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Ospedale Marino di Alghero, Tedde (F.I.): il trasferimento alla AOU non ha prodotto i frutti sperati; le forti criticita’ suggeriscono la retrocessione alla ATS

Ospedale Marino di Alghero, Tedde (F.I.): il trasferimento alla AOU non ha prodotto i frutti sperati; le forti criticita’ suggeriscono la retrocessione alla ATS

Di seguito un  comunicato sulla situazione in cui versa l’Ospedale Marino di Alghero. Il nosocomio è stato trasferito alla AOU con legge del 2020,  affronta una china pericolosa iniziata nel 2017  e necessita di interventi di riqualificazione e di incremento di personale. Eravamo contrari alla scelta e oggi lo siamo ancor di più alla luce della situazione in cui versa.  A nostro avviso dovrebbe essere retrocesso alla ATS anche in virtù del fatto che manca qualsiasi   intesa fra il Presidente della Regione e il Rettore dell’Università di Sassari e non sono state stipulate  le convenzioni attuative per disciplinare i termini del passaggio, compresa la previsione di risorse dell’ordine di qualche decina di milioni di euro. Ma nelle more occorre intervenire per restituirgli un minimo di decenza funzionale.

 

Ospedale Marino di Alghero, Tedde (F.I.): il trasferimento alla AOU non ha prodotto i frutti sperati; le forti criticita’ suggeriscono la retrocessione alla ats

 

Cagliari, 22 luglio 2022 – “Le criticità dell’Ospedale Marino di Alghero ne suggeriscono la retrocessione dalla AOU alla ATS”. E’ il consigliere regionale di FI, membro della Commissione Sanità  e ex sindaco di Alghero Marco Tedde a prendere posizione in maniera netta ma propositiva relativamente alle criticità che affliggono la gloriosa struttura del Marino di Alghero. Un Presidio che con la legge di riforma del sistema sanitario regionale del settembre 2020 è stato trasferito all’Azienda ospedaliera universitaria di Sassari, che in concreto l’ha preso in carico dal 1° gennaio del 2022, col fine dichiarato di  “migliorare le attività integrate nel campo dell’ortopedia, della traumatologia e della riabilitazione funzionali alle reti formative per le scuole di specializzazione, favorendo inoltre l’attivazione di un polo di sviluppo di rilievo regionale per le tecnologie chirurgiche ortopediche innovative nel campo della robotica.” “Purtroppo la pericolosa china  dell’Ospedale Marino, iniziata ad aprile del 2017, allorché l’equipe di anestesisti iniziò a non offrire assistenza dopo le ore 14, non è stata invertita e anzi ci sono forti segnali della incapacità di risollevare l’efficienza della struttura –sottolinea l’esponente di FI-“. L’on. Tedde ricorda che a decorrere dall’inizio di marzo sono state chiuse le sale operatorie e l’attività chirurgica è stata spostata presso il Civile con un via vai biblico di ortopedici e pazienti e l’impossibilità di intervenire  su patologie che necessitano di chirurgia protesica, chirurgia di mano e piede, artroscopia del ginocchio e della  spalla. Queste difficoltà hanno ampliato a dismisura le liste di attesa e consentono di affrontare solo la patologia da trauma con interventi su fratturati eseguiti anche a distanza di venti giorni dall’evento acuto, con insopportabili sofferenze da parte di pazienti. “Alla luce di queste insostenibili criticità, che anche se hanno avuto origine nel 2017 debbono essere oggi affrontate e risolte, è evidente che occorre un atto di coraggio e di onestà intellettuale retrocedendo la struttura alla ATS –attacca Tedde-. Peraltro, all’orizzonte non si intravvede un minimo di indizio di un avvio di attività di robotica chirurgica e di attività di alto profilo formativo. Anzi –sottolinea Tedde, che comunque aveva espresso a suo tempo forte contrarietà per il trasferimento- è al palo la firma del protocollo di intesa fra il Presidente della Regione e il Rettore dell’Università di Sassari e le convenzioni attuative per disciplinare i termini del passaggio, compresa la previsione di risorse dell’ordine di qualche decina di milioni di euro, anche al fine del mantenimento dei requisiti degli standard necessari al mantenimento del DEA di primo livello in capo al Presidio ospedaliero civile di Alghero.” Ma, nelle more, secondo il consigliere regionale occorre immediatamente riaprire almeno una sala operatoria al Marino, costituendo un pool di anestesisti dedicati, come avveniva in passato, reintegrare la dotazione del personale infermieristico e impegnare immediatamente le risorse assegnate per i lavori di riqualificazione. “Ma occorre intervenire con grande urgenza, prima che sia troppo tardi  –chiude l’ex sindaco di Alghero-.”

 


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