Sabato 13 Aprile, aggiornato alle 19:04

Reflui depurati da San Marco al Calich, il Direttore del Parco Mariani diffida Abbanoa e il Consorzio di Bonifica. Si rischia l’apertura di un nuovo fronte polemico

Reflui depurati da San Marco al Calich, il Direttore del Parco Mariani diffida Abbanoa e il Consorzio di Bonifica. Si rischia l’apertura di un nuovo fronte polemico

Ieri un intervento del Sindaco di Alghero che annunciava la risoluzione del problema in  breve tempo, massimo 15 giorni , oggi si regitra un durissma presa di posizione del Direttore del Parco Regionale di Porto Conte Mariano Mariani che indirizza una missiva  ai Direttori di Abbanoa – Enrico Maria Peruzzi – e Consorzio di Bonifica della Nurra – Francesco Paolo Naccari, per conoscenza alla Provincia di Sassari e al Comune di Alghero. la missiva ha per  Oggetto: sversamenti acque reflue depurate del depuratore di Alghero loc. San Marco all’interno della laguna del Calich. Diffida a non interrompere il riuso delle acque depurate a fini irrigui.

Il sottoscritto Mariano Mariani, nella sua qualità di Direttore generale dell’Azienda speciale Parco di Porto Conte, che dichiara di intervenire in questo atto esclusivamente in nome, per conto e nell’interesse dell’Ente icomunica quanto segue.

Premesso che:

– da recenti note di stampa si è appreso che il Consorzio di Bonifica della Nurra, nella persona del direttore dell’area tecnica agraria del Consorzio, l’ingegnere Francesco Paolo Naccari, ha disposto l’interruzione immediata del conferimento dei reflui affinati dal depuratore di San Marco, con una lettera inviata ad Abbanoa e per conoscenza agli enti competenti (escluso l’Ente scrivente), avvisando inoltre che la ripresa dell’immissione irrigua dei reflui verrà  disposta non appena il gestore dell’impianto di depurazione, quindi Abbanoa, avrà provveduto ad aggiornare i Piani di gestione, così come prevede il regolamento UE n.741 del 2020;  a fare data dal 26 giugno si configura, pertanto, il mancato utilizzo dei reflui depurati dal depuratore di San Marco per  fini irrigui in agricoltura con il conseguente totale sversamento delle stesse acque reflue depurate sul rio Barca e la conseguente immissione nella laguna del Calich;

-com’è noto la laguna del Calich insiste all’interno del Parco naturale regionale di Porto Conte istituito con legge regionale n. 4 del 26.02.1999;

– la laguna del Calich è inserita, date le sue valenze ambientali, all’interno del perimetro della zona speciale di conservazione ITB010042 “Capo Caccia (con le isole Foradada e Piana” e Punta Giglio” ai sensi della direttiva comunitaria “Habitat”;

– l’area è, altresì, tutelata perché zona di protezione speciale ai sensi della Direttiva comunitaria “Uccelli”;

– la laguna del Calich è, dunque, un area di notevole valore e sensibilità ecologica per la presenza di numerose specie animali e vegetali e di conseguenza di habitat di interesse prioritario per la conservazione;

– qualunque intervento venga effettuato all’interno del perimetro della zona umida o anche nella sua area di influenza che, per semplicità può essere inteso come minimo al suo bacino imbrifero, deve essere sottoposto a screening di valutazione di incidenza ambientale e laddove la natura dell’intervento stesso lo richiedesse a valutazione di impatto ambientale;

– ciò è ben chiaro all’art. 23, comma 1, del regolamento della zona speciale di conservazione ITB010042 “Capo Caccia (con le isole Foradada e Piana) e Punta Giglio” che testualmente recita: Sono sottoposti alla procedura di valutazione di incidenza di cui all’art. 5 del D.P.R. 357/97, come modificato dal D.P.R. 420/2003, i piani, gli interventi, i progetti e le attività, interni o esterni al SIC, non direttamente connessi alla gestione del SIC e che, direttamente o indirettamente, possono generare incidenze significative su di esso, in conformità al D.P.R. 120/2003”;

– lo sversamento rilevante di acque reflue depurate è sicuramente una attività che, come ampiamente intuibile, deve essere sottoposta a valutazione di incidenza ambientale;

-occorre evidenziare che un corpo idrico qual è un area umida direttamente connessa all’ambiente marino una volta che riceve enormi quantità di acque reflue depurate (dolci e ricche di nutrienti quali fosfati e nitrati) subisce una alterazione dei propri equilibri chimico–fisici che vanno ad impattare sulle specie vegetali e animali stenoaline portando stress ed eventuale moria;

– l’apporto elevato di acque dolci e ricche nutrienti, rendendo l’ambiente ipertrofico e stimolando la produzione primaria, possono poi portare ad eutrofizzazione spinta con conseguenti crisi distrofiche e bloom algali;

-le macroalghe attraverso il loro degrado estivo sono alla base di processi distrofici con rilasci di idrogeno solforato, che possono essere causa di moria della fauna;

le- microalghe, colorando intensamente le acque, determinano disagio lungo la fascia costiera alle attività turistiche;

-ad evitare tali fenomeni, l’Ente scrivente si è dotato di un sistema di monitoraggio oltre quelli effettuati in collaborazione con l’Arpas.

