Domenica 14 Aprile, aggiornato alle 22:59

A difesa di Capo Figari – L’ Associazione Punta Giglio Libera: solidarietà e condivisione al Comitato Maremosso di Golfo Aranci. Una storia già vista

A difesa di Capo Figari – L’ Associazione  Punta Giglio Libera: solidarietà e condivisione al Comitato Maremosso di Golfo Aranci.  Una storia già vista

L’ex osservatorio utilizzato da Guglielmo Marconi per fare i suoi primi esperimenti e situato a Golfo Aranci sul promontorio di Capo Figari è stato concesso dalla Regione Sardegna ad una società privata per trasformarlo in un Hotel di lusso. Non possiamo permettere che la storia, la nostra cultura e il nostro patrimonio ambientale vengano privatizzati per esclusivi interessi privati”, questo si legge sulla piattaforma Change.org, sulla quale è stata promossa una petizione popolare, i commenti sono tutti negativi, come un già visto da queste parti, e proprio a rimarcare la similitudine della rifunzionalizzazione ipotizzata, da Alghero parte la solidarietà totale e plauso alla iniziativa di opposizione. La lotta ad Alghero di opposizione al progetto di rifunzionalizzazione dell’ex Casermetta di  Punta Giglio, non è valso a scongiurare l’intrapresa che è stata portata avanti, attiva,  come da progetto autorizzato

 

“L’ Associazione  Punta Giglio Libera-Ridiamo Vita al Parco esprime solidarietà e condivide la petizione lanciata dal Comitato Maremosso di Golfo Aranci e ha inviato allo stesso il  messaggio che segue:

Prima di tutto ci teniamo a riaffermare la nostra adesione ed il plauso per le iniziative che state portando avanti. Assistiamo in modo sempre più pressante ad attacchi al nostro territorio con il continuo tentativo di sottrarre le sue zone più belle all’uso comune, con azioni speculative. Anche per Punta Giglio le protezioni previste non sono state sufficienti a evitare un intervento che minaccia giorno dopo giorno la salvaguardia delle specie stanziali e migranti a causa del carico antropico che l’attività “autorizzata” conduce.

A Punta Giglio gli sfacciati occupanti, protetti dalle famose 14 autorizzazioni, agiscono senza alcun controllo da parte di chi dovrebbe verificare che le prescrizioni suggerite dall’ISPRA vengano rispettate: nessun controllo sul livello di illuminazione notturna, sui rumori serali, sul numero di avventori, sull’introduzione di animali domestici. La falesia è diventata terra di nessuno o di troppi e questo con la connivenza dell’Ente Parco che dovrebbe essere il garante del rispetto delle regole.

La vostra lotta contro l’ultimo oltraggio, il progetto per il semaforo di Capo Figari, avrà tutto il nostro sostegno, che intanto inizia con l’invito ai nostri 116 soci di firmare la petizione.

Indichiamo, per indurre alla firma, il link https://www.change.org/p/salviamo-capo-figari sulle pagine social che vengono normalmente lette dai gruppi locali che hanno fin dall’inizio sostenuto il Comitato ALGHERO PER PUNTA GIGLIO, recentemente rafforzato con la trasformazione in Associazione. Parteciperemo inoltre a tutte le iniziative che tenderanno a pubblicizzare l’ opposizione a quella che viene definita “valorizzazione”, mentre è palese che si tratta di speculazione di società privata.

Siamo convinti che sia importante rafforzare le nostre proteste e lotte tenendo un collegamento e organizzando azioni comuni fra tutte le diverse realtà sociali che hanno coscienza dell’attacco sistematico che il nostro patrimonio sta subendo.

Basta con la bugia della ri-valorizzazione, l’unica cosa che questi progetti valorizzano è il profitto dei privati che fanno scempio dei nostri territori” conclude la nota della  Presidente di Punta Giglio Libera-Ridiamo Vita al Parc Elena Pittau.

Nell foto Capo Figari


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