Lunedì 30 Gennaio, aggiornato alle 22:40

La Base Navale del Corpo Forestale di Alghero sorprende due pescatori di frodo di ricci in AMP. Rischiano il carcere

La Base Navale  del Corpo Forestale di Alghero sorprende due pescatori di frodo di ricci in AMP. Rischiano il carcere

Ieri 28 dicembre, la pattuglia marittima della Base Navale  del Corpo Forestale di di Alghero, coordinata dall’Ispettorato Ripartimentale di Sassari, durante una serie di controlli volti a perseguire abusi sulle attività di pesca, ha sorpreso in flagranza due subacquei intenti al prelievo illecito del Paracentrotus lividus noto a tutti come riccio di mare.
Tutto si è svolto poco dopo l’alba, sul tratto costiero poco prima di Capo Galera, precisamente nell’insenatura di Polt’Agra, specchio acqueo ricompreso all’interno dell’area Marina Protetta di Capo Caccia -Isola Piana. Uno dei due pescatori di frodo, è stato sorpreso dalla velocità dell’intervento e nulla ha potuto di fronte al sopraggiungere fulmineo della Motovedetta, consegnandosi agli Agenti; mentre il complice, riusciva a far perdere le sue tracce raggiungendo la riva e dileguandosi nelle fitta vegetazione circostante.
Al sub, una volta identificato, un giovane algherese, gli veniva sequestrato il pescato, un coppo pieno di ricci, è tutta l’attrezzatura che aveva al seguito. Immediatamente è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria, in quanto pescare all’interno dell’area Marina Protetta è reato, e si rischia oltre alla multa, una pena fino a 6 mesi di carcere, oltre alla sanzione Amministrativa prevista per infrazione alle norme che regolano la pesca all’interno del Parco Marino.
Quello di ieri è solo l’ultimo dei tanti interventi della Base Navale della Forestale, interventi intensificati proprio in concomitanza con la riapertura della pesca al riccio di mare fino ad Aprile, ma solo per pescatori professionisti del settore e dotati di licenza regionale, gli unici che hanno l’autorizzazione al prelievo del prelibato echinoderma.
Mentre rimane sempre vietato qualsiasi prelievo agli sportivi o pescatori occasionali.
Purtroppo tale pratica illecita pone anche gravi problemi in ordine alla sicurezza e alla tutela della salute pubblica. Infatti, la pratica abusiva alimenta il mercato nero delle gonadi che finiscono in un circuito di vendita fuori da ogni logica sanitaria, il più delle volte l’invasettamento viene eseguito in posti igienicamente compromessi.
La Forestale da tempo pone in guardia i cittadini da lasciarsi andare al facile acquisto del prodotto al di fuori dei canali legali della vendita, in quanto oltre a rischiare seriamente la propria salute rischiano la denuncia penale è pesantissime sanzioni.


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