Martedì 21 Maggio, aggiornato alle 7:57

Opere pubbliche – Imprese sarde passano più metà del tempo “in attesa”

Opere pubbliche –  Imprese sarde passano più metà del tempo “in attesa”

BUROCRAZIA – Opere pubbliche: le imprese sarde passano più della metà
del tempo “in attesa”. Il 53,3% dei giorni di realizzazione impiegato
nei “tempi di attraversamento”. Maria Amelia Lai e Daniele Serra
(Confartigianato Imprese Sardegna): “Abbattere il “burosauro”:
semplificare la semplificazione”.

E’ un peso ingombrante, opprimente, quasi schiacciante quello della
burocrazia in Sardegna che, attraverso leggi, leggine, scartoffie,
regolamenti, cavilli, decreti, interpretazioni, formulari e riforme,
interferisce, rallenta o blocca la maggior parte dei bandi, concorsi,
provvedimenti e atti a sfavore di aziende, imprenditori, dipendenti,
produzioni e sviluppo economico, considerato anche come carte e
certificazioni siano, il più delle volte, già nelle disponibilità
delle Amministrazioni,

L’esempio lo danno le opere pubbliche nell’Isola: il 53,3% dei giorni
necessari per realizzarne una è occupato dai “tempi di
attraversamento”, dati dall’intervallo temporale che intercorre tra la
fine di una fase e l’inizio della fase successiva, riconducibili
prevalentemente ad attività amministrative necessarie per la
prosecuzione del percorso attuativo di un’opera. Quindi, più della
metà del tempo le imprese lo trascorrono “in attesa” dei passaggi
burocratici. Le fasi sono quelle di progettazione – preliminare,
definitiva ed esecutiva – affidamento. Di conseguenza solo 44,7% del
tempo è impiegato nella fase di effettivo realizzo dei lavori.

Nella classifica stilata tra regioni, l’Isola è al sesto posto per
“tempi attraversamento”: al primo posto la Sicilia con il 60,8% dei
giorni di “intervallo”, seguita da Puglia (60,2%) e Abruzzo (58,5%).
Tra le regioni più virtuose l’Emilia Romagna (solo 35,6%), il Trentino
(38,2%) e la Valle d’Aosta (41,4%), contro una media nazionale del
54,3%.

E’ questo ciò che emerge dal report, realizzato dall’Ufficio Studi di
Confartigianato Sardegna, sul “Peso della burocrazia nell’Isola” che,
attraverso i dati della Commissione Europea e dell’Agenzia per la
Coesione Territoriale, ha analizzato il peso dei processi gestionali
della Pubblica Amministrazione su imprese e cittadini.

“Il Burosauro, nonostante le buone intenzioni di ogni Governo,
nazionale o regionale appena insediato – commenta Maria Amelia Lai,
Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – da sempre ha trovato
in Italia l’habitat ideale per sopravvivere e rigenerarsi, anche
attraverso l’accrescimento e la moltiplicazione delle competenze delle
Amministrazioni, degli Enti e di ogni pubblico ufficio. A queste
problematiche poi si aggiunge la “burocrazia difensiva”, ovvero la
paura di sbagliare di un funzionario, dirigente o dipendente di fronte
all’interpretazione di una norma, che di fatto blocca o rallenta
tutto”.

Emblematico ciò che è accaduto sul Superbonus 110%. Se gli incentivi
fiscali per l’edilizia hanno supportato la ripresa dopo la pandemia, i
loro effetti positivi sono stati ritardati e depotenziati a causa
dello stillicidio di modifiche normative, un vero incubo per imprese,
professionisti, amministratori di condomini e famiglie.

L’analisi svolta dalla Direzione Politiche Fiscali di Confartigianato,
aggiornata ad aprile 2023, delinea una ragnatela burocratica di 248
interventi su cessioni e sconto per le detrazioni fiscali edilizie e
superbonus: nel dettaglio si tratta di 37 interventi legislativi
distribuiti su 19 differenti leggi, decreti legge e decreti
ministeriali, di cui 21 solo nell’ultimo anno ed equivalente ad 1
modifica legislativa ogni 17 giorni. Inoltre, si sommano 10
provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate e 201 documenti
di prassi, costituiti da 8 circolari, 5 risoluzioni, 169 risposte ad
interpello e 19 FAQ.

Per questo Confartigianato Sardegna plaude all’annunciata iniziativa
del Governo che, attraverso un pacchetto di misure contro i lacci che
frenano le imprese, interverrà su autorizzazioni, modulistica,
riduzione dei tempi, silenzio-assenso a beneficio delle attività
produttive, l’edilizia (con la semplificazione di Suap e Sue) e
l’artigianato.

