Mercoledì 24 Aprile, aggiornato alle 21:20

Incendi, disastri ambientali, vittime, vogliamo davvero complicare la vita agli incendiari? Il Daspo ambientale.

Incendi, disastri ambientali, vittime, vogliamo davvero complicare la vita agli incendiari? Il Daspo ambientale.

Incendi, disastri ambientali, vittime, vogliamo davvero complicare la vita agli incendiari? Il Daspo ambientale.

Niente da fare.

Nell’estate 2023, dopo le Isole greche, la Sicilia e una preoccupante ripresa della crescita dell’emergenza nel Bel Paese, i roghi di boschi, pascoli, zone umide, coste riprendono la loro ribalta anche in Sardegna.

Come ogni anno, come una maledizione consuetudinaria.

Dal Rapporto European forest fire information system (Effis) del 2021 (ultimi dati definitivi disponibili) è emerso che nei vari Stati dell’Unione Europea sono andati a fuoco oltre mezzo milione di ettari, di cui circa il 20% nelle aree naturali protette della Rete Natura 2000.   L’Italia è stato il Paese più pesantemente colpito, con 159.537 ettari andati a fuoco.   

Prevenzione, efficienti apparati di protezione civile, sensibilizzazione, sì, si è fatto tanto e si può e si deve migliorare ancora.

Ma non sarà mai abbastanza.

Le cause sono sempre le stesse: incuria, lassismo, distrazione per i comportamenti colposi, speculazione, vendetta, minaccia, protesta per i comportamenti dolosi.

Il caso clinico del piromane vero e proprio in realtà è davvero raro.

Non nascondiamoci dietro a un dito, l’incendiario che mette fuoco sui monti di Gairo o in Baronìa, fra Posada e Siniscola, o nel canneto lungo la Via Fiume, area di riproduzione dell’avifauna selvatica nella zona umida del Molentargius – Saline, non viene dal Giappone.

L’inasprimento delle pene effettuato ieri dal Governo Draghi con il  decreto-legge n. 120 dell’8 settembre 2021, convertito nella legge n. 155/2021 e oggi annunciato dal Governo Meloni è certamente utile (se verrà concretizzato in legge), ma risolverebbe ben poco, considerato anche il fatto che – fra permessi premio, liberazioni anticipate per buona condotta, sconti di pena di ogni genere – l’incendiario definitivamente condannato (salvo prescrizione) dopo anni di procedimento penale in troppo breve tempo è già fuori.

Nel mentre potrebbe continuare ad appiccare incendi, come spesso in realtà accade.

Solo a titolo di esempio, qualche caso.

Certamente vale la presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva passata in giudicato, ma G.F., 53 anni, algherese, era stato arrestato il 2 agosto 2021 su disposizione della magistratura sassarese con l’accusa di aver tentato di appiccare il fuoco per ben otto volte nell’ultimo anno nella Pineta dunale di Maria Pia, sul litorale di Alghero, proprio mentre la relativa spiaggia era piena di bagnanti.

L.L., allora 44enne muratore di Villacidro, venne trovato con il cerino in mano nei boschi del Linas dagli agenti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale. Arrestato, venne condannato a 4 anni di reclusione dal Tribunale di Cagliari l’8 luglio 2009.     Era sospettato di esser l’autore di ben 63 incendi.

R.A., 66 anni, di Palmas Arborea, è stato arrestato lo scorso 2 agosto 2023 dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale in quanto sospettato di esser l’autore di ben sei incendi fra campagne e zone umide dell’Oristanese.

Ribadiamo pubblicamente ancora una volta la proposta di daspo ambientale.

Il Daspo (da D.A.SPO.,acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) è una misura prevista dalla legge italiana al fine di impedire aggressioni violente nei luoghi degli avvenimenti sportivi.

E’ nato in Italia per contrastare la violenza in occasione di manifestazioni sportive, nasce in particolare per le partite di calcio, con la legge n. 401/1989 e si evolve con numerosi altri passaggi normativi fino alla legge n. 41/2007.

Il provvedimento amministrativo viene emesso dal Questore competente per territorio e inibisce l’accesso ai luoghi dove si svolgono determinate manifestazioni sportive.

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 512/2002, ha incluso il Daspo fra le misure di prevenzione, irrogabili, quindi, anche in assenza di commissione di reati.

Misure analoghe sono state emanate con il c.d. Daspo urbano, introdotto con il decreto-legge n. 113/2018, convertito nella legge n. 132/2018, che impone l’allontanamento da luoghi pubblici frequentati (stazioni, aeroporti, mercati, monumenti, ecc.) di soggetti autori di fatti ritenuti di degrado urbano.

Gli attentati all’ambiente (e al patrimonio culturale) potrebbero e dovrebbero essere un nuovo campo privilegiato per l’adozione di simili misure di prevenzione.

Gli incendiari vanno estirpati dal contesto socio-ambientale dove distruggono natura, abitazioni, attività lavorative, almeno per un congruo periodo di tempo.

Ed Eleonora d’Arborea sarebbe stata molto più drastica

p. Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Stefano Deliperi


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