Domenica 11 Ottobre, aggiornato alle 19:42

Consiglio comunale aperto. La sanità in Sardegna, duopolio Cagliari -Sassari, e Alghero sotto pressione per il covid. Sindaci pronti a dar battaglia

Consiglio comunale aperto. La sanità in Sardegna, duopolio Cagliari -Sassari, e Alghero sotto pressione per il covid. Sindaci pronti a dar battaglia

Il rammarico dopo aver trascorso una mattinata ad ascoltare molti dei convenuti, è  non poter visionare la registrazione sul canale you tube del Comune di Alghero. Il filmato del Consiglio Comunale aperto  non c’è. E quale può essere la giustificazione?  Sarebbe stato un contributo anche a chi scrive, per poter relazionare sull’evento, non chiamando la memoria, ma sentendo le dichiarazioni di chi è intervenuto. E allora si da fondo ai contenuti,  stralci sul nostro smartphone. E la prima cosa da sottolineare è che è stata una grande mattinata di dibattito politico su un tema che s’incunea nella pelle, ci tocca sino  a farci male. La sanità non è ne di destra ne di sinistra, è di tutti e sta a cuore a tutti.

Mario Bruno interviene in apertura e in chiusura. Si parla del nostro Ospedale, dei nostri ospedali, della mattinata schizofrenica, trascorsa fra novità brucianti e retromarcia riparatrice. Ad Alghero si doveva istituire il reparto di terapia intensiva per pazienti Covid con sei posti letto. La conseguenza è stata che il Dr Greco, direttore sanitario del presidio Ospedaliero blocca le attività operatorie, accorpa in un piano tre specialità, chiude il punto nascite. Roba da rivolta in piazza. Ed è stato un tema trattato la manifestazione plateale in piazza. Ma sentiti gli interventi dei convenuti, in testa il Sindaco di Ozieri Marco Murgia, del Sindaco di Ittiri e di politici regionali presenti,  fra i quali Desirè Manca, Daniele Cocco si è capito che l’aria nella sala del Quarter era davvero bassa: un coro di lamenti, di richiesta di avere contatti più ravvicinati nel territorio, per fare squadra in sede di conferenza dei comuni. L’opposizione di csx  in Consiglio Comunale era battagliera, la maggioranza era meno propensa a seguire a ruota, e come sovente capita, da sinistra si accusa citando atti e fatti, da destra ci si difende evocando il passato. E lo spettro di Moirano, l’ex Direttore generale dell’ATS. E ancora si guarda indietro, quando c’è da prendere coscienza che c’è bisogno di guardare avanti, uniti con una piattaforma di rivendicazione che metta sempre e solo il cittadino. Ora e ancora si mette in primo piano lo schieramento di appartenenza e si segna tutto, soprattutto il passato, compreso chi c’era, perché il passato è stato devastante e il presente si deve solo applaudire. Non è così purtroppo.

L’avvento della Pandemia ha costretto a un cambio di passo, ha imposto scelte che se hanno sempre un fine nobile, il percorso da compiere è fatto sempre a danno di qualcuno. E allora si apprende, perché gridato forte in sala, che la sanità in Sardegna ruota su due poli, Sassari e Cagliari, che l’assenza di “ospedali” a Nuoro e Oristano, ha fatto prendere d’assalto Alghero e le sue strutture, portandosi dietro, in un ipotetico baratro anche Ozieri. E allora stamattina i convenuti hanno ribadito con voce dura, che certe cose e a certe condizioni non si possono fare: Non si può morire di Covid, ma neanche  di altre malattie trascurate (Mimmo Pirisi).  E di sicuro non è stato un caso che il Direttore ASL di Sassari Flavio Sensi abbia disposto, poche ore dopo il missile di Greco,  di tornare indietro e cercare altre strade per aprire ad Alghero la terapia intensiva per pazienti Covid, E si farà rotta sul Marino dove al secondo piano con l’AOU si troveranno spazi e personale sanitario da destinare al nuovo reparto. E’ indiscutibile che il prezzo che Alghero sta pagando in questa pandemia e alto, fra tutti la conversione dell’Ospedale traumatologico del Marino t in Covid hospital. E l’argomento che ha visto sindaci e politici davvero battaglieri con il management Asl e Aou, ci restituisce un territorio che parla una sola voce e chiede di partecipare alle decisioni e di poter dare i dovuto contributo. e l’impegno è rivedersi, magari a Ozieri se non a Ittiri, per far diventare  i dibattito vivo sul territorio, magari con i capi gruppo presenti in Consiglio, perchè si è capito che insieme si fa massa critica e una piattaforma rivendicativa del territorio è possibile.

E la difesa a tutto campo dl Presidente del Consiglio Regionale, Michele Pais, che tratteremo in altro articolo, ci restituisce un uomo che reagisce in modo veemente all’attacco concentrico da parte dell’opposizione. Michele Pais ha voluto e sposato un nuovo progetto per il Marino, ci crede e lo difende, l’opposizione gli rimprovera di averlo fatto in solitudine, senza potere decisorio della città, tramite i suoi rappresentanti politici, che avrebbero potuto decidere la miglior condizione possibile per il passaggio all’AOU. Oggi invece si parla di Marino che rinascerà , a sentire Carlo Doria, con la robotica Ortopedica, e non solo crescerà ma dovrà puntare al turismo sanitario, e se proprio si vuole si faccia persino qualcosa per attrarre le persone a Maria Pia, un campetto da golf da nove buche. Già, il Marino cura e il golf come terapia riabilitativa? A saperlo!

 


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