Giovedì 2 Febbraio, aggiornato alle 10:03

Enrico Daga: “la politica con la P maiuscola è ancora possibile”

Enrico Daga: “la politica con la P maiuscola è ancora possibile”

“Se tutti usassero questo atteggiamento, questo rispetto per l’elettorato, probabilmente non ci sarebbe più bisogno di votare i partiti populisti che fanno demagogie, e tendono a rappresentare chi fa politica come dei cialtroni”

Enrico Daga percorre le strade della divulgazione dei suoi concetti, che potrebbero essere alla base di un sostegno, all’amministrazione di Mario Bruno. Lo fa rilasciando interviste, traslocando da una fonte di informazione a un’altra, passando dalla Tv alle pagine web, lavorando di spada e di fioretto verso chi, sa di tenere in pugno. Lancia messaggi criptati, ma mica tanto. Il senso definitivo del Daga-pensiero si ripropone nell’intervista rilasciata al Direttore del quotidiano on line algheronews, Stefano Idili, che noi abbiamo tradotto, “scritto”, ripercorrendo fedelmente, senza nulla togliere o aggiungere.

D- Ieri riunione del tavolo di centro sinistra come è andata?

R –  È andata molto bene,  abbiamo avuto uno scambio di idee, una ulteriore presa di coscienza di come versa l’amministrazione comunale. Abbiamo messo alcuni punti fermi. Uno su tutti è che il Partito Democratico domani riunirà il suo direttivo e da lì verranno fuori le sue determinazioni, che ci condurranno verso una nuova fase per la città, in cui ci saranno delle novità assolute.

D – Ma voi non entrerete in maggioranza, conferma?

R-  Per quanto mi riguarda sì, è una tesi prevalente nel partito, salvo modifiche dell’ultima ora é il direttivo che sancisce questi concetti. Il tema è che noi siamo collocati nelle file della minoranza dall’elettorato e quindi viene molto difficile a questo punto  fare cambi di schieramento in corsa .  Non è corretto,  non è serio, significherebbe certificare che la politica alla fine è una politica politicante, politica degli accordi, politica delle finte, delle finzioni che, se fossero queste le regole del gioco, probabilmente io non ci starei e neanche molti degli amici e compagni che stanno nel partito. Noi abbiamo un obiettivo, far capire che la politica con la P maiuscola è ancora possibile, se tutti usassero questo atteggiamento, questo rispetto per l’elettorato, probabilmente non ci sarebbe più bisogno di votare i partiti populisti che fanno demagogie, e tendono a rappresentare chi fa politica come dei cialtroni, la nostra battaglia é dire che non siamo cialtroni, contemporaneamente però dare una mano a questa città per aiutarla a uscire dalle secche.  Quale è il faro? Noi abbiamo un programma,  abbiamo delle idee e se queste idee e questo programma saranno accettate e condivise noi saremmo disposti ad accompagnare l’amministrazione e il sindaco ad un proseguo.

Capito? Alla fine Enrico Daga ribadisce quello che da giorni, come un Mantra, ripete: Non tirateci la pelle e mischiarci nella bagarre politica – dimenticando da dove siamo venuti e chi ci ha votato – parrebbe affermare sempre più chiaramente. E se fosse proprio così, perché continuare a pressare un politico che chiede solo rispetto per il suo modus operandi? Che fuori di metafora significa: l’amministrazione in carica deve accontentarsi di un appoggio esterno.


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