Considerato che:

– gli effetti della immissione di acque dolci in laguna si sono evidenziati già a partire dal giorno 21 giugno u.s., quando la salinità alla stazione di rilevamento multiparametrico, recentemente installata nei pressi della foce del rio Barca, ha registrato un primo importante abbassamento della salinità, e che è andata riducendosi sempre più fino ad oggi raggiungendo il valore 13 (unità della scala di salinità pratica), da 26-27 più tipico dell’ambiente lagunare in questa stagione;

– le lagune sono ecosistemi ampiamente tolleranti le variazioni della chimico-fisica delle acque, per cui un episodio di abbassamento salino può essere molto ben tollerato. Al contrario invece se un tale abbassamento diventa stabile;

– la permanenza di valori di salinità ridotti può avere ripercussioni sulle comunità lagunari e perdite nella biodiversità genotipica e fenotipica interspecifica;

– gli ecosistemi lagunari costituiscono aree di transizione che sviluppano numerose nicchie ecologiche, anche caratterizzate da salinità diverse, a cui possono corrispondere, all’interno di una stessa specie, variazioni del genotipo adattate a quelle specifiche condizioni;

– un importante abbassamento stabile della salinità, nei valori attualmente registrati, potrebbe spazzare via questa ricchezza di variabilità biologica.

Quanto premesso e considerato per richiamare gli enti preposti a valutare attentamente a quali implicazioni di responsabilità si stiano esponendo nello sversamento dei reflui depuranti nell’area umida del Calich, sia per le ragioni ecologiche sopradette, ma soprattutto in palese infrazione degli articoli 9-10-11 del Regolamento della zona speciale di conservazione ITB010042 “Capo Caccia (con le isole Foradada e Piana) e Punta Giglio”, della vigente normativa in materia di VIA e di VINCA ed, ancora prima, delle misure di salvaguardia di cui alla legge istitutiva del Parco naturale regionale di Porto Conte art. 26 e 29, nonché del vigente “Regolamento per l’accertamento e l’ irrogazione delle sanzioni amministrative” dell’Ente.

Alla luce di quanto sopra esposto e considerato, il sottoscritto, ai sensi dell’art. 11 dello Statuto dell’Azienda speciale Parco di Porto Conte,

Intima

  1. ad Abbanoa, gestore del servizio idrico integrato della Sardegna, nella persona del suo Direttore generale Dr. Enrico Maria Peruzzi;
  2. al Consorzio di Bonifica della Nurra, nella persona del Direttore dell’Area Tecnica-Agraria, ing. Francesco Paolo Naccari,

di non interrompere il conferimento dei reflui per scopi irrigui e anzi di provvederne la stessa destinazione per l’intera componente prodotta.

Nella denegata ipotesi in cui il Consorzio di Bonifica interrompesse il conferimento dei reflui de quo, l’Ente sarà costretto a tutelare le proprie ragioni nelle sedi che riterrà più opportune, senza trascurare l’eventualità di promuovere apposita azione giudiziaria volta al risarcimento dei danni patiti e patiendi in ragione del danno ambientale che si potrebbe arrecare al sistema lagunare del Calich, riservandosi anche la facoltà di investire della questione la magistratura penale”

Sin qui la nota del Direttore del Parco, e si annuncia quasi scontata la risposta che potrebbe arrivare da chi è chiamato in causa. Il depuratore, le sue problematiche, da anni si protraggono, e sarà utile ai fini della completa informazione dell’utenza, non solo algherese ma del territorio, sapere nel dettaglio numeri che riguardano volumi delle acque trattate, dei quantitativi presi in carico a fini irrigui, comprese le quote in capo a comuni e comunità che ruotano intorno all’unico sbocco a mare che è la laguna del Calich, via Rio Barca.

Apprendere dalla nota del Dottor Mariani che “dal giorno 21 giugno us , la salinità alla stazione di rilevamento multiparametrico, recentemente installata nei pressi della foce del rio Barca, ha registrato un primo importante abbassamento della salinità, significa che  è gia iniziato da giorni lo sversamento? E sopratutto l’abbassamento della salinità delle acque del Calich a chi è imputabile?

Foto d’archivio dei fenomeni do bloom algale nella laguna del Calich

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