Domenica 23 Giugno, aggiornato alle 18:47

Base Navale del Corpo Forestale rinviene un coppo pieno di aragoste sotto taglia destinate al mercato clandestino

Base Navale del Corpo Forestale rinviene un coppo pieno di aragoste sotto taglia destinate al mercato clandestino

Ancora intensa l’attività di contrasto alla pesca illegale dell’aragosta ad Alghero da parte della Base Navale del Corpo Forestale.
Nella giornata di Ieri 25 maggio, sul fare della sera, la pattuglia marittima con la M/V Barracuda, impegnata nel controllo del tratto costiero della Baia di Porto Conte, a poche decine di metri dal promontorio di Capo Caccia, nel vesante Ovest dell’isola della Foradada, ha avvistato un retino che galleggiava sostenuto da un rudimentale galleggiante.
Al suo interno la sorpresa del prezioso contenuto, 13 aragostelle, tutte sotto misura, pronte per essere immesse sul mercato clandestino.

Naturalmente c’è il divieto assoluto della cattura e vendita di questo ricercato organismo quando l’animale non raggiunge i 9 centimetri del carapace, oppure se le femmine hanno le ovature.
Gli autori, probabilmente allarmati dalla presenza della pattuglia forestale, hanno pensato bene di liberarsene per sfuggire al controllo per poi andarsele a riprendere con calma.

I forestali, che conoscono bene questi trucchi e sotterfugi dei pescatori sia professionisti che sportivi, pattugliano palmo a palmo gli specchi acquei dedicati alla pesca.

Dopo i rilievi del caso, hanno liberato le aragostelle all’interno della riserva integrale di riproduzione che si trova proprio al largo di Capo Caccia dove, si spera, avranno qualche maggiore possibilità di sopravvivere.
Inoltre, c’è l’aggravante che trattandosi di una specie di cui è vietato il prelievo assoluto dentro l’Area Marina Protetta, i responsabili, se trovati, anche solo in possesso di uno di questi esemplari vanno incontro a una denuncia penale, il sequestro e confisca degli attrezzi e sanzioni pesantissime. Del fatto è stata già inoltrata dettagliata relazione alla magistratura.

E’ la certficazione che purtroppo c’è ancora poca sensibilità e da parte di alcuni persino la sfrontatezza di non capire che i divieti sono necessari per evitare la desertificazione e l’impoverimento irreversibile del nostro mare. Le risorse, in questo caso, sono poche, e i nostri fondali, sono impoveriti da pratiche di pesca illegale, se non fraudolenta, ed è questa la ragione che le norme, sono stringenti e i reati puniti con sanzioni davvero salate.


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