Giovedì 2 Febbraio, aggiornato alle 23:14

Un App dirà se è Covid dai colpi di tosse

Un App dirà se è Covid dai colpi di tosse

Ora basterà un colpo di tosse per identificare la presenza del virus Sars-CoV-2. Una conquista digitale a fronte dei nuovi contagi di Coronavirus per la quale il gigante farmaceutico Pfizer ha investito 116 milioni di dollari. Fondamentale per l’accesso all’algoritmo e alla tecnologia utilizzate l’acquisizione della piccola azienda australiana ResApp, che già da tempo si occupa di assistenza sanitaria digitale. L’applicazione, disponibile per smartphone e approvata già per la diffusione in Europa, sembra essere in grado di diagnosticare il Covid-19 sulla base del suono della tosse. Un progresso notevole, che gli esperti definiscono, sulla base dell’attendibilità, alla pari di un test antigenico rapido, con una precisione del 92% circa (con la medesima efficacia anche per le varianti Omicron e Delta). Il corteggiamento di Pfizer nei confronti di ResApp era cominciato ad aprile con offerte progressivamente crescenti da 65 a 74,2 milioni di dollari, fino ai 116 che hanno portato alla chiusura dell’operazione. La notizia è riportata in maniera esaustiva dal Corriere .it.

Alla base del funzionamento dell’applicazione una tecnologia di screening caratterizzata da un processo di machine learning che analizzerà grazie al microfono dei telefoni cellulari i colpi di tosse delle persone in prossimità del proprietario del device, anche se non si può comunque comparare alla prova di un tampone.

All’inizio del 2022 sono arrivati i primi dati di uno studio pilota, dal quale è emerso che il sistema è in grado di rilevare con precisione il 92% dei casi positivi di Covid, solo dal suono della tosse. Il sistema ha anche registrato un’elevata specificità (l’80%), il che significa che solo due persone su 10 sottoposte a screening hanno ricevuto risultati falsi positivi.

Il programma di ResApp, soprannominato ResAppDx, ad agosto di quest’anno ha già ricevuto il marchio CE per l’uso in Europa ed è stato approvato dalla Therapeutic Goods Administration australiana.

Non ci rimane che attendere, anche se è certo che la terapia farmacologia, da remoto, o tramite App, ancora è stata messa a punto.


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