Sabato 28 Gennaio, aggiornato alle 22:50

Ad Alghero Pazzi per la Pizza : è la città italiana dove sono state consegnate più pizze a domicilio

Ad Alghero Pazzi per la Pizza : è la città italiana dove sono state consegnate più pizze a domicilio

Domani il World Pizza Day. In Sardegna oltre 1.500 pizzerie
artigiane. I sardi spendono oltre 300milioni di euro per l’alimento
italiano più amato nel mondo. Serra e Rau (Confartigianato Sardegna):
“La crisi non sta fermando la voglia di gusto, originalità e
tradizione ma le imprese soffrono il rincaro delle materie prime,
dell’energia e del costo dei trasporti”. Alghero la città italiana
dove sono state consegnate più pizze a domicilio.

Acqua, farina, sale, lievito, mozzarella, salsa di pomodoro e poi….una
cascata dei più vari condimenti per realizzare il più amato e
conosciuto dei cibi italiani: la pizza. Margherita, ortolana o quattro
stagioni, napoletana o romana, scrocchiarella o al padellino, sottile
o grossa, con il cornicione ripieno o basso, bianca o farcita con ogni
ben di Dio, per arrivare alle americane o a quelle hawaiane. In ogni
caso, la preferita rimane la classica pizza tonda e cotta a legna, che
continua ad essere la più apprezzata e ricercata, nonostante la
crescita esponenziale di pizze gourmet.

“La pizza in Italia è un variegato mondo di sapori, forme, consistenze
e tipicità locali – commenta Daniele Serra, Segretario di
Confartigianato Imprese Sardegna – dove la fantasia vola e i gusti si
scatenano, anche grazie alle mani dei maestri pizzaioli artigiani. E
scegliere diventa, spesso, un’ardua impresa”.

Domani, 17 gennaio, in tutto il Mondo si festeggia il World Pizza Day,
la festa mondiale della pizza; la giornata è stata istituita nel 2017,
quando questa ha ricevuto il titolo ufficiale del Patrimonio Mondiale
dell’Umanità dal Comitato UNESCO per la Protezione Culturale
Immateriale. Fin dall’antichità, i pezzi di focaccia, condita con i
salatini, servivano come un pasto semplice e gustoso per chi non
poteva permettersi i piatti, o che era in viaggio.

“La pizza ormai è entrata a far parte della cultura gastronomica
globale e oggi, sempre più, questo alimento racconta cultura e
tradizione italiana in tutto il Mondo – afferma Marco Rau, Delegato di
Confartigianato Sardegna per l’alimentare – quello del maestro
dell’arte bianca è un lavoro che richiede consapevolezza, coscienza e
studio: il pizzaiolo di oggi è molto più veloce a capire il mondo, e
fa molta ricerca sulle materie prime, per offrire un prodotto gustoso
e contemporaneamente anche più sano”.

Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, nel
2022 in Sardegna le pizzerie artigiane sono ben 1.519 (con oltre 3.500
addetti): nella vecchia provincia di Cagliari sono 786, nel Nord
Sardegna sono 465, a Nuoro 786 e a Oristano 75.

I sardi, nel 2021, hanno speso circa 300milioni di euro per mangiare
pizze, circa 410euro per ogni nucleo familiare. La professione del
pizzaiolo, anche nel 2022, si è riconfermata tra le più ricercate dal
mercato e non ha risentito particolarmente la crisi del 2020, grazie
alle modalità di asporto e consegna a domicilio. In Italia, ogni anno,
vengono sfornati tre miliardi di pizze, per un giro d’affari di
15miliardi di euro, con le cifre sono in perenne crescita.

Nel periodo prepandemia, a livello italiano, il settore contava
150mila addetti, per un giro d’affari di 15 miliardi di euro in Italia
e di almeno oltre 60 nel mondo.

Dall’Italia, dove ha avuto origine, la passione per la pizza si è
diffusa in ogni angolo del mondo. Gli americani sono i maggiori
consumatori con 13 chili a testa mentre, in Europa, sono gli italiani
a guidare la classifica con 7,6 chili all’anno. Al secondo posto gli
spagnoli, al terzo, a parimerito, francesi e tedeschi

All’estero, secondo gli ultimi dati disponibili, i ristoranti e le
pizzerie gestite da italiani sono 72mila e incassano oltre 27 miliardi
di euro l’anno.

Ma anche questo settore sta subendo i rincari delle materie prime,
dell’energia e del costo dei trasporti.

Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, che
ha rielaborato il risultato di una indagine UnionCamere, gli ultimi
dati dicono che la farina è aumentata del 33,8% tra ottobre-novembre
2021 e ottobre-novembre di quest’anno, l’olio EVO è cresciuto del 29%,
quello d’oliva del 43,6%, quello di semi vari 16,6%ì e il burro del
23,5%

“Nonostante tutto questo, l’aumento del costo medio anche delle pizze
artigianali è stato solo del 7% – prosegue Rau – i clienti sanno bene
che da almeno 5-6 anni i prezzi dei nostri pizzaioli sono,
praticamente, invariati e che le imprese si sono autotassate e hanno
fatto sacrifici in questo lunghissimo periodo”

“In ogni caso, la crescita della vendita della pizza sta contribuendo
anche a cambiare il modo in cui è considerato questo cibo, a torto per
lungo tempo considerato un alimento di “serie b” – sottolinea – ora
nulla è lasciato all’approssimazione, è merito è anche di clienti
sempre più informati, che ricercano, sempre più, prodotti sani,
gustosi, chilometro zero e che rispettino l’ambiente e valorizzino il
lavoro artigianale. Al di la di tutto questo, la pizza è un piatto
popolare e deve restare alla portata di tutti. Anche in questo si vede
quanto è bravo un pizzaiolo”. “Dobbiamo dire che, soprattutto nel
periodo di pandemia – conclude il Delegato di Confartigianato Sardegna
per l’alimentazione – ci siamo appassionati agli impasti in casa,
siamo persino diventati esperti di forni e farine, ma la verità è che
la pizza è un arte e che quella mangiata in pizzeria (o fatta in
pizzeria ma mangiata in casa) resta sempre la migliore”.

Compagna di cene in famiglia, con amici, di serate davanti alla tv
quando gioca la propria squadra del cuore, la pizza a domicilio
continua a registrare un trend di crescita.

L’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, ha anche
rielaborato i dati di una nota piattaforma di consegna ordini a
domicilio, nel corso del 2021 gli ordini di pizza sono cresciuti del
70% rispetto al 2020. Tra i gusti preferiti, la classica margherita si
conferma la regina delle pizze. Amata per l’essenzialità degli
ingredienti, la tradizione e la semplicità nel gustarla, la classica
pomodoro e mozzarella è in testa alle preferenze degli italiani.
Seguono la diavola e la capricciosa, rispettivamente al secondo e
terzo posto. In quarta posizione la marinara, mentre la margherita con
mozzarella di bufala si colloca quinta. Seguono alcuni grandi classici
come la Napoli, la wurstel e patatine, tanto amata soprattutto dai più
piccoli, e la 4 formaggi. Chiudono classifica la salsiccia e
l’ortolana.

A livello nazionale, è stata Alghero la città italiana dove sono state
consegnate più pizze a domicilio. Al secondo posto Fossano (CN) e
Città di Castello (PG).

nella foto di copertina la Pizzeria La Grotta del Diavolo ad Alghero.

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