Alluvioni di ieri, frane , smottamenti: GrIG lo aveva intuito da tempo, è dissesto idrogeologico

Ore da incubo per la Sardegna, notti insonni, l’acqua che viene giù dal cielo terrorizza. Devasta un territorio dissestato idro- geologicamente. E si susseguono le dichiarazioni dei politici, dei tecnici, ma più di tutti, assordanti sono le parole dei residenti, che hanno le facce sconvolte, e il cuore in sussulto. In questo momento non ci interessa riportare quanto dicono, sarebbe anche troppo ovvio, ci viene in mente quello che nelle scorse ore, il Gruppo di Intervento Giuridico ha dato alla stampa, con un comunicato a firma di Stefano Deliperi. Un presagio, una certificazione di quanto poi a distanza di ore è successo veramente nella nostra Sardegna meridionale. Ecco cosa si sosteneva:” Noi del GrIG, da tempo, abbiamo proposto un vero e proprio New Deal a livello nazionale e regionale, un grande piano di risanamento idrogeologico per salvaguardare l’ambiente, la vita, il lavoro.

Abbiamo formalizzato la proposta a livello regionale anche in sede di osservazioni per la politica di gestione dei fondi comunitari 2014-2020.

In realtà, ben poco è stato fatto e basta una serie di temporali per ritrovarci, come al solito, con strade interrotte, paesi isolati, gravi pericoli per l’incolumità pubblica, centinaia di milioni di euro di danni.

Le proposte sono sempre attuali, eccole.

Il territorio sardo rivela un diffuso rischio idrogeologico: l’80% dei Comuni (306 su 377) è a rischio frane e alluvioni, con oltre 613 kmq. interessati (dati Ministero ambiente, 2013).

Purtroppo, in particolare nell’autunno 2013, in concomitanza con eventi atmosferici intensi (“Ciclone Cleopatra”), si è verificata l’ennesima calamità innaturale in Gallura, nel Nuorese, nel Campidano, con nuovi gravissimi lutti e danni materiali.  Nell’autunno 2015, negli stessi luoghi, la calamità innaturale s’è ripresentata.

In questi giorni l’intera costa sud-occidentale sarda risulta isolata per l’interruzione della strada statale n. 195, sommersa e semidistrutta dall’acqua”

Quindi la proposta da parte di Stefano Deliperi, portavoce del Gruppo di Intervento Giuridico

“Riteniamo, quindi, utile proporre che almeno un terzo del complessivo importo dei fondi disponibili inerenti la programmazione comunitaria sia destinata a un vero un vero e proprio new deal nel campo del risanamento idrogeologico e della distribuzione idrica, con il sostegno dei fondi comunitari 2014-2020, così anche da fornire occasioni di lavoro per imprese, professionalità, maestranze di ogni livello, con indubbi riflessi positivi sulla qualità ambientale e della sicurezza del territorio, nonché del miglioramento del contesto economico-sociale sardo nel breve-medio termine.

Un visione della realtà Sarda ferma ad avanti ieri, ed era drammatica. Oggi, alla luce di quanto è successo nel sud dell’isola e nel cagliaritano, le intuizioni del GrIG sono di una preveggenza incredibile, frutto della progmaticita’ di chi lo rappresenta, dalla cultura del Prevenire e del “governare “ il territorio che pare si sia dissolta. E ora il GrIG, si intuisce, sarà duro come non mai, verso chi fa finta di non sentire, fors’anche di non vedere. E la Sardegna dissestata, in queste ore, è su tutti i canali di informazione, ne più e ne meno come dieci anni fa per i morti a Capoterra. Repetita iuvant?