Sabato 26 Novembre, aggiornato alle 22:56

Uno spicchio di vecchia guardia segue l’Alghero a Olmedo: per Pippo Zani! Crescono i tifosi che sognano

Uno spicchio di vecchia guardia segue l’Alghero a Olmedo: per Pippo Zani! Crescono i tifosi che sognano

Chi ha visto  la partita Domenica nel campo Pintore e Caddeo di Olmedo avra’ notato, dietro la porta a sud , una grande bandiera, di raso,  quattro scacchi di color giallo rosso: E’ la bandiera che hanno realizzato dei tifosi storici dell’Alghero, che hanno scelto di seguire il percorso di una squadra che nasce, che parte da zero per costruire un futuro solido.  È stata notata persino, inconfondibile,  la sciarpa al collo, a testimoniare, che loro il calcio lo conoscono, lo hanno seguito quando i fasti avvenivano nello storico Mariotti. Sono una quindicina, e hanno scelto di seguire l’Alghero, dopo aver capito verso dove si stesse puntando. Sono tifosi vecchi che stanno vicino alla Fc Alghero, quella targata Nobento, quella che Andrea Alessandrini ha voluto costruire, coinvolgendo un nutrito gruppo di giovani, molti dei quali dipendenti della sua azienda, la Nobento appunto. Per ora.

Un gruppo di tifosi storici, già ultras dell’Alghero, che della gradinata del Mariotti sanno tutto, e ora spingono una nuova squadra, che di Alghero porta i colori che annovera tanti  giovani locali.

Si piazzano dietro la porta, perchè non amano stare in tribuna, nell’ordine,  fra il vociare di decine di giovanissimi anch’essi con bandiera al vento, rigorosamente giallorossa

La curiosità ci ha portato a capire perchè questo gruppo si è mosso verso Olmedo, a seguire i giallorosso vestiti. Per tutti parla Massimo, e sorprende la motivazione principale: Per Pippo Zani!

Pippo è’ una persona corretta – ci dice –  pulita e onesta, perchè io voglio stare con le persone pulite e oneste, anche se io ho avuto un passato un po burrascoso, non certo per colpa mia, e sono stato punito per un nome, per una firma in quanto responsabile. Non per aver causato il fatto, e Pippo mi ha sempre sostenuto, e ora lo sosteniamo noi“.

Ma perchè rimarcare l’onesta, quasi che gli altri non lo siano? chiediamo.

La risposta: “Lui è stato il più corretto di tutti,  ho sentito cose interne che non mi stavano bene, provocazioni comprese”. L’allusione è a un allenatore divisivo persino con i tifosi. e ci porta indietro di una quindicina di anni a parlare di una invasione di campo al Mariotti contro l’Olbia, scontri con la polizia e “bidoni che correvano”. “Ma è tutta acqua passata, lasciata alle spalle ora c’è da guardare avanti, afferma.

Massimo continua a parlare si intuisce che è un persona cambiata totalmente, che  ha fatto tesoro dell’esperienza maturata, anche pagando per colpe non sue: “mi piange il cuore nel vedere il campo Mariotti (gli si gonfiano gli occhi). Ora si cambia, e io starò qui,  al loro fianco”.

Mi è stato detto in merito al progetto:  “partiamo da un campo di  patate, e dal campo di patate  vogliamo raccogliere, e io ci credo! E siamo qui, con un fumogeno, una bandiera, tanto per fare colore, ed quello che vogliamo, perchè vogliamo che l’Alghero ritorni a splendere. E dispiace persino che oggi ad Alghero non si sappia chi sia l’Alghero” afferma Massimo, allora nell’attesa che tutto si chiarisca io ha scelto: “sto con Pippo Zani“.

Insomma una storia fatta di ricordi e di persone, e vedere questo omone, con altri a far sventolare una grande bandiera, a inventarsi colore, porta dritti ad affermare che ad Alghero, i progetti sul calcio sono attualmente tre, ovvero una vasta gamma di scelta.  E gli amanti della pedata algherese che hanno riscoperto la voglia di tornare al campo e stanno riassaporando il gusto di vincere dopo tanti anni, si scoprono spaesati quando si parla dell’Alghero. E si finisce dritti a spiegare di quale si tratti,  con l’identificativo che risulta essere il campo di gioco. L’Alghero, quella che gioca a Olmedo, costretta a metter quell’acronimo davanti, ora ha un gruppo di tifosi che non vuole l’imprinting di riconoscimento per essere gli autentici, si dichiarano tifosi di questa squadra e sostenitori, perchè hanno acceso un credito di fiducia con la dirigenza e con l’allenatore attuale a una sola condizione: non essere traditi.

E la mente corre, si vorrebbe essere indovini, sapere cosa succederà ad Alghero fra qualche tempo, due, forse tre anni, quando sulla carta sarà facile vincere, ma in campo un po meno. Sapere quanto filo ci vorrà per tessere, e quanto fiato ci sarà ancora in corpo.  Perchè l’entusiasmo non fa sentire la stanchezza, ma la stanchezza ha un valido alleato nella solitudine. E il tempo, solo il tempo, un galantuomo,  saprà dire chi aveva visto lungo. Ma chi è indovino?

 


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