Sabato 28 Gennaio, aggiornato alle 22:52

Si amplia l’areale dei carnai aziendali per l’alimentazione dei Grifoni in Sardegna grazie al progetto “LIFE Safe for Vultures”

Si amplia l’areale dei carnai aziendali per l’alimentazione dei Grifoni in Sardegna grazie al progetto “LIFE Safe for Vultures”

L’areale di alimentazione del grifone in Sardegna si allarga per assecondare l’aumento della popolazione e favorire l’espansione del territorio in cui la specie ritorna ad abitare stabilmente. Grazie al progetto LIFE Safe for Vultures e alla collaborazione degli assessorati regionali dell’Ambiente e della Sanità, la Sardegna è la prima regione italiana in cui, in deroga alle prescrizioni comunitarie e su autorizzazione dei servizi veterinari, è possibile la realizzazione di carnai di alimentazione nelle aziende zootecniche che si trovano all’interno dei siti Natura 2000 ricadenti nell’area interessata dal progetto. Se con LIFE Under Grifon Wings questa possibilità era stata data in via sperimentale alle aziende della zona tra Bosa e Campeda, ora la rete dei carnai aziendali si potrà espandere anche nel Nord Est, nel Nuorese e nei quadranti orientale e occidentale del Sud Sardegna.

L’importante novità, grazie alla quale l’isola è tra i pochi territori d’Europa ad aver intrapreso questo innovativo percorso all’interno dei processi di conservazione degli avvoltoi con. alcune regioni di Francia e Spagna, è emersa nella tre giorni di confronto organizzata nei giorni scorsi ad Alghero dalla Vulture Conservation Foundation, organizzazione non governativa impegnata nella conservazione delle specie di avvoltoi europei. La prima Conferenza europea sull’alimentazione supplementare dei vulturidi è un’attività di animazione territoriale e di confronto con altri contesti prevista da LIFE Safe for Vultures LIFE19 NAT/IT/000732, progetto finanziato dal Programma per l’ambiente e l’azione per il clima (Life 2014-2020) per assicurare la sopravvivenza a lungo termine del grifone in Sardegna. Ospitato per le prime due giornate nella sala conferenze della Fondazione Alghero, che ha patrocinato l’evento insieme al Comune di Alghero, il summit tra i responsabili e i protagonisti di alcuni dei principali progetti italiani e continentali si è poi completato con la visita a uno dei primi carnai aziendali realizzati nell’isola, a Badde Orca, nel Bosano. L’importante occasione di aggiornamento su quanto sta accadendo in Sardegna è stata particolarmente apprezzata dai partecipanti al congresso internazionale, esperti provenienti da Spagna, Francia, Germania, Est Europa, Grecia, Cipro e altre aree d’Europa.

«Il via libera degli assessorati è uno degli obiettivi fissati nero su bianco nel progetto e va nella sua stessa direzione», spiega Fiammetta Berlinguer, docente del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari e responsabile scientifica del progetto. «Anche dal confronto con molti dei massimi esperti nazionali e internazionali è emersa l’importanza dei carnai aziendali come misura di conservazione della specie in tutte le situazioni in cui c’è carenza alimentare», prosegue. «Il vantaggio è reciproco, perché i carnai aziendali sparsi nel territorio assicurano cibo ai grifoni e ne rispettano l’etologia – va avanti – ma allo stesso tempo questi avvoltoi svolgono un servizio per l’uomo, consentendo peraltro agli allevatori di risparmiare una parte dei costi sostenuti per lo smaltimento delle carcasse animali, che sono considerati rifiuti speciali». Non è un caso che al modello sardo e alle sue peculiarità guardino anche altre regioni d’Italia e d’Europa in cui, per caratteristiche e tipologie di allevamento e di morfologia, si ripresentano condizioni analoghe.

«La validità delle azioni finora realizzate nell’ambito del progetto emerge anche in occasione delle conferenze internazionali come quella di Alghero, confermando come la Regione Sardegna sia un’istituzione attenta ai problemi dell’ambiente e alle iniziative per la conservazione della specie», rimarca l’assessore regionale dell’Ambiente, Gianni Lampis. Per l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, «parliamo di un’opportunità importante per il nostro territorio sotto diversi aspetti». Anche secondo Nieddu «il nostro intervento testimonia ancora una volta il grande impegno della Regione a tutela della biodiversità e del patrimonio ambientale della nostra isola». L’assessore spiega infine che «come assessorato abbiamo definito le caratteristiche dei carnai e indicato le procedure autorizzative, nel pieno rispetto della sicurezza e della salute sul piano veterinario».

Conservare la specie e aumentare la sostenibilità economica e ambientale delle aziende zootecniche, ma LIFE Safe for Vultures va oltre. «La rete dei carnai aziendali può rappresentare una ulteriore fonte di reddito indotto per gli allevatori», è l’ulteriore riflessione che Fiammetta Berlinguer propone per conto del partenariato di cui il Dipartimento di Medicina Veterinaria è capofila e che comprende oltre alla VCF anche l’Agenzia Forestas, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna ed E-Distribuzione. «La presenza di un carnaio aziendale e la possibilità di vedere i grifoni da vicino, con le dovute cautele e senza che l’uomo rappresenti un elemento di disturbo – precisa – può stimolare la creazione di una filiera turistica fondata sul bird watching, sulla fotografia naturalistica o sulla possibilità di visitare aree della Sardegna altrimenti inesplorabili ma straordinariamente ricche di fascino».

Con le deroghe ai regolamenti comunitari per lo smaltimento dei sottoprodotti di origine animale, a poter richiedere l’autorizzazione dei servizi veterinari sono solo le aziende zootecniche ricadenti nei siti Natura 2000 compresi nell’aerale di alimentazione della specie. Ma le altre aziende sono coinvolte dal processo virtuoso perché possono conferire le carcasse animali ai carnai centralizzati e gestiti da Forestas, come ha spiegato per l’Agenzia il referente all’interno del progetto, Dionigi Secci.

La rete dei carnai aziendali e la gestione dei carnai centralizzati sono tra le azioni qualificanti del progetto, così come la lotta all’utilizzo illegale dei veleni, per combattere la quale è stato istituito un nucleo cinofilo antiveleno del Corpo Forestale, la cui attività e i cui importanti risultati sono stati raccontati dal commissario superiore Giovanni Tesei. «Abbiamo deciso di organizzare questo appuntamento proprio in Sardegna per celebrare un territorio che sta facendo molto per la conservazione dei grifoni, come certifica il raddoppio della popolazione della specie da quando si è dato avvio a determinate attività», spiega Josè Tavares della Vultures Conservation Foundation. «È importante favorire occasioni di scambio e di confronto tra territori diversi – conclude – per mettere a punto e condividere le migliori pratiche per preservare le biodiversità».


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