Venerdì 3 Febbraio, aggiornato alle 23:14

Acqua e cibo – Anbi Sardegna per il futuro delle campagne

Acqua e cibo – Anbi Sardegna per il futuro delle campagne

In Sardegna l’80 per cento del cibo è irriguo, basterebbe questo dato per far comprendere l’importanza della risorsa idrica nella nostra Isola>. Il futuro della nostra regione deve contemplare sistemi irrigui di qualità per un cibo genuino.

Lo ha detto Gavino Zirattu, presidente di Anbi Sardegna, nel corso dell’incontro organizzato venerdì mattina a Mamoiada, nei locali della Cantina e Agriturismo Sedilesu. Una occasione per fare il punto della situazione sulle attività dei Consorzi di bonifica della Sardegna in un anno difficile e per discutere delle criticità che oggi continuano a minare il mondo delle campagne: siccità e caro-energia.

Siccità

<La Sardegna è l’unica regione in Italia rimasta a galla nonostante la siccità> ha ricordato Zirattu, spiegando però che nonostante la campagna irrigua la scorsa estate sia andata avanti senza limitazioni, è ora necessario guardare la futuro potenziando le infrastrutture. <Con le adeguate correzioni alle normi attuali e con i giusti finanziamenti – ha detto il presidente Anbi Sardegna – si potrebbero perseguire degli ottimi margini di miglioramento, estendendo in alcune zone i territori attrezzati e di conseguenza incrementando le superfici irrigabili. In questo modo si darebbero risposte alla crescente richiesta degli agricoltori che si trovano fuori dai comprensori consortili>. 190 mila ettari di aree attrezzate, 12mila km di condotte :< attualmente in Sardegna invasiamo complessivamente circa un miliardo e 950milioni di metri cubi. 750milioni l’anno – ha fatto sapere Zirattu – vengono utilizzati tra idropotabile (uso civile), agricoltura e industria. Le campagne assorbono 450 milioni di metri cubi>.

Energia

I costi triplicati per l’energia elettrica e i forti ritardi, da parte della Regione, nei pagamenti preoccupano i sette Consorzi di bonifica che, di recente, si sono persino rivolti alle prefetture. <La Regione preferisce vietare ai Consorzi di produrre energia e continuare a ristorarci degli enormi costi per le bollette>, ha aggiunto Gavino Zirattu. Una situazione gravissima figlia di un quadro normativo che va riformato.

<Il cambiamento epocale è stato negli anni 2006/2008 – ha sottolineato Zirattu – quando la Regione sottrae la gestione delle dighe ai Consorzi>.

La ridefinizione del ruolo dei Consorzi di bonifica non ha portato ai risultati sperati.

Tutt’altro: l’esito è stato disastroso, tra l’esproprio delle dighe, lo scippo delle funzioni ambientali (poi delegate ai Consorzi tramite convenzioni), confusione e conflitti burocratici- amministrativi sulla gestione del sistema idrico multisettoriale regionale <dove non si capisce più chi deve fare cosa>. Per non parlare dell’incremento dei costi a carico degli utenti consorziati e delle casse regionali

Acqua e cibo di qualità

Ambrogio Guiso, presidente del Consorzio di bonifica Sardegna Centrale, ha sottolineato l’importanza, da parte della politica regionale, di sostenere in maniera più convinta l’intera filiera, con le sue eccellenze. <L’acqua è un bene e dove c’è l’acqua abbiamo dimostrato di aver portato valore aggiunto>.

Battista Cualbu presidente di Coldiretti Sardegna, intervenuto al dibattito, ha puntato i riflettori sulle eccellenze agroalimentari, promuovendo una petizione contro il cibo sintetico, una priorità sia per la salute dei consumatori, sia per l’economia delle aziende sarde. Nel dibattito si è parlato anche del decreto “pratiche sleali” in vigore dal 15 giugno, <che contrastate-ha detto – garantiscono la ridistribuzione del reddito lungo la filiera>. 

In sala era presente una nutrita rappresentanza di donne imprenditrici, depositarie di quei valori da difendere, a cominciare dalla sana alimentazione fatta di prodotti di qualità, frutto della tradizione di generazioni di agricoltori.

Nella foto Gavino Zirattu


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