Lunedì 12 Ottobre, aggiornato alle 19:42

VIDEO -Conferenza stampa del Comitato Punta Giglio Libera: dibattito e un sito per spiegare tutta la storia. La “casa per ferie” è interdetta

VIDEO -Conferenza stampa del Comitato Punta Giglio Libera: dibattito e un sito per spiegare tutta la storia. La “casa per ferie” è interdetta

Il Centro socio culturale Res Pubblica in piazza Pino Piras, ha ospitato la conferenza stampa del comitato Punta Giglio Libera nato, come noto in forma spontanea popolare nel febbraio del 2021. Al tavolo il Presidente Giovanni Oliva,  Giovanni Salis, Paola Correddu e Mauro Strinna

In sala numerose persone arrivate come sempre per capire e per cercare di approfondire una tematica che ormai è radicata nelle persone, ognuno conosce per filo e per segno tutta la vicenda. Come noto si parla dell’insediamento ricettivo e turistico a Punta Giglio, il “Rifugio di Mare” che comprende una attività ricettiva di 20 posti letto, e un bar ristorante da 80 posti a sedere, situato all’interno di una zona di tutela  con vincoli speciali ambientali SIC, Z PS, ZSC della rete ecologica Europea Natura 2000. Giovanni Oliva ha fatto excursus veloce della storia e dell’impegno che il Comitato Punta Giglio Libera nel tempo ha  profuso.

Manifestazioni, dibattiti, forum, interventi sui media, finalizzati ad informare su una vicenda che ancora oggi presenta elementi che fanno discutere. Una vicenda che divide la politica locale, dibattuta fra lo schierarsi contro o a favore, interpretando sovente la coscienza, che in questi casi stride al fianco di norme di tutela ambientale che  – è stato detto – devono avere la precedenza su insediamenti di questo tipo. Giovanni Oliva racconta la storia di Punta Giglio, del comitato, dando soprattutto rilevanza alla questione ambientale e al tema del bene comune, del falso benessere ipotizzato, dove tante foto e i numerosi disegni raccontano una storia che ormai è diventata una battaglia, a difesa della falesia, l’ultima,  che guarda ad Alghero.

L’ex batteria militare di Punta Giglio è stata Ri- funzionalizzata, destinata ad ospitare, a ristorare, ad essere un’area museale all’aperto, del contesto che la circondava, non si è tenuto conto – si è detto.

Ai presenti è stato consegnato un volantino informativo, dove con un disegno Naif, è stata rappresentata la strada che conduce all’ex batteria militare SR 413. Per la funzionalità della struttura -ha detto Giovanni Oliva –  è stata inferta- una ferita lunga 4 km, con 800 m³ di roccia calcarea Mesozoica asportati e gettati, tutto  per realizzare la rete idrico fognaria. Oliva punta il dito sulla questione del falso progresso, dove mettere a bando otto ettari del Parco regionale di Porto Conte, nella parte più belle e delicate della falesia di Punta Giglio, significa privare la comunità di un bene collettivo che le spetta di diritto.  La presenza di una funzione pubblica rappresentata dal Maps, il Museo a cielo aperto- ha ribadito Giovanni Oliva,  che consiste semplicemente in alcuni pannelli esplicativi, peraltro di qualità e fruibilità peggiori rispetto a quelli precedenti, non toglie gravità al fatto che, un’area pubblica e ora privatizzata, e  l’operazione crea tra l’altro  un pericoloso precedente.

Il Comitato Punta Giglio Libera – è stato detto –  si è riunito presso lo spazio di Res Pubblica per 42 settimane consecutive, poi ancora  numerosi incontri pubblici in città, nelle  borgate, manifestazioni in loco, conferenze stampe,  camminate, sit-in e sino ad ora ha prodotto:

-due diffide indirizzata all’azienda speciale Parco di Porto Conte,

– un esposto alla procura della Repubblica e successivamente opposizione all’istanza di archiviazione,

-due ricorsi uno al Tar Sardegna e uno alla Commissione Europea,

– una richiesta di annullamento del provvedimento unico in autotutela a tutti gli enti coinvolti,

-due lettere al Ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini

-una lettera al Soprintendente per non procedere alla realizzazione della vasca ludica.

-una raccolta di 3500 firme dei cittadini consegnata al sindaco di Alghero Mario Colucci e per conoscenza tutti gli altri enti pubblici che hanno approvato il progetto.

