Venerdì 3 Febbraio, aggiornato alle 23:14

Santa Margherita di Pula: ” quegli alberi sono in area vincolata”

Santa Margherita di Pula: ” quegli alberi sono in area vincolata”

Il Comune di Pula, nei giorni scorsi, ha esperito un bando per manifestazione d’interesse finalizzata alla ricerca di aziende interessate al taglio “per la produzione di legna da ardere/biomasse combustibili” di ben 350 alberi di Eucaliptus nella zona di Santa Margherita (Via al Mare, Via Tevere).

L’importo è decisamente contenuto (3 mila euro + IVA al 22%) e l’intento sarebbe quello della “pulizia delle cunette a servizio della viabilità“.

Una metodologia piuttosto drastica per raggiungere l’obiettivo.

Nulla è noto riguardo il futuro degli alberi, tipici e caratteristici delle zone di bonifica agraria isolana: le ceppaie saranno sradicate o gli alberi potranno ricrescere?  Oppure vi sarà una sostituzione degli alberi con altre specie arboree?

Per il mantenimento del patrimonio ambientale e il contesto paesaggistico, per il contrasto alla siccità e ai cambiamenti climatici, sarebbe fondamentale addirittura un incremento della presenza di alberi e macchia mediterranea.

In ogni caso, piaccia o no, l’area interessata dai previsti tagli è in buona parte tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i., provvedimento di individuazione D.M. 19 luglio 1963) e qualsiasi modifica dev’essere preventivamente autorizzata, previo parere della competente Soprintendenza (art. 146 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha, quindi, inoltrato una specifica istanza di accesso civico e informazioni ambientali al Ministero della Cultura, alla Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari e al Comune di Pula per verificare la legittimità delle operazioni di taglio previste e, soprattutto, il futuro ambientale dei siti interessati.

L’auspicio del GrIG è che si tratti di un futuro più ricco di alberi e qualità ambientale piuttosto che un desolante e banale terreno incolto”. chiude pGruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) la nota a firma di Stefano Deliperi


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