Lunedì 12 Ottobre, aggiornato alle 19:42

Punta Giglio, la storia è allo snodo. Tutto ruota intorno al cortocircuito Regione – Comune sulla dichiarazione di avvio attività

Punta Giglio, la storia è allo snodo. Tutto ruota intorno al cortocircuito Regione – Comune sulla dichiarazione di avvio attività

Ha assunto le sembianze di una partita a scacchi, ad una mossa corrisponde una contromossa dell’avversario. Ma non si tratta di un gioco, si tratta di una battaglia che l’ambientalismo locale, sta conducendo ormai da oltre un anno, senza esclusione di colpi. Il terreno di scontro è Punta Giglio, nel cuore del Parco di Porto Conte, la rinfunzionalizzazione della ex caserma militare, oggi diventata una attività di ricezione con ristorante. Progetto da sempre contestato da un folto gruppo di cittadini, da tempo unito sotto una sigla di Comitato per Punta Giglio Libera.

Ieri altro capitolo, nella Biblioteca  dell’Obra Cultural in Via Ardoino, tutto pieno,  non c’erano posti a sedere, nell’ambito delle norme anti Covid, le persone sono state fatte accomodare su due file distinte  con porte aperte e qualcuno che ha dovuto ascoltare stando alla strada.

Il Comitato Punta Giglio Libera si era rivolto a tutti i Consiglieri Comunali di Alghero, sul tavolo c’era un nuovo argomento da trattare, sempre nell’ambito della lotta che stanno portando avanti. Stavolta non si è parlato di ruspe, azioni di scasso, condotte idrico-fognarie, destinazioni urbanistiche dell’immobile, stavolta il Comitato ha messo fuoco un altro problema, non di poco conto. In sala, a sentire le ragioni del Comitato, c’era un  rappresentante del Pd, un rappresentante di Sinistra in Comune, Movimento 5Stelle Alghero, poi  Italia Nostra Sardegna, Legambiente Alghero, Siamo Tuttimportanti Sassari, Liberu, Sardenya i Libertat, Sardegna Possibile. Insomma stavolta il fronte è parso più largo e soprattutto attento alle argomentazioni portate a dibattito. E fatto nuovo i rappresentanti politici all’opposizione del Consiglio Comunale hanno dato ampia disponibilità ad approfondire la nuova tematica.

Di cosa si tratta. Lo spiegano ai convenuti  Paola Correddu e Mauro Strinna, che coordinano anche il dibattito successivo

“Si è venuto  a creare un conflitto  tra Regione e Comune in merito alla pratica, avviata presso lo sportello SUAPE del Comune di Alghero, relativa alla dichiarazione di avvio attività “Casa per ferie” con denominazione “Rifugio di mare” presentata dalla Società Cooperativa Il Quinto Elemento. Nonostante l’Assessorato Regionale, con una articolata argomentazione, abbia certificato l’assenza, in capo alla Società Cooperativa Quinto Elemento, dei titoli giuridici richiesti dall’art.16, comma 5 della L.R.  16/2017 per l’avvio della summenzionata attività, ovvero il requisito soggettivo di “organizzazione operante senza scopo di lucro” e il requisito funzionale di fornitura dei servizi alle sole categorie contemplate dal predetto art. 16, comma 5, chiedendo conseguentemente l’adozione del PROVVEDIMENTO INTERDITTIVO, il Servizio Sviluppo Economico / Attività Produttive del Comune confermava il proprio parere favorevole e, disattendendo il parere della Regione, senza confutarne le argomentazioni, in assenza dei dovuti approfondimenti di competenza, invitata il servizio SUAPE ad astenersi dall’emettere il provvedimento interdittivo all’esercizio dell’attività.

Questo oggi è il nuovo fronte di contestazione, e su questo il Comitato chiede sponda alla politica, almeno da parte di quella che crede che le norme in essere, quindi la Legge debba essere osservata. E proprio questo termine, legalità, è echeggiato più volte durante l’Assemblea, dove le leggi attuali, sono e devono essere rispettate da tutti, ancor di più quando si esercita un cero tipo di attività.

E’ emerso che  “il Comune, nell’esercizio di poteri che gli sono per legge delegati, e che sarebbero normalmente di pertinenza regionale, ha offerto, su questa pratica, una interpretazione delle norme che la Regione in nessun modo condivide e che è assolutamente priva di basi giuridiche. Pertanto, chi esercita la rappresentanza in Consiglio Comunale, ha il dovere di stabilire, come in tutti i passaggi di questa vicenda, se chi esercita legittimamente il potere decisionale lo stia facendo a norma di legge o secondo una propria personale interpretazione che non ha riscontro nella legge”.

Una pagina nuova che si aggiunge all’infinita querelle con il Comune, e quel che ancora di più non si capisce è perché il Comune non metta nero su bianco le sue affermazioni argomentando, leggi alla mano, dove la Regione per il tramite dei suoi uffici stia sbagliando. E’ emerso infatti che gli uffici Regionali abbiano dettagliatamente analizzato la pratica, in più di dodici cartelle dattiloscritte, e le risposte del Comune sia stata stringata.

E scende in campo la politica. I rappresentanti in sala, Mimmo Pirisi ( Pd), Valdo Di Nolfo ( SI) e Mariantonietta Alivesi ( M5S), accogliendo le richieste dei presenti, hanno dato ampia disponibilità per procedere alla richiesta di una interrogazione con risposta scritta verso l’Assessore alle attività produttive. C’è la volontà di capire sino in fondo se l’attività di  “Casa per ferie”con denominazione “Rifugio di mare si possa esercitare da parte della Cooperativa il Quinto Elemento.

Come si vede è un argomento molto tecnico, che si può sviscerare solo contemplando la legge. Una cosa è emersa chiara: se gli uffici regionali hanno di fatto chiesto il provvedimento interdittivo, citando norme e leggi in essere, viene difficile pensare che su questo ci possa essere una marcia indietro.

E la storia su Punta Giglio è arrivata al collo della bottiglia. Un dettaglio, per qualcuno, uno snodo per altri, e la lente di ingrandimento è ora rivolta in maniera stabile verso gli uffici Amministrativi, quelli che hanno in capo i procedimenti.


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