“Ogni intervento volto alla semplificazione della burocrazia è un
passo avanti per la crescita e lo sviluppo dell’Isola – continua
Daniele Serra, Segretario Regionale di Confartigianato Sardegna – se
poi è rivolto anche all’artigianato e alle Pmi, che rappresentano il
cuore pulsante della nostra economia, a beneficiarne sarà tutta la
comunità”.

Lo snellimento delle procedure burocratiche è uno dei target affidati
dal PNRR al dicastero della Pubblica amministrazione. L’obiettivo
finale è quello di arrivare allo sfoltimento e alla semplificazione di
ben 600 procedure entro il 2026, l’anno entro cui il PIANO dovrà
essere completato. Il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo
Zangrillo ha dato mandato ai suoi uffici di procedere con degli step
intermedi. Entro il prossimo mese, dunque, saranno definite circa 30
procedure di semplificazione amministrative. Ma si tratterà solo del
primo passo. Entro la fine dell’anno l’intenzione è di portare il
numero delle procedure semplificate fino a 100.

“Snellimento dunque per la pubblica amministrazione – prosegue Serra –
e risparmio di tempo e denaro per le imprese. Anche la
digitalizzazione è importante, perché accelera i processi e semplifica
le procedure. Ci auguriamo che finalmente si dia un taglio netto a
questo ostacolo allo sviluppo”.

Per Confartigianato Sardegna “una Pubblica Amministrazione semplice ed
efficiente è una delle priorità per sostenere il rilancio delle
attività economiche. Nel rapporto tra le imprese e la Pa va sostituita
la logica del “sospetto preventivo” con quella del “controllo
successivo”. La semplificazione degli adempimenti a carico degli
imprenditori va realizzata con una sola istanza, una sola piattaforma
informatica, una sola risposta e un solo controllo. Digitalizzazione
delle comunicazioni tra imprese e Pa, interazione delle banche dati
pubbliche, unificazione front-office del SUAP digitale,
standardizzazione delle procedure e implementazione del fascicolo
elettronico dell’impresa, sono le condizioni per una vera innovazione
della Pa”.

“Di leggi anti-burocrazia ne esistono anche troppe – concludono Maria
Amelia Lai e Daniele Serra – bisogna soltanto applicarle, farle
rispettare, controllarne l’effetto e verificare il risultato percepito
dalle imprese. Bisogna solo far funzionare quelle che esistono anche
potenziando le competenze e l’“orientamento all’utente” dei funzionari
pubblici. Insomma, per abbattere questo mostro bisogna semplificare la
semplificazione”.

A livello nazionale, sempre secondo l’analisi dell’Ufficio Studi
dell’Associazione Artigiana, sulla base dei dati della Commissione Ue
che misurano l’esposizione delle aziende alle complessità
amministrative, all’ipertrofia legislativa, alle norme in materia di
lavoro, al peso del fisco, mostra che nel 2022 le complicazioni delle
procedure amministrative sono state un problema per l’82% delle
imprese italiane, l’eccesso di norme e il loro continuo cambiamento e
la pressione fiscale sono denunciati come un ostacolo dall’81% delle
nostre aziende, le norme restrittive sul lavoro impattano
negativamente sul 57% degli imprenditori.

Che ci sia molto da migliorare nei rapporti tra cittadini e Pubblica
amministrazione lo dimostra anche il fatto che, secondo i dati della
Commissione Ue elaborati da Confartigianato, soltanto il 31% dei
cittadini italiani ha fiducia nella Pa, con un divario di 19 punti
percentuali rispetto alla media Ue (50%). Una quota che colloca il
nostro Paese al penultimo posto tra i 27 paesi dell’Ue, davanti solo
alla Grecia (26%).
Siamo nelle ultime posizioni in Europa anche per l’interazione
digitale con gli uffici pubblici. Confartigianato evidenzia, infatti,
che, secondo la rilevazione DESI 2022, il 40,4% degli utenti internet
italiani ha ‘dialogato’ con la Pubblica amministrazione tramite
portali online (e-Government Users), dato inferiore di 24,4 punti
percentuali rispetto alla media Ue del 64,8% e che pone l’Italia al
terzultimo posto, seguita da Romania e Bulgaria. L’innovazione
digitale non ha ancora raggiunto alcuni servizi pubblici essenziali
per le imprese. Ad esempio, per il settore dell’edilizia, soltanto il
15% dei Comuni prevede il completo iter telematico per rilasciare i
permessi di costruire. Una quota che sale al 20,1% nel Nord-Ovest e
scende al 9,1% nel Mezzogiorno Mancano all’appello della completa
gestione online di questo importante servizio ben 6.760
amministrazioni comunali.


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