Domenica 11 Ottobre, aggiornato alle 16:23

Cap d’any: costi giustificati solo dalla ricaduta sul territorio

Cap d’any: costi giustificati solo dalla ricaduta sul territorio

Sta facendo il giro del web il post della pagina Facebook di Forza Italia Alghero, dal contenuto abbastanza pruriginoso per moltissimi, in merito alle spese che la città ha sostenuto per il Cap d’any 2018.

Meta come bancomat, “spese pazze” di Bruno e Fondazione Meta – si legge nel post, poi “Quasi 300.000 euro per le manifestazioni di fine anno. Ci sembra una cifra un tantino esagerata” ecc … continua.

Spese sostenute dalla Fondazione Alghero, per pagare tutto quanto è ruotato intorno alle manifestazioni nel mese di dicembre e gennaio, che hanno raggiunto l’apice la notte di capodanno. Un flop secondo i forzisti, e ora questi numeri, riaccendono il fuoco della polemica. La premessa è che noi non possiamo esimerci dal commentarle. E affermiamo che noi reputiamo estremamente positivo il fatto che comunque i numeri riferiti ai costi, siano di dominio pubblico, cifre che possono essere contestate ma che lasciano intendere che gli organizzatori hanno poco da nascondere. Spendere quasi €300.000 per l’intero mese di dicembre, non ci sembra una cifra esagerata, visti i costi sostenuti da altre città. In questo momento ci preme mettere in evidenza, come noi sosteniamo da tempo, che tutto quanto si investe in termini di cultura e promozione, deve trovare un riscontro di ricaduta nella città. Tutti sanno, con conti alla mano, che chi sostiene costi importanti per la promozione turistica ed eventi, deve certificare la ricaduta nel territorio. Ed è risaputo che chi investe un euro, per fare un esempio, deve avere un riscontro di ricaduta pari a tre euro. Quindi noi non ci soffermiamo più di tanto a commentare i quasi 300.000 euro di spesa, ma vorremmo che gli organizzatori, si cimentassero nel dimostrare che in città c’è stata una ricaduta reale, diciamo di 900.000 euro almeno. Questa è la cifra che certifica il successo del Cap d’Any e di più un mese di eventi. E non ci dobbiamo scandalizzare di quanto attualmente si spende, perché gli artisti hanno un costo, lo sanno anche i bambini, l’organizzazione ha un costo e la somma finale diventa una cifra importante. Si capisce che lo scontro è politico e si sta impennando, ma è anche corretto pretendere chiarezza, quella che solo i numeri sanno dare. Non prima di aver affermato che mai prima d’ora si era arrivati a rendere pubblici a tal punto i costi, segno anche questo del tempo che cambia. E allora se c’è qualcuno che ha la facoltà di farlo, dia conto alla città di Alghero dei costi sostenuti negli ultimi 10 anni per il Cap d’Any. Una mega operazione di trasparenza.

E una difesa d’ufficio all’addetto stampa, giornalista, la dobbiamo. Un giornalista che per due mesi percepisce 3520 euro netti (4400€lordi), dovrebbe essere sanzionato dall’odg per eccesso di ribasso della prestazione. Se si ha la bontà di verificare il tariffario presente sul sito dell’ordine, si prende atto che il giornalista è stato sottopagato in maniera scandalosa! Ma tutto, forse, servirà magari a chi lo farà la prossima volta!


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