Lunedì 30 Gennaio, aggiornato alle 22:01

FAI, Legambiente e WWF: si a pale eoliche e impianti fotovoltaici. “Governiamo i cambiamenti invece di contrastarli”

FAI, Legambiente e WWF: si a pale eoliche e impianti fotovoltaici. “Governiamo i cambiamenti invece di contrastarli”

Pannelli fotovoltaici e pale eoliche possono, anzi devono, convivere con il paesaggio italiano. Lo sostengono tre delle principali associazioni ambientaliste nazionali, Fai, Legambiente e Wwf che – a riferisce il quotidiano la Repubblica – hanno siglato un accordo per ribadire che la crescita delle fonti rinnovabili di energia è necessaria al Paese e che la si può perseguire nel pieno rispetto della bellezza.

 

Ieri venerdì 9 dicembre proprio sulle pagine di Repubblica la svolta ambientalista: si all’eolico e  fotovoltaico. Fai Legambiente WWF rompono con Italia nostra e firmano un accordo sulle rinnovabili. La transizione energetica – sostengono- non si può fermare “governiamo i cambiamenti invece di contrastarli. Pannelli fotovoltaici e pale eoliche che possono , anzi dovranno, convivere con il paesaggio italiano,  lo sostengono con convinzione le tre delle principali associazioni nazionali che si dedicano la tutela dell’ambiente e dei Beni Culturali proprio mentre al contrario i sottosegretari la cultura Vittorio Sgarbi paragona l’istallazione dell’impianto eolico allo stupro di bambini.

Fai, Legambiente e WWF hanno infatti siglato un accordo per ribadire che la crescita delle fonti rinnovabili di energia è  necessaria al paese e che la si può perseguire nel pieno rispetto della bellezza. Un  accordo storico che spacca il fronte di chi a cominciare da Italia nostra si oppone senza indugio allo sfruttamento del sole del vento il nome del paesaggio italiano.

Tutto questo nelle pagine di Repubblica, che contiene in maniera esemplificativa anche quelli che sono i parchi eolici contestati: a Capo Caccia ad Alghero dov’è il Parco di Porto Conte si oppone all’installazione dell’impianto eolico con 27 pale su strutture galleggianti al largo di Capo Caccia. Nei mesi scorsi con il governo Draghi, gli iter autorizzativo dei nuovi impianti si erano impantanati di fronte ai frequenti no delle sovrintendenze. Anche la politica si era messa di traverso, soprattutto quella locale, legata ai territori e alle comunità. Ora Fai, Legambiente e WWF hanno prodotto un documento congiunto dal titolo “Paesaggi rinnovabili”.

L’ambientalismo italiano ha maturato una nuova consapevolezza: il nostro paesaggio è sempre cambiato spiega Stefano Ciafani presidente nazionale di Legambiente – sempre dalle colonne di Repubblica –  ci si può opporre ai cambiamenti, oppure cercare di governarli perché avvenga nel migliore dei modi. Insieme a Fai e  WWF abbiamo scelto questa seconda strada, coniugare gli obiettivi della transizione energetica con la lungimiranza nella pianificazione paesaggistica e la qualità della progettazione. E propongono 12 tappe necessarie a raggiungimento di questi obiettivi :la nascita e diffusione della comunità energetica, lo sviluppo dell’agri voltaico, piani speciali per il fotovoltaico, che possono avvenire nelle aree industriali commerciali nelle aree dismesse contaminate per citarne alcuni.

Un’apertura sicuramente sorprendente come dice il presidente del WWF Luciano Di Tizio: “per contrastare l’emergenza climatica dobbiamo abbandonare i combustibili fossili ma non possiamo rinunciare all’energia, che le uniche fonti possibili sono quelle rinnovabili che però hanno un impatto sul paesaggio. Il nostro obiettivo – sostiene – è che si punti sulle rinnovabili arrecando il minor danno possibile al paesaggio e la biodiversità italiani e ci si riesce solo pianificando a livello nazionale una strategia che indichi dove fare gli impianti.

Sarà tutto facile? È difficile dirlo, ora, a botta calda, quasi storditi da queste cambio di strategia e rotta da parte di queste tre grandi Associazioni,  quel che è certo è che si è aperto un grande dibattito anche all’interno del mondo ambientalista che di fatto ha spiazzato anche molti militanti. Quel che è certo, e incontrovertibile, è che di fatto c’è un cambio di rotta, una idea nuova e chiara. Dire no a tutto, oggi non è possibile, e non è neanche possibile però una opposizione ideologica, ma si deve fare una sforzo, anche cedendo su ambiti specifici, perché la transizione ecologica, e l’abbandono delle fonti fossili sia un punto fermo sul quale non arretrare.

 

A 12 miglia da Capo Caccia ( Alghero) è previsto un parco Eolico off shore con pale eoliche da 332 metri di altezza, contrastato da Amministrazione Comunale e Parco Regionale  di Porto Conte

 


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