Giovedì 8 Dicembre, aggiornato alle 10:34

Criticità della gestione del ciclo dei rifiuti in Sardegna, domani se ne parla in Provincia

Criticità della gestione del ciclo dei rifiuti in Sardegna, domani se ne parla in Provincia

Il sindaco del Comune di Tergu Gian Franco Satta, il presidente dell’Anci Sardegna Emiliano Diana, il presidente dell’Unione dei Comuni dell’Anglona e della Bassa Valle Pietro Carbini e i sindaci dei Comuni facenti parte della sopra citata Unione informano che, a seguito della chiusura dell’impianto di selezione dei rifiuti di Tergu i costi di trasporto e smaltimento dei rifiuti sono considerevolmente aumentati. Aumentati per tutti i Comuni che conferivano nel suddetto impianto, ivi compresi quelli contraddistinti da una rilevante e notevole produzione di rifiuti come il Comune di Sassari.

La situazione, complessa e difficile, sarà presentata agli organi di stampa nell’apposita conferenza convocata per domani, venerdì 1 dicembre 2017, alle ore 10,30 negli spazi della sala Angioy di palazzi di Provincia alla presenza di tutti i soggetti interessati e sopra citati.

Il conferimento dei rifiuti avviene tutt’oggi in un impianto privato al quale debbono essere corrisposte le tariffe in ingresso che, al contrario, non venivano corrisposte all’impianto di Tergu, causando di conseguenza ed in aggiunta ai notevoli costi di trasporto per raggiungere una località più lontana, un maggior importo della tassa rifiuti pagata dagli utenti. La Regione Sardegna, con deliberazione di Giunta n. 38/6 del 28 giugno 2016 ha inserito nella rimodulazione del Piano di Azione e Coesione il finanziamento di 3.500.000 euro per adeguare l’impianto di Tergu ai requisiti tecnici imposti da Consorzio Nazionale Recupero Plastiche (Corepla), che non è stato ancora decretato. Considerato che, l’impianto esistente è stato costruito con un finanziamento di 2.500.000,00 euro di soldi pubblici erogati dalla RAS, senza la disponibilità del nuovo finanziamento l’impianto in questione è destinato a diventare una cattedrale nel deserto, fatto che oltre all’evidente danno economico comporterebbe un impoverimento dell’intero territorio.

In questo contesto è evidente che nell’Ente Regione prevale un indirizzo politico favorevole agli impianti privati di selezione dei rifiuti, volto ad incrementare i profitti di chi opera nel settore al solo scopo di assicurarsi un consistente business a spese dei cittadini. Occorre pertanto mettere in campo una decisa azione di contrasto a tale indirizzo politico, forti e consapevoli dei positivi risultati sociali, economici e occupazionali raggiunti nel centro di recupero di Tergu, situazione che è stata chiaramente percepita non solo nel territorio di riferimento ma anche in vari ambiti regionali e nazionali, riconducibile ad un utile e sostenibile modello di sviluppo da applicare e seguire in prospettiva di un complessivo miglioramento della qualità di vita dei cittadini e nel pieno rispetto dell’ambiente.


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