Domenica 29 Gennaio, aggiornato alle 22:52

VIDEO – Ospedale Marino di Alghero – Ecco le condizioni di Tedde e Conoci: subito protocollo di intesa e tanti milioni, o retrocessione in Ats

VIDEO – Ospedale Marino di Alghero – Ecco le condizioni  di Tedde e Conoci: subito protocollo di intesa e tanti milioni, o retrocessione in Ats

Marco Tedde, il Consigliere Regionale di Forza Italia convoca la stampa all’esterno dell’Ospedale Marino e insieme a lui si danno appuntamento i gruppi politici di maggioranza presenti in Consiglio Comunale, compreso  il sindaco Mario Conoci.

Si è aperta una vertenza ulteriore sul tema sanità ad Alghero, che  comincia ad assumere contorni chiari. Problemi  che necessitano ora, senza ulteriore deroga nel tempo, di essere affrontati e risolti una volta per tutte. Il Consigliere regionale di Alghero, il Sindaco e capigruppo di Forza Italia, UDC, Noi con Alghero, Riformatori ad esclusione di Lega e Fratelli d’Italia, di fatto aprono una vertenza e lo fanno in maniera pubblica. Dell’opposizione in Consiglio Comunale era presente la sola esponente del M5S Mariantonietta Alivesi.

Di seguito vi proponiamo le dichiarazioni audio video di Marco Tedde e Mario Conoci, ma giova ricordare che i punti salienti della rivendicazione solo quelli già a suo tempo resi pubblici. Nella rivendicazione dell’ex sindaco di Alghero  e del sindaco attuale Mario Conoci, si citano contenuti della legge regionale di riforma del servizio sanitario che oggi a distanza di anni sono disattesi. Nella rivendicazione finiscono ancora la criticità delle sale operatorie, il problema della farmacia territoriale.

Marco Tedde afferma: Ci siamo assunti l’onere di risolvere i problemi della sanità algherese, che sono di vecchia data. E non vogliamo limitarci ad attribuire le responsabilità a chi ci ha preceduti, ma con onestà intellettuale vogliamo proporre soluzioni. Le criticità dell’Ospedale Marino di Alghero ne suggeriscono la retrocessione dalla AOU alla ATS. A meno che non si firmi con urgenza il Protocollo di intesa previsto dalla legge di riforma della sanità sarda -da condividere con i sindaci del territorio- fra il Presidente della Regione e il Rettore dell’Università di Sassari e le convenzioni attuative per disciplinare i termini del passaggio, compresa la previsione di risorse dell’ordine di qualche decina di milioni di euro, anche al fine del mantenimento dei requisiti degli standard necessari al mantenimento del DEA di primo livello in capo al Presidio ospedaliero civile di Alghero. Un Presidio che con la legge di riforma del sistema sanitario regionale del settembre 2020 è stato trasferito all’Azienda ospedaliera universitaria di Sassari, che in concreto l’ha preso in carico dal 1° gennaio del 2022, col fine dichiarato di “migliorare le attività integrate nel campo dell’ortopedia, della traumatologia e della riabilitazione funzionali alle reti formative per le scuole di specializzazione, favorendo inoltre l’attivazione di un polo di sviluppo di rilievo regionale per le tecnologie chirurgiche ortopediche innovative nel campo della robotica.”.

Purtroppo – continua Marco Tedde – la pericolosa china dell’Ospedale Marino, iniziata ad aprile del 2017, allorché l’equipe di anestesisti iniziò a non offrire assistenza dopo le ore 14, non è stata invertita e anzi ci sono forti segnali della incapacità di risollevare l’efficienza della struttura. A decorrere dall’inizio di marzo di quest’anno sono state chiuse le sale operatorie e l’attività chirurgica è stata spostata presso il Civile con un via vai biblico di ortopedici e pazienti e l’impossibilità di intervenire su patologie che necessitano di chirurgia protesica, chirurgia di mano e piede, artroscopia del ginocchio e della spalla. Queste difficoltà hanno ampliato a dismisura le liste di attesa e consentono di affrontare solo la patologia da trauma con interventi su fratturati eseguiti anche a distanza di venti giorni dall’evento acuto, con insopportabili sofferenze da parte di pazienti. Alla luce di queste insostenibili criticità, che anche se hanno avuto origine nel 2017 debbono essere oggi affrontate e risolte, è evidente che occorre un atto di coraggio e di onestà intellettuale retrocedendo la struttura alla ATS. Peraltro, all’orizzonte non si intravvede un minimo di indizio di un avvio di attività di robotica chirurgica e di attività di alto profilo formativo. Ma, nelle more, costituendo un pool di anestesisti dedicati, come avveniva in passato, reintegrare la dotazione del personale infermieristico e impegnare immediatamente le risorse assegnate per i lavori di riqualificazione. E, nel contempo, prendere in locazione con grande urgenza 2-3 moduli chirurgici scarrabili. E occorre fare le gare per la riqualificazione urgente di tutte e tre le sale operatorie, posto che è stata avviata una gara limitata ad una sola.

A ciò occorre aggiungere la preoccupazione del nuovo orario di apertura al pubblico del servizio di farmacia ospedaliera presso l’Ospedale Marino, che passa dall’apertura per 5 giorni alla settimana ad un solo giorno. Un servizio insostituibile per tutti gli ammalati che hanno necessità di ausili che vengono prescritti sulla base di un piano terapeutico. Nuovi orari che stanno provocando inaccettabili code di dimensioni bibliche per tanti cittadini, per lo più anziani, affetti da patologie croniche che per ore debbono attendere il loro turno. Non sono sufficienti le promesse di assunzione di venti farmacisti fatte dall’Assessore Nieddu. Al di là dei tempi incerti, e sicuramente lunghi venti nuovi farmacisti spalmati su tutte le farmacie territoriali regionali sono quasi irrilevanti”. Si dia la possibilità alle farmacie private di distribuire i farmaci e i presidi medici. L’Assessore Nieddu si attivi immediatamente e dia precisi indirizzi politici ad ARES affinché rafforzi l’accordo con Federfarma per consentire alle farmacie convenzionate di distribuire capillarmente tutti, ma proprio tutti, i farmaci necessari per i piani terapeutici. Ma non perdiamo altro tempo in chiacchiere e ipotesi futuribili. Occorre intervenire oggi per andare incontro agli ammalati e per disinnescare una bomba sociale che non possiamo trascurare. La sanità algherese ha necessità di una seria programmazione e di progetti incisivi, sui quali non è possibile nascondere la testa sotto la sabbia per vincoli di coalizione, e su cui a breve torneremo con determinazione, ma ha anche l’urgenza di interventi immediati, conclude Marco Tedde.


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