Venerdì 3 Febbraio, aggiornato alle 23:14

Area marina protetta, l’opinione di Marco Busdraghi: puntare sul turismo subacqueo

Area marina protetta, l’opinione di Marco Busdraghi: puntare sul turismo subacqueo

“Con grande rammarico constato che dopo ancora 20 anni e dopo che il
decreto istitutivo della AMP che prevedeva la graduale cancellazione
delle licenze di pesca all’interno di tutta l’area marina per raggiunti
limiti di età e così che finalmente l’AMP diventasse come in tutte le
aree protette del mondo un luogo dove fosse possibile il ripopolamento
ittico reale e che portasse di conseguenza vantaggio a tutte le aree
adiacenti così da consentire la pesca con risultati soddisfacenti, qui
ad Alghero, e purtroppo in tutta Italia, si pensi ancora che pescare
nelle aree marine sia giusto e sia stato possibile stravolgere quella
regola per cui dove il vantaggio doveva essere principalmente quello del
turismo subacqueo, fenomeno trainante di una economia turistica,
culturale, e protettiva e dove fosse possibile vedere una fauna viva,
poterla ammirare, fotografare e riprendere per poi portare un ricordo da
diffondere sul web e tra gli amici si sia in pratica fatto il contrario,
favorire la pesca sia professionale che sportiva e creare problematiche
e difficoltà ai centri specializzati di immersione subacquea, facendo un
esempio le Maldive e Sharm el Sheik sono nate come luogo di vacanza
ideale e devono il loro successo trainante di tutta l’economia turistica
che poi si è generata allo sviluppo del turismo subacqueo! Da studi
fatti a suo tempo una branco di cernie, o di saraghi o di corvine, uno
stuolo di aragoste ma “vive” porta economicamente un indotto sulla
località, tra taxi, alberghi, ristoranti, bar, negozi di souvenir etc.
di ca 300.000 euro a stagione ed in modo perpetuo ottenendo tra l’altro
un risultato di ritorno mediatico immenso! Mentre una pescata delle
specie può dare a quel pescatore un guadagno di qualche centinaio di
euro, a lui solo depauperando esponenzialmente un sito.
Un pescatore può fare economia in altro modo ed in modo molto più
ecosostenibile e lucroso! L’esempio classico è quello delle Isole Medas,
presso Girona, dove l’Ajuntament de Catalunya nonostante lo scontro con
i pescatori di allora ha deciso di fare un parco marino vero senza
alcun prelievo di pesca, così come gli studi fatti dai biologi e
ricercatori avevano previsto un ritorno economico importante per un
piccolo paese costiero con poche risorse, se non che per quegli isolotti
di fronte, preservando appunto le specie. Ora quei pescatori una volta
contrari, essendo possibile per loro imbarcare dei turisti subacquei,
incassano mediamente da 500 a 1000 euro al giorno, e per almeno 6/7 mesi
di stagione! Con la possibilità di continuare a pescare sì ma nelle zone
adiacenti e dove il ripopolamento si è realizzato e triplicato in soli
tre anni con la presenza di specie ittiche pregiate tanto care ai vari
buongustai! Perché è giusto che i ristoranti, gli alberghi ed i
cittadini abbiano un pesce da gustare della loro località, ma questo
deve essere fatto con criterio. Sono stato a vedere come funziona
direttamente sul posto alla fine degli anni ’90 stimolato a seguito già
da ca trent’anni orsono dei i vari incontri e discussioni sul tema con i
miei colleghi gestori dei diving locali che mi raccontavano come erano
andate le cose. Ho potuto appurare così che ci sono dei traghetti simili
ai nostri, che trasportano turisti per le grotte di Nettuno, e loro non
hanno le grotte di Nettuno, con la sponda idraulica e che portano ognuno
ca 50/60 subacquei per volta, ed una miriade di barchette e di barche da
pesca con la scaletta a “lisca di pesce” ovvero quella scaletta usata
dai sub per salire a bordo con le pinne! In pratica ogni giorno ci sono
mediamente ca 1.500.000 subacquei che fanno immersioni arrivando da
tutto il mondo anche con pullman e gite organizzate dalle migliaia di
scuole sub sparse in Europa! Alberghi pieni sempre anche in bassa e
bassissima stagione.
Ora dopo che ci siamo battuti per avere una area marina dove fosse
possibile anche da noi ottenere questo enorme vantaggio, noi che abbiamo
il sito di immersione più spettacolare del Mediterraneo con la decine di
grotte e caverne sommerse, luogo unico per lo sviluppo della vita ed in
particolare delle aragoste e del corallo rosso, dove abbiamo constatato
da sempre la costante presenza di reti, palamiti, nasse anche in zone
“A” sulla carta ultra protette, e soprattutto nei luoghi di immersione
prescelti dai centri di immersione per la particolare bellezza relativa
senza nessun rispetto per quei santuari naturali, accertando per esempio
la completa sparizione delle aragoste, da quando è stata istituita la
AMP, dove una volta invece era possibile riuscire a vederle senza tanti
problemi!
Quindi comprendo l’ansia di chi ha continuato a voler pescare ed è stato
incredibilmente autorizzato a farlo ma forse non è stato educato o
consigliato adeguatamente di come una area marina protetta deve
funzionare e di come sia possibile “guadagnarsi il pane” in modo
realmente ecosostenibile!
Se riuscite andate a farvi un viaggio a l’Estartit, parlano catalano
anche lì!, Conclude Marco Busdraghi


Condividi:


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi