Domenica 11 Ottobre, aggiornato alle 19:42

Nuovi scempi all’assalto delle calette sarde.

Nuovi scempi all’assalto delle calette sarde.

“Finiscono i soldi pubblici e nessuno si preoccupa di gestire gli interventi per la salvaguardia di dune e spiagge avviati con i fondi comunitari, come, per esempio, per la baia di Piscinnì (Domus de Maria) o a Punta Molentis (Villasimius) o sulle dune di Chia – Campana (Domus de Maria), nel territorio della Provincia del Sud Sardegna.

Il risultato è che piccoli abusi e cafonaggine la facciano da padroni, in danno di un patrimonio naturalistico e ambientale straordinario.

Si dirà che mancano i soldi per effettuare manutenzione degli interventi fatti e un po’ di sana vigilanza ambientale, tuttavia i soldi pubblici per finalità ben diverse si trovano facilmente.

E’ il caso del progetto “IL SISTEMA DEGLI APPRODI E DELLE VIE DEL MARE DEL SUD-EST“, la cui elaborazione puntuale sarà il risultato del concorso di progettazione finanziato con 58 mila euro dalla Provincia del Sud Sardegna, avviato con la deliberazione Commissario straordinario n. 111 del 9 agosto 2022.

L’obiettivo dichiarato – grazie a quasi 4 milioni di euro da reperire magari con i fondi pubblici del P.N.R.R. – è quello di favorire migliori condizioni per la nautica da diporto, ampliare l’offerta del turismo nautico e, soprattutto, realizzare “presidi di salvaguardia del patrimonio naturale e ambientale“. In realtà, la realizzazione di approdi in litorali dall’elevatissimo valore ambientale e paesaggistico incrementerebbe oggettivamente la relativa antropizzazione e i connessi fenomeni di degrado e di inquinamento.

Per fare salvaguardia del patrimonio naturale e ambientale basta non rilasciare scarichi in mare, non ancorare su banchi di Posidonia, non avvicinarsi alla battigia oltre le distanze di sicurezza: le norme lo prevedono da anni e non c’è bisogno di nuovi scempi ambientali e di denaro pubblico.

Infatti, i siti individuati per la realizzazione di questa ennesima rete di approdi per il turismo nautico sono tutti di straordinario valore ecologico: la spiaggia di Murtas (Villaputzu), il litorale di Capo Ferrato – Porto Pirastu (Muravera), Punta S. Giusta – Scoglio di Peppino (Muravera, Castiadas), la spiaggia di Cala Sinzias (Castiadas), la spiaggia di Porto sa Ruxi (Villasimius).

Sono tutte aree costiere, appartenenti al demanio marittimo (artt. 822 cod. civ. e 28 cod. nav.), tutelate con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), con vincolo di conservazione integrale (art. 10 bis della legge regionale Sardegna n. 45/1989 e s.m.i.) e dal piano paesaggistico regionale (P.P.R.).

Sono interessati i siti di importanza comunitaria (S.I.C.) di “Punta S. Giusta” e di “Porto sa Ruxi“, nonché l’area marina protetta di Capo Carbonara.

Programmi di questo tenore vanno assoggettati a preventive procedure di valutazione ambientale strategica (V.A.S.) e di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale.

Quasi 4 milioni di euro per incrementare antropizzazione e degrado di alcuni veri e propri gioielli ambientali del Mediterraneo.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha, quindi, inoltrato (15 settembre 2022) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti per fermare questa vecchia e datata operazione di degrado ambientale annunciato, coinvolgendo i Ministeri della Cultura e della Transizione Ecologica, la Regione autonoma della Sardegna, l’I.S.P.R.A., la Capitaneria di Porto di Cagliari, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari, i Comuni di Villaputzu, Muravera, Castiadas e Villasimius, l’A.M.P. di Capo Carbonara.

Quelle spiagge e quelle calette hanno bisogno di un’efficace salvaguardia ambientale, non di ulteriori scempi” chiude la nota p. Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) a firma di Stefano Deliperi


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