Mercoledì 1 Febbraio, aggiornato alle 23:09

Aeroporto, dipendenti verso la cassa integrazione, Alberto Bamonti : Non è più tempo di dormire sonni tranquilli. Fare o andare a casa!

Aeroporto, dipendenti verso la cassa integrazione, Alberto Bamonti : Non è più tempo di dormire sonni tranquilli. Fare o andare a casa!

Svegliarsi dai Sonni tranquilli! Il nuovo anno certifica due situazioni di estrema criticità per la Sardegna, da un lato una sanità agonizzante e dall’altro il concreto rischio di isolamento sul fronte della continuità territoriale, sia aerea che marittima, dovuto a procedure che non tengono assolutamente conto delle necessità e dei bisogni degli isolani nel collegamento da e per il continente” è l’inizio di una nota di Alberto Bamonti capogruppo  e segretario dei Riformatori di Alghero che prosegue:

“Le responsabilità del governo centrale sono inequivocabili, ma è altrettanto certo che la Regione attraverso i suoi rappresentanti è stata incapace di difendere un territorio ormai allo stremo delle forze su tutti i comparti, già provati da situazioni contingenti di estrema gravità.

Quotidianamente, principi costituzionali e i diritti inviolabili dei cittadini vengono calpestati, facendoci vivere un disagio sociosanitario con servizi e reparti chiusi o ridotti nell’operatività, a cui si accompagna un’altrettanta drastica riduzione di medici specialisti, medici di medicina generale, guardie mediche e pediatri.

Sul fronte dei trasporti, con riferimento al nostro territorio, ci troviamo di fronte ad un altro disastro da tempo annunciato. È paradossale che il nostro diritto alla mobilità sia subordinato ad una procedura d’emergenza al ministero dei Trasporti, perché la gara per i collegamenti dall’aeroporto di Alghero con Roma e Milano è andata deserta. A questo si aggiunge anche lo spettro della cassaintegrazione per i dipendenti della società di gestione dello scalo.

Viviamo già nella precarietà della nostra condizione di insularità, ed abbiamo il diritto alla certezza di una mobilità, al pari di tutti gli altri cittadini del continente. Non possiamo più essere oggetto di soluzioni tampone e procedure di emergenza, i nostri diritti, nei trasporti così come nella sanità, devono essere anteposti ad equilibri di bilancio o a valutazioni di profittabilità economica fatte da privati.

Le nostre istanze, ma soprattutto i nostri diritti devono essere difesi strenuamente a partire dai massimi rappresentati delle amministrazioni locali (veri conoscitori delle dinamiche del territorio)  passando per quelli provinciali, fino ad arrivare a quelli regionali. Non c’è più tempo di dormire sonni tranquilli perché o si sa esattamente quello che si deve fare oppure si va a casa.


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