Lunedì 12 Ottobre, aggiornato alle 19:42

Contenzioso Regione-Comune su Punta Giglio- Enrico Daga i denigratori dovrebbero chiedere scusa a chi definivano “quattro scappati di casa”

Contenzioso Regione-Comune su Punta Giglio- Enrico Daga i denigratori dovrebbero chiedere scusa a chi definivano “quattro scappati di casa”

“Ora, vada come vada, tutti coloro che hanno schernito i componenti del comitato spontaneo, tacciandoli nei modi più offensivi, dovrebbero fare un’approfondita riflessione e chiedere scusa. Con questo provvedimento si sancisce definitivamente che le perplessità su quell’intervento non sono solo quelle di quattro scappati di casa come alcuni volevano far intendere, ma della massima istituzione regionale, peraltro guidata da una maggioranza politica speculare a quella cittadina, a trazione sardo leghista.  Tutto ciò fa particolarmente riflettere sulle motivazioni profonde che, da quanto si legge, sono a fondamento di uno scontro politico istituzionale di amplissime proporzioni. Fermo restando che questa vicenda sarà chiarita da un lungo corso burocratico-giuridico, resta l’amarezza per come sono andate le cose. La prossima volta che si vuole intervenire su luoghi sensibili, sarà bene coinvolgere la comunità, come, sia chiaro, è previsto dalle norme. Meno caminetti, più partecipazione alle scelte. Se possibile, in futuro utilizziamo questa vicenda per non compiere mai più gli stessi errori”.

Sono le parole di Enrico Daga dirigente locale del PD, che commenta il cortucircuito istituzionaale Regione-Comune di Alghero, che ora procede a colpi di ricorsi.

Da tempo assertore che il progetto a Punta Giglio, il recupero e rifunzionalizzazione dell’Ex caserma, doveva essere condiviso con la popolazione, per il tramite dei suoi rappresentanti, se del caso.  Invece ai cittadini, schieratisi contro, non è rimasto che opporsi, con i risultati che tutti conosciamo. Promuovere la partecipazione dei cittadini alle politiche pubbliche locali al fine di poter “decidere” di beni di grande valore ambientale, seconda Enrico  Daga era un obbligo, condizionato persino dalla norma. Le affermazioni di oggi sono in linea con quelle rese dal Partito Democratico algherese in forma ufficiale: “Ogni scelta che modifichi il territorio,  dovrà passare per procedure d’informazione e partecipazione ben disegnate e realizzate. In mancanza, la collettività di cui facciamo parte integrante, dovrà schierarsi a difesa dell’ambiente ed impugnare ogni atto adottato in violazione di norme precise e cogenti che sanciscono il diritto collettivo alla partecipazione in in campo ambientale”.

Persino il giudizio su chi si è costituito in Comitato, da parte di Enrico Daga viene rivalutato, quei “quattro scappati di casa”, come sono stati definiti, sono persone alle quali si deve chiedere scusa.

A interpretare con attenzione le affermazioni di Daga, viene difficile non pensare che su tutta la questione ci sia persino speculazione politica. La chiamata a responsabilità, per una vicenda che ha dilaniato  un’area politica larga e frastagliata, assume sempre più contorni ben precisi, e le responsabilità, vere o presunte, continueranno a fare capolino, d’ora in poi, in quella che si annuncia una lunga campagna elettorale.

Nella foto di copertina Enrico Daga


Condividi: