Oggi parliamo del Piano Pandemico Regionale, uno strumento predisposto dalla Regione, che prevede il Comitato Pandemico e le azioni da intraprendere in caso di pandemia.
Si legge nel Piano : “Il documento prende in considerazione principalmente il virus influenzale A(H1N1), il virus influenzale dichiarato pandemico l’11 giugno 2009 dall’OMS, dopo che già dal 24 aprile 2009 L’OMS stesso aveva allertato i governi sui possibili rischi connessi alla diffusione della nuova influenza da questo virus nell’uomo e al suo potenziale pandemico” e ancora “ Le indicazioni di carattere generale restano comunque valide per tutte le patologie (respiratorie e non) ad elevata infettività, con particolare attenzione all’insorgenza di eventuali nuovi ceppi pandemici di virus influenzali di origine aviaria, suina, umana, o eventuali altri virus patogeni emergenti.
Sono contenute 6 fasi e livelli di rischio di una eventuale pandemia.
Le disposizioni e il coordinamento sono in capo alla Direzione Generale della Sanità dell’Assessorato Regionale dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale che si avvale a livello periferico delle Aziende Sanitarie Locali.
In data 17 settembre 2009 con il decreto n.38 è stato nominato il Comitato Pandemico Regionale (CPR), al fine di supportare la suddetta Direzione sotto il profilo tecnico-scientifico per la realizzazione delle attività di prevenzione, controllo e gestione di un’eventuale emergenza, coordinando i diversi interventi all’interno e all’esterno dell’amministrazione regionale. Risulta pertanto individuata una tecno-struttura, centrale e periferica, composta da:
- A. Assessorato Regionale dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale
- B. Comitato Pandemico
- C. Unità per le emergenze infettive (Unità di Crisi ) delle ASL
- D. Unità per le emergenze infettive (Unità di Crisi ) delle Aziende Ospedaliere
- E. Protezione Civile Per le azioni delle fasi nel periodo interpandemico
A leggere il Piano Pandemico regionale si trovano tutte le determinazioni, le strategie, i piani di comunicazione, di intervento e operativi, che in questi mesi anche per il Covid-19 si stanno predisponendo. Uno straordinario strumento a disposizione, predisposto, perché in definitiva si sta agendo oggi, su quanto nel 2009 si era solo ipotizzato.
A leggere il DECRETO N. 38 DEL 17/09/2009 avente per Oggetto: Integrazione composizione“Comitato Pandemico regionale”, si trovano i nomi di chi lo compone.
All’articolo 2 si legge :Il “Comitato Pandemico regionale”, è composto dal Direttore generale della sanità e dal Direttore del Servizio Prevenzione, ed è come di seguito articolato:
Antonina Dolei Docente di Virologia, Università di Sassari,
Maria Stella Mura Docente di Malattie Infettive Azienda Ospedaliero– Universitaria di Sassari
Giuseppe Angioni Direttore Struttura Complessa Malattie Infettive Ospedale S.S. Trinità di Cagliari
Fiorenzo Delogu Resp.le Servizio di Igiene e Sanità Pubblica ASL 1 di Sassari
Giorgio Steri Resp.le Servizio di Igiene e Sanità Pubblica ASL 8 di Cagliari
Paolo Emilio Manconi Docente di Medicina Interna-Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari
Paolo Castiglia Docente di Igiene –Università di Sassari -Presidente regionale SITL
Giovanni Panichi Responsabile del Servizio Veterinario di Sanità Animale della ASL n. 5 di Oristano
Vassilios Fanos Docente di Pediatria, Università di Cagliari
Lucia Carta Responsabile Servizio Farmaceutico ASL 1 di Sassari
Rosa Cristina Coppola Docente di Igiene Generale e Applicata – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari
Silvio Piras Rappresentante dei medici di Medicina Generale
Giuseppe Vacca Rappresentante dei pediatri Ing. Salvatore Cinus Protezione Civile-Regione Autonoma della Sardegna.
Fior di specialisti sardi, tutte eccellenze a disposizione dell’Assessorato alla Sanità
La domanda che sorge è:
- il Comitato integrato nel 2009 è ancora in piedi?
Da più parti si sostiene di si, E’ un organismo previsto dallo Stato, sebbene a carico delle Regioni.
E se così fosse l’altra domanda è lecita :
- perchè non lo si è attivato all’inizio della Pandemia in Sardegna?
- – Perché si pensato di istituire un Comitato Tecnico Scientifico non coinvolgendo, di contro, nella gestione dell’emergenza, il Comitato Pandemico Regionale?
Un mistero per adesso, anche se, pare proprio che anche su questo, il focus degli inquirenti dovrà dare una risposta.
Sul tema anche Raffaele Cadinu pochi giorni fa è intervenuto, dando una sua personale lettura del tutto, e sostiene : “ il Piano Pandemico Regionale, sarebbe dovuto essere utilizzato appieno, sin dal gennaio 2020 con tutte le sue prescrizioni, per il contenimento dell’epidemia, e ciò mediante l’applicazione dei protocolli e dei presidi specificatamente richiesti dal sovraordinato Piano Pandemico Nazionale, oggi è da rileggere con l’attenzione dovuta. ( LEGGI) Molto più di un contributo, è un atto di denuncia con tanto di nomi e cognomi.
I documenti da consultare
https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_274_20091222083733.pdf
https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_22_20091007130242.pdf








