Sabato 13 Aprile, aggiornato alle 23:52

In Sardegna calano le assunzioni con l’apprendistato: Isola ultima in Italia. Lai e Serra (Confartigianato Sardegna): “Rilanciare lo strumento

In Sardegna calano le assunzioni con l’apprendistato: Isola ultima in Italia. Lai e Serra (Confartigianato Sardegna): “Rilanciare lo strumento

IMPRESE E LAVORO – In Sardegna calano le assunzioni con
l’apprendistato: Isola ultima in Italia. E le aziende aspettano ancora
i contributi per il 2016. Lai e Serra (Confartigianato Sardegna):
“Rilanciare lo strumento e renderlo più appetibile per imprese e
dipendenti”. Nel frattempo tante imprese faticano a trovare figure
professionali formate e preparate.

In Sardegna cala ancora l’utilizzo dell’apprendistato nelle imprese.

Lo scorso anno, infatti, solo 2.747 giovani sardi sono entrati nel
mondo del lavoro con questo particolare contratto su un totale di
75.858 nuove assunzioni a tempo indeterminato. Tale dato pone la
nostra regione all’ultimo posto nazionale, subito dopo il Molise (5,8)
e la Basilicata (6,0). In testa, al contrario, l’Umbria dove si
contano 17,6 nuovi rapporti di apprendistato ogni cento nuovi rapporti
attivati per under 30; segue il Piemonte con 14,7. Tutto contro la
media nazionale del 10,7%.

Secondo l’indagine dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, sui
dati INPS, nel 2022 nell’Isola si sono contate solo 3,6 nuove
assunzioni con l’apprendistato ogni 100 nuovi rapporti attivati. Nel
2018 nell’Isola i contrattualizzati furono 6,7 su 100.

A livello provinciale, la migliore delle province sarde è Oristano
(97esima posizione), con 245 assunzioni con apprendistato (5,7
assunzioni ogni 100); segue Cagliari (99esima) con 1.131 (5,6), Nuoro
(104esima) con 293 (3,8), Sassari-Gallura (106esima) con 827 (2,5) e
Sud Sardegna (107esima) con 251 (2,4).

Per ciò che riguarda la formazione del personale, il 23% delle aziende
sarde (9a posizione in Italia) ha provveduto a istruire e aggiornare i
propri dipendenti facendoli partecipare a specifici percorsi
formativi, contro una media italiana è del 22,4%. Per ciò che concerne
i tirocini, il 9% delle realtà isolane ha ospitato una o più persone
(media nazionale 12,5%); sul totale il 3,2% dei tirocinanti è dato
dall’alternanza scuola-lavoro.

“In Sardegna, continuiamo a ripeterlo, bisogna continuare a puntare
sull’apprendistato per preparare i giovani ad entrare nel mercato del
lavoro – sottolinea Maria Amelia Lai, Presidente di Confartigianato
Imprese Sardegna – è necessario rilanciare questa “palestra” nella
quale i giovani studiano e lavorano, anche per soddisfare le esigenze
di un mondo che richiede competenze tecniche evolute imposte anche
dalla rivoluzione digitale”. “Ricordiamo come la Regione, per favorire
l’inserimento dei nuovi dipendenti nelle aziende attraverso
l’apprendistato (legge 12 del 2001), nella Legge di Stabilità 2023
abbia stanziato un totale di 3 milioni di euro (1 per ogni annualità
dal 2023 al 2025) – continua la Presidente Lai – ma a oggi non è stato
ancora pubblicato l’avviso in favore delle imprese che hanno
effettuato assunzioni di apprendisti del 2016. Questi ritardi sono
deleteri per le realtà che hanno creduto nella norma e nel sostegno
dell’occupazione dei giovani”.

In ogni caso, nell’Isola, nonostante la cronica mancanza di lavoro,
tante attività faticano a trovare figure professionali formate e
preparate ovvero cresce sempre di più la necessità di figure
professionali qualificate da inserire nelle imprese; se nel 2022 la
quota mancante di manodopera specializzata era del 36,6%, nel 2023 la
carenza si attesterà al 42,1%, con una crescita del 5,5%. Tra le
imprese artigiane la difficoltà di reperimento è del 38,5%. Insomma il
lavoro ci sarebbe ma i posti rimangono liberi a causa del ridotto
numero di candidati, per l’inadeguatezza professionale degli aspiranti
e per altre “generiche motivazioni”.

Manca di tutto: da chi opera nell’ambito digitale e ICT, come i
progettisti di software, gli amministratori di sistema, gli analisti e
i tecnici programmatori, passando per gli autisti di camion, gli
operai edili specializzati in risparmio e riqualificazione energetica,
gli elettricisti, i meccanici, i meccatronici e i riparatori di
autoveicoli, gli idraulici, i saldatori, gli assemblatori e cablatori
di apparecchiature elettriche senza dimenticare gli estetisti, gli
acconciatori e i cuochi.

Inoltre, nel 2022 le imprese sarde hanno impiegato in media 3,3 mesi
con i tempi allungatisi fino a 4,7 mesi per gli operai altamente
specializzati anche se per migliaia di altre figure altamente
professionalizzate occorre oltre 1 anno di ricerca.

“Nella nostra regione ormai siamo al paradosso: il lavoro ci sarebbe,
la possibilità di assumere anche ma mancano le figure professionali
adatte – commenta Daniele Serra, Segretario Regionale di
Confartigianato Sardegna – la realtà è che gli imprenditori hanno
necessità, per la loro azienda, esclusivamente di personale
adeguatamente formato e pronto a operare in tutti i settori. Per
questo la Sardegna che produce non potrà mai esprimere tutto il suo
potenziale se non si allineeranno i percorsi formativi alle esigenze
delle aziende e se non si favorirà l’inserimento dei giovani nelle
imprese artigiane”.

“Per mantenere allineata la qualità dell’offerta e della domanda di
lavoro – continuano Lai e Serra – una soluzione è quella di rendere lo
strumento dell’apprendistato più appetibile dal punto di vista del
costo del lavoro a carico dell’impresa, soprattutto al termine del
percorso di apprendistato laddove ci sia l’assorbimento in azienda del
giovane. Un’altra è il consentire la valorizzazione del ruolo del
maestro artigiano, l’unico in grado di trasferire al giovane le
conoscenze e competenze utili per una corretta qualificazione
professionale”. “Ricordiamo però – concludono – che il lavoro nelle
imprese lo si crea, e lo si conserva, anche grazie a incentivi e
contributi che devono essere erogati con una minima burocrazia e tempi
certi”.


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