Sequestrati a pescatori di frodo oltre 12.000 ricci di mare, ieri notte, dagli uomini della Capitaneria di Porto di Civitavecchia, che hanno individuato e fermato i due abusivi nel comune di Santa Marinella, a nord di Roma.
E in Sardegna la notizia ha destato molto scalpore considerato che la problematica è molto sentita.
Ne hanno pescato 12mila, ma hanno ricevuta pure due sanzioni amministrative per cifra modica di 33mila euro di multa.
E da questo parti ad Alghero, i pescatori di ricci che avevano dismesso gli attrezzi, ora potranno riprendere dopo la leggina d’urgenza approvata dal Consiglio Regionale, sino al 15 Aprile. È bene metter però in chiaro una cosa: la categoria dei pescatori ha avuto le sue ragioni per protestare, perchè i progetti alternativi e gli indennizzi promessi e strombazzati non sono mai partiti.
L’Agenzia Agris infatti, doveva provvedere alla emanazione della manifestazione d’interesse per la raccolta delle adesioni da parte degli operatori della pesca subacquea professionale ammissibili all’intervento, e alla redazione del Piano operativo degli interventi di recupero e monitoraggio ambientale;
La remunerazione giornaliera per la prestazione di servizio fornita dai titolari di autorizzazione di pesca subacquea professionale, consisteva in attività di monitoraggio della risorsa riccio di mare e/o di pulizia dei fondali. Tutto lettera morta e ora si torna alla pesca sino al 15 Aprile.
Ma il fronte dei pescatori che protestano ad Alghero si allarga.
La settimana scorsa una manifestazione proprio all’ingresso del Parco di Porto Conte. Nell’AMP il polpo sta scomparendo. Il monitoraggio e gli studi lo hanno certificato. Alla Direzione del Parco non è rimasto che contenerne la pesca. E’ scoppiato i malumore. Una trentina si sono presentati nella piazzola antistante l’ingresso della sede del Parco a Villa Gioiosa e hanno chiesto di essere ascoltati.
Chiedono di essere aiutati. Sei mesi senza pescare polpi per loro è fame certa. Un gran casino. Un piano di ristori, anche per questi uomini da sempre pescatori in quello specchio acqueo ci pare possa essere possibile. Ma non è nelle competenze del Parco, è un problema tout court della politica. E i contatti sono iniziati. Mimmo Pirisi (PD)sin dalla prima ora ha dato la sua disponibilità a sentire e perorare la giusta causa dei pescatori. Christian Mulas( Udc) ne vuole parlare, vuol portare l’argomento in Commissione, competente anche sul Parco. Maria Antonietta Alivesi ( M5S) è pronta schierarsi al loro fianco. Ci prova persino Monica Pulina (FdI), che vorrebbe trattare l’argomento in video conferenza con al fianco il Management del Parco. “Ma quale video” si è fatto sfuggire un pescatore stamattina fronte la Banchina Millelire, facciamola semplice, io voglio parlare di persona e se c’è bisogno ci mettiamo tre mascherine, non una, perché vaccinati lo siamo già”.
Insomma si muove qualcosa, e i pescatori almeno su questo piano si sono dichiarati timidamente fiduciosi. Ma sono le adesioni che crescono, e a vedere le riprese televisove dei giorni scorsi il gruppo si infoltisce, e cresce il fronte del disagio.








