Venerdì 3 Febbraio, aggiornato alle 23:14

Enrico Daga prova a spegnere l’entusiasmo per il Capodanno Algherese: ma quale miracolo, siamo seri!

Enrico Daga prova a spegnere l’entusiasmo per il Capodanno Algherese: ma quale miracolo, siamo seri!
Una personale riflessione fuori dal coro sul capodanno ad Alghero e dintorni per ritornare con i piedi per terra“, è l’inizio di un post di Enrico Daga Dirigente del PD locale e dirigente di Confesercenti  Sassari Gallura. Insomma se si aggiunge persino che è esponente di una nota famiglia di imptrenditori nel settore della ristorazione e dei servizi ad Alghero, l’intervento di Enrico Daga è di quelli destinati  a far rumore, in controtendenza. Si legge:
Quando si chiamano nomi altisonanti offerti gratis ad un pubblico indifferenziato per riempire una piazza pagandoli con soldi pubblici, non si è fatto nessun miracolo, si è comprato un servizio.
Se a questo si aggiunge che a pochi chilometri una città di 150 Mila abitanti non ha pagato nessun performer è spiegato anche il numero esagerato di presenze ad Alghero.
A Sassari sono incazzati ad Alghero ringraziano.
Sono scelte.
Ad Alghero è bene farlo, lo farei anch’io se fossi un decisore, anche nel solco della tradizione.
Ma gridare al miracolo no, per piacere, cerchiamo di essere seri.
Non c’è motivo di esse tronfi, cari concittadini e amministratori
Mi spiego.
Veder rivaleggiare città con le pezze al culo per contendersi il primato di una notte in piazza, in cui nessuno paga se non le amministrazioni comunali, per celebrare il titolo di regina del capodanno, fa sorridere.
Capirei se questa giornata più un altro paio (una prima e una dopo) fossero in grado di sovvertire il triste primato di essere un territorio con la più alta percentuale di disoccupati, se i negozianti grazie a questi concerti potessero ipotecare la propria sopravvivenza, in salute nel mercato, dimenticando che gli incassi li fanno i grandi gruppi nelle aree industriali (senza industrie).
Se i gestori dei pubblici esercizi grazie a questi eventi potessero approdare a maggio, alle porte della nuova stagione, senza telefonate delle banche, avendo pagato tutte le cartelle esattoriali, sarei il primo a gridare al miracolo!
Purtroppo però, a parte le grida a squarciagola sotto il palco e i titoli dei giornali (mi riferisco anche quelli negativi) queste notti in festa non spostano le cose di una virgola, la triste storia di un territorio in crisi profonda continua. Insomma, con queste pratiche non abbiamo aggiunto ne tolto nulla al nostro destino.
Forse abbiamo solleticato il nostro ego (tra una settimana ce ne saremo già dimenticati), ma l’aeroporto continuerà a non avere voli, Predda Niedda a macinare fatturati da esportare e i centri storici ad esibire cartelli affittasi.
Ma l’ importante è riempire le piazze l’ultimo dell’anno, il resto non conta.

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