Hub vaccinale del Mariotti oggi sotto pressione. Le condizioni meteo davvero avverse, hanno messo a dura prova la macchina organizzattiva che non ha previsto che la pioggia fosse una variante da prevedere. Lo denuncia pubblicamente Antonio Pirisi, che non è uno qualunque, è un giornalista, direttore di Alghero Cronache, uno di quelli che se ha da dire qualcosa non si mette problemi, lo fa in maniera anche ruvida.
“Dalle 9,30 del mattino di lunedì 12 aprile, nuvole dense scaricano sul Campo sportivo Mariotti una pioggia battente che investe una piccola folla di ultrasettantenni in attesa di essere chiamati dentro la palestra per essere vaccinati. Qualcuno cerca riparo dentro l’auto parcheggiata nel prato, altri aprono l’ombrello, altri ancora “niente”: bagnati come pulcini.
Lo stratega della logistica non ha pensato minimamente che per riparare dalle intemperie le persone in attesa, si potevano allestire tende militari, gazebi commerciali o grandi tensostrutture sul prato ingiallito del rettangolo di gioco del glorioso Mariotti.
L’incapacità organizzativa e il pressapochismo, per quanto riguarda l’accoglienza delle persone, sono stati la cifra evidente fin dal primo giorno della campagna vaccinale, con cambi giornalieri di logistica e relativi accessi al campo. Fino alla trovata geniale che per arrivare dal terreno di gioco al piano stradale della palestra i poveri ultrasettantenni devo fare 10 o dodici gradini su per le gradinate degli spalti.
Ma non è l’unica “defaillance” dello stratega alla logistica: soltanto sabato alle 13,00, sul campo sono state sistemate un certo numero di sedie, per fare accomodare un centinaio di persone in attesa da qualche ora. Nei giorni precedenti erano stati bellamente in piedi, solo alcuni seduti dove una volta sedevano gli spettatori del calcio giocato. Come non averci pensato prima?
Meno male che il vantaggio finale supera ogni sacrificio e disagio.
Dura presa di posizione, che evidenzia la criticità delle operazione in una giornata uggiosa e piovosa. Tutto si amplifica, tutta fa clamore, ma, non si venga a dire che non si poteva prevedere, perchè a ben vedere, stare all’aperto in queste condizioni, è da stoici. E se la pioggia bagna, è anche vero che il sole cuoce! E allora è ipotizzabile, considerato che la strada che porta alla fine della campagna di vaccinazione è lunga, ipotizzare di affittare una tensostruttura , finalizzata ad ospitare le persone che trovano ricovero non solo in caso di pioggia ma anche sotto il sole? E si può convenire che un solo gazebo presente sul terreno è davvero poca roba?










