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La fotodenuncia: I diabetici per strada e nessuno ne parla. Perchè non in Via degli Orti?

La fotodenuncia: I diabetici per strada e nessuno ne parla. Perchè non in Via degli Orti?

La Direzione della Assl Sassari aveva comunicato che da martedì 22 dicembre, sarebbero “iniziate le operazioni necessarie al trasferimento del servizio di Diabetologia dall’ospedale Marino alla nuova sede autonoma dislocata nel Distretto Socio Sanitario in via Manzoni. Il giorno successivo, mercoledì 23 dicembre, è programmato l’adeguamento dei sistemi informativi e a regime si sarebbe dovuti partire dal 28.

Lo stato dei locali determinò una levata di scudi da parte di utenza e l’associazione Diabete Nord Sardegna portò “all’attenzione il disagio che i pazienti diabetici afferenti al Centro Diabetologico di Alghero non sono più disposti a tollerare. In un momento così delicato e problematico, si aggiungono i disservizi causati dal trasferimento frettoloso del centro dal 1° piano dell’Ospedale Marino (divenuto ospedale Covid), ai locali di Via Manzoni. Questo trasferimento del centro diabetologico di Alghero- si leggeva nella nota –  danneggia ulteriormente i malati che appartengono alla città e ai paesi limitrofi: Uri, Ittiri, Villanova Monteleone, Putifigari e tanti altri e lede il diritto fondamentale alla continuità assistenziale in un centro con c. 3000 pazienti. Si sospese la procedura di trasferimento in Via Manzoni, si doveva prima  ristrutturare.

La scelta cadde in Via V.Emanuele, sede già dell’ambulatorio di pneumologia. Al mattino chi passa in quella trafficata via, si sarà accorto della gente che staziona per strada. Sono i pazienti diabetici che attendono il loro turno di vista. Una situazione davvero incredibile, per una fascia di popolazione che ha bisogno di controlli routinari, e di visite che non possono essere disattese. E’, ad oggi, l’offerta massima fornita dall’Ats che ha riesumato i locali a suo tempo dichiarati poco idonei per l’ambulatorio di pneumologia. Oggi si fa di necessità virtù, e i pazienti si stanno accollando il disguido organizzativo e il disagio conseguente, accomodandosi all’esterno dove capita: accomodati in  carrozzina, su una fioriera dismessa, in piedi ( la foto è di stamattina).

La riservatezza va a farsi benedire, e si sta procedendo in silenzio imbarazzante, si dice per il tempo necessario,  finchè i locali di Via Manzoni non saranno ultimati nella loro ristrutturazione.

E la domanda che nasce spontanea è: ma davvero non si è riusciti a reperire un ambulatorio in Via degli Orti nel Palazzo della Sanità? Perchè a soffrire, per uno stato contingente e si spera limitato nel tempo, sono i pazienti sofferenti, e non operatori sanitari che avrebbero potuto “cedere” pro tempore i loro studi in un momento di grande emergenza?


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