.R.A. certificava (parere prot. n. 14824 del 25 marzo 2021) “la presenza di avifauna marina e costiera, che rende le falesie di Punta Giglio un comprensorio particolarmente significativo entro la ZPS di Capo Caccia nonché nel contesto nazionale e mediterraneo“, fra cui la presenza del Gabbiano corso L. audouinii(una colonia …. unica nell’ambito della ZPS e di tutto il tratto costiero dal Sinis a Stintino)“, del Marangone dal ciuffo P. aristotelis, del Falco pellegrino F. peregrinus, nonché la nidificazione della Berta maggiore Calonectris diomedea.

Nell’arco di un breve periodo è sparita la colonia nidificante del Gabbiano corso, di rilevante interesse naturalistico per la Sardegna e il Mediterraneo.

Un fatto gravissimo, dovuto con elevata probabilità all’aumento della pressione antropica: nonostante ciò non si ritiene quantomeno di effettuare un’approfondita procedura di valutazione di incidenza ambientale in presenza di un’ulteriore e non richiesta antropizzazione del sito naturalistico.

Il rischio che lavori non certo indispensabili possano provocare danni a siti di nidificazione di specie avifaunistiche di primaria importanza è decisamente alto e il principio di precauzione, nonché le procedure di valutazione degli impatti sull’ambiente dovrebbero costituire un necessario vaglio molto puntuale e severo.

Ma il compito di un ente gestore di un’area naturale protetta è in primo luogo salvaguardare i valori naturalistici del sito o favorire il turismo nautico?

Come noto, l’intera area costiera di Porto Conte, compresa Punta Giglio, rientra nell’omonimo parco naturale, è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993, piano paesaggistico regionale – P.P.R.), rientra, inoltre, inoltre, nella zona di protezione speciale – ZPS ITB013044Capo Caccia”  e  nel sito di importanza comunitaria – SIC “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio” (codice ITB010042), ai sensi delle direttive n. 92/43/CEE sulla tutela degli habitat e n. 09/147/CE sulla salvaguardia dell’avifauna selvatica.

Sarebbe proprio ora di una corretta gestione ambientale in un’area naturale protetta” chiude la nota p. Gruppo d’intervento Giuridico (GrIG) a firma di Stefano Deliperi


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