Lunedì 12 Ottobre, aggiornato alle 19:42

Area Marina Protetta – Gli Agenti della BN del Corpo Forestale sequestrano centinaia di nasse senza tracciamento: un danno incredibile

Area Marina Protetta – Gli Agenti della BN del Corpo Forestale sequestrano centinaia di nasse senza tracciamento: un danno incredibile

Mercoledì 10 maggio scorso, durante un servizio mirato a prevenire la pesca abusiva all’interno dell’Area Marina Protetta di Capo Caccia isola Piana di Alghero, Agenti della Base Navale del Corpo Forestale di Alghero, sotto la direzione dell’Ispettorato Dipartimentale di Sassari, diretto dal Dott Giancarlo Muntoni,  durante un pattugliamento marittimo, hanno individuato e posto sotto sequestro penale, proprio sotto la falesia di Punta Giglio, un attrezzo da pesca lungo diverse centinaia di metri. L’attrezzo era stato calato senza i segnalamenti come previsto dalle norme sulla pesca e dal Codice della Navigazione.
Questo ha destato i primi sospetti.
Infatti, non segnalare a norma gli attrezzi che pescano crea anche un grave pericolo anche per la sicurezza in mare.
Dal controllo hanno accertato che l’attrezzo era costituito da un centinaio di nasse, tutte perfettamente armate e funzionanti e in opera da diverso tempo. Questo tipo di attrezzo, pesca senza sosta e intrappola, in modo micidiale, miriadi di specie senza discriminare il bersaglio che, inevitabilmente, porta alla morte di tantissime specie e organismi che vivono sui fondali, come le stelle marine se le nasse non sono controllate con continuità.
Per questo in base al nuovo regolamento dell’AMP, anche i pescatori professionisti che svolgono l’attività al suo interno devono essere autorizzati, e gli attrezzi avere sul galleggiante l’identificativo del proprietario.
Alcuni furbescamente eludono le norme, è una volta calato il consentito, ne calano altri in modo anonimo.
Le nasse non possono superare le cento unità pro capite e non apponendo l’identificazione sperano di farla franca. Nella realtà commettono un illecito amministrativo punito con sanzioni da mille a seimila Euro, perdita di punti sulla licenza, e vanno incontro, anche alla denuncia penale per il mancato segnalamento perché quasi sempre ne sono sprovvisti ad arte, oppure segnalati grezzamente con sistemi rudimentali utilizzando bidoni di ogni tipo. Questa pratica illegale mette a rischio la sicurezza sulla navigazione.
Il Corpo Forestale ha avviato da tempo una intensa attività volta a prevenire questi abusi, in quanto determinano un reale impoverimento della risorsa ittica e notevoli danni ai pescatori professionisti onesti, che con coscienza, rispettano le regole. Il comandante della Base Navale Bernardo Brau raccomanda il rispetto delle norme sulla pesca a beneficio della collettività, e la corretta segnalazione di ogni attrezzo calato a mare pena andare incontro a spiacevoli conseguenze, a maggior ragione se la pesca avviene all’interno dell’Area Marina Protetta.

L’azione della Base Navale del Corpo Forestale si  configura con una  grande attività finalizzata al rispetto delle regole, e sopratutto mirate alla tutela dell’ahabitat marino messo a dura prova dall’azione illegale e indiscriminata di  pochi a danno di molti pescatori onesti. Le nasse issate in superficie nei giorni scorsi,  hanno evidenziato la presenza di animali bentonici, stelle marine, bocconi, piccole donzelle, organismi destinati a morte certa. La nassa non discrimina, distrugge e basta. Vedere che in acqua ci sono sino a 500 nasse  ( 400 delle quali illegali e anonime), restituiscono la foto istantanea di un danno davvero incommensurabile per l’AMP.


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