La scuola in queste ore, è diventato un incubo per le famiglie. I genitori sono a metà strada fra la il paura e la voglia di far saltare la coltre di mistero che avvolge il pianeta scuola. Il Governo vuole che si rientri il 10 in presenza, le regioni con il polso della situazione frenano, dalle nostre parti si procede con lo screening di migliaia di giovani. Facoltativo.
Ed è qui che cominciano i dubbi di molti. Se i ragazzi si dovrebbero fa rientrare a scuola in sicurezza, perché si è scelta la strada della facoltatività? Si badi bene, facoltà a sottoporsi a un controllo, preventivo, non altro. In un momento di grande sofferenza del servizio sanitario, assalito, nuovamente, da una ondata repentina di contagi, non si ha il coraggio di prendere decisioni. Nell’interesse unico del mondo della scuola e di rimbalzo del mondo della sanità.
Si è scelto di allungare le ferie con due giorni di fermo, con una ordinanza del Presidente della Regione, poi, se ci si sofferma a leggerla, si colgono davvero lati inquietanti. Riguardano il mondo giovanile, quello della scuola appunto. Dopo il periodo di “tana liberi tutti”
Il Presidente della Regione Solinas lo scrive nella sua ordinanza: dal Flusso informativo relativo alle determinazioni di laboratorio covid-19 emerge che la percentuale di positività mostra un costante aumento a far data dal 1° dicembre 2021 in tutte le fasce di età, particolarmente evidente nelle fasce 0-11 e 12-17 con due picchi corrispondenti al periodo delle festività di Natale e Capodanno; che analogo andamento, seppur non stratificato per fascia d’età, è rilevato negli accessi al Pronto Soccorso delle strutture ospedaliere regionali per problemi respiratori e sospetti casi SARS-CoV-2. Chiaro no? La situazione è grave, lo si scrive ma non lo si vuole ammettere pubblicamente.
Oggi e domani sono giornate dedicate allo screening “ volontario”, poi da lunedì 10 Gennaio tutti a scuola. E chi si assume la responsabilità di mantenere i ragazzi in classi affollate, con il virus subdolo che circolerà in maniera incontrollata? I genitori! Indubbio. Sono loro che avranno il compito di portare i figli a scuola, perché chi dovrebbe prendere decisioni, per loro, ad oggi non lo ha fatto, anzi si lo ha fatto, stabilendo che a scuola si torna, senza nessun dubbio.
Ed è la certificazione che il Governo della scuola, oggi, è in mano a chi non si cura delle voci che arrivano da chi sta in prima linea, dai Dirigenti, dai docenti, che hanno contezza di quanto gli sta intorno. Oggi il nostro Ministro ( del quale pochi conoscono il nome), non ha una strategia da proporre, se non quella di rientrare ed evitare la DAD. E se è vero che la precedente Ministra ( Azzolina) nelle nostre case entrava dall’alba al tramonto, sberleffata,oggi, quello del Governo migliore, è sconosciuto ai più, e si tiene sufficientemente coperto da ogni possibile critica. Ma non va bene.
Siamo arrivati, dove ci eravamo lasciati circa un anno fa, con la scuola nell’occhio del ciclone di nuovo, con le problematiche scaricate sulle periferie, agli amministratori e ai Dirigenti scolastici. Ma il Ministero è in mano salda. Non è lambito da alcuna critica.
Siamo arrivati al culmine di un percorso molto complesso, dove alla fine, le ragioni dell’economia, e del consumare, prendono il sopravvento su tutto. E allora lo si dica apertamente che la scuola deve provvedere non alla didattica, ma alla presa in carico dei giovani, come un contenitore. Il distanziamento, contact tracing, areazione dei locali, mascherine FFP2, previsti per gli studenti sono una sogno.
A scuola mancano docenti “ colpiti” e in quarantena, e se è vero che i dirigenti scolastici non possono chiedere ai ragazzi chi è vaccinato e chi no per disposizione del Garante della Privacy, almeno prevedere uno screening, prima del rientro poteva essere auspicabile, ma non facoltativo. Invece siamo qui a immaginare cosa succederà quando si supererà un certo numero di infezioni nelle scuole medie e medie superiori, e gli studenti non vaccinati dovranno rimanere a casa in DaD e quelli vaccinati a scuola. Da brivido. Solo a descriverlo, questa si che è l’Italia del Green Caos!