Giovanni Oliva mostra alla stampa  e ai presenti le oltre 300 tessere dei soci fondatori del Parco di Porto Conte e apre alla sottoscrizione della Ri-fondazione del Parco. Molto più di una provocazione, è un po sancire la rottura con la gestione attuale del Parco. Cosa nota.

In attesa che gli Organi si pronunciano sugli esposti presentati, è il Servizio Osservatorio Ricerca e Sviluppo dell’Assessorato al Turismo Artigianato e Commercio che ha emesso un atto che di fatto vieta il proseguo dell’attività a Punta Giglio.  La società cooperativa il Quinto Elemento non avrebbe i requisiti di legge per poterlo fare. Si legge nell’ atto: si ordina la cessazione degli effetti della comunicazione di avvio di attività di “Casa per ferie” – Rifugio di mare, ai sensi dell’art. 21-nonies della legge 241/1990, in quanto difettano i presupposti di diritto e di fatto per il suo esercizio, ai sensi dell’art. 16, co. 5, L.r. 16/2017.

Di fatto si è aperto un corto circuito fra istituzioni, da un lato il Comune di Alghero, che ha accolto la comunicazione di inizio attività a giorni zero della Società Cooperativa il Quinto Elemento, dall ‘altra è il Servizio Osservatorio Ricerca e Sviluppo dell’Assessorato al Turismo Artigianato e Commercio che ordina  la cessazione degli effetti della comunicazione. Di fatto vietando il proseguo dell’attività della “Casa per ferie”-Rifugio di mare.

La lotta del Comitato per Punta Giglio trova un pertugio nel quale si infila  e ribadisce quanto da tempo si sostiene sin dall’inizio, se si fosse percorsa la strada della linearità e dell’osservanza puntuale delle norme – è stato ribadito – da Giovanni Olivache lo “spacchettamento” dell’iter autorizzativo, ha sottratto l’attività da esercitare in quel luogo a un controllo della valutazione di sostenibilità ambientale, che doveva essere fatta prima di dare tutte le autorizzazioni. Lo spacchettamento della pratica ha consentito che si ottenesse da una parte l’autorizzazione edilizia tenendo in sospeso l’utilizzo di quella struttura per una o altra attività. Noi continuiamo a dire – ha ribadito Oliva – che in quel luogo a tutela delle specie e habitat, quella attività non può essere esercitata, non solo dalla coooperativa, ma neanche da altri, in quanto sono attività di sturbo delle specie protette in base agli impegni presi e in base a norme contenute nei piani di gestione ( vedi il VIDEO). Spiega il caso anche Paola Correddu (VIDEO), e intervengono pure Giovanni Salis e Piero Sanna prima di aprire un dibattito che è stato molto argomentato e ha trovato persino novità non di poco conto.

La sorpresa è arrivata da una signora di Verona, accompagnata dal marito, che ha seguito  in religioso silenzio tutto il dibattito, ma ha chiesto la parola per parlare. Si è presentata con nome e cognome. E’ una Azionista di Banca Etica, e ha usato parole dure nei confronti della banca che ha finanziato l’intrapresa. Parole e critiche sull’immobile, sull’uso dei disabili per giustificare la sostenibilità dell’intervento, del rapporto che ha intrapreso con la Direzione che sta informando e continua a farlo, ed è emerso persino che Banca Etica abbia programmato un giornata di Assemblea proprio a Punta Giglio, uno schiaffo al buon gusto vista la procedura in piedi.

E Punta Giglio Libera si è organizzato in maniera strutturata.  E’ ora attivo un sito internet www.puntagigliolibera.org, contiene tutta la storia, dall’inizio ai giorni nostri. Chiunque può leggerla e farsi una opinione. Storia che ancora non vede scritta la parola fine.

Ma siamo noi che reputiamo che di contro su tutta la vicenda si stia per arrivare la parola fine. A breve si discuterà l’archiviazione della denuncia presentata in Procura. La società Cooperativa si è opposta  davanti al TAR all’atto emesso dalla Regione. Il Comune di Alghero ha ritenuto di “non dover emettere alcun provvedimento interdittivo”, ma che riconosce l’efficacia immediata del valore del provvedimento autonomo emesso nei confronti della Cooperativa. Un bella matassa aggrovigliata, amministrativamente parlando in merito alle procedure. E sarà proprio il giudizio di una terza parte che sancirà da quale parte starà la verità in questa storia e la fatidica parola fine.


Condividi: