Lunedì 12 Ottobre, aggiornato alle 19:42

Nell’hub del Mariotti cala la pressioine, da oggi solo i prenotati, finiti a mezzogiorno. La Sardegna risponde bene

Nell’hub del Mariotti cala la pressioine, da oggi solo i prenotati, finiti a mezzogiorno. La Sardegna risponde bene

Mandava segnali inequivocabili la hub vaccinale del Mariotti: serviva ordine. Oggi il cambio di rotta è stato notato, eccome! Ingresso nella hub solo per i prenotati, con buona pace per chi ha tentato l’ingresso aggirando i nuovi ordini impartiti dal Responsabile della struttura il Dr Gioachino Greco.

Tutto liscio, con controllo nell’ingresso a nord da parte dei Barracelli e a sud da vigilantes irremovibili.

Tre i medici all’opera oggi  e il supporto di sei infermieri professionali, inoculati  vaccini ad almeno 220 persone. Ma si sono evidenziate criticità che non possono sottacersi: intorno a mezzogiorno l’hub era deserta. Solo qualcuno che usciva alla spicciolata, ma il lavoro, quello a giri completi non c’era più. Un po un lusso, smettere con le inoculazioni  dopo mezzogiorno per mancanza di utenti, non certo perchè il personale si è fermato. E’ il limite delle prenotazioni, un sistema che “frena” e non poco e nel mentre, in arrivo,  ci sono tante categorie di persone che premono perchè devono procedere nella vaccinazione. Sono cittadini che operano nel mondo della scuola, e nei pubblici servizi, nelle forze armate e si comprende che saranno , i prossimi, giorni  da affrontare con una grande organizzazione.

Oggi al Mariotti si eccedeva solo con prenotazione, dimenticando di prendere atto che c’è una fascia importante di persone anziane che non hanno i mezzi e le capacità di procedere con una prenotazione on line. E proprio questo sarà il fronte caldo nei prossimi giorni, perchè inutile negare, va bene tutto, anche le prenotazioni, ma un vecchio, capace di muoversi in autonomia in città, ma incapace di operare su un Pc o uno smartphone, come arriverà a fare la sua dose di vaccinazione? E si finisce per tirare in ballo i medici di famiglia, che in tutta l’organizazione non entrano, se si esclude qualcuno, capace di recarsi nella hub per prendere i vaccini da inociulare a domicilio. Una eccezione, non la regola, come da molti auspicato.

E l’altro fronte rovente è quello dei volontari prersenti nella hub. Paiono davvero finiti i tempi in cui le presenze e i selfie abbondavano. Ora c’è da gestirel rabbia e l’impazienza di chi vuole tutto e subito. E si deve garantire la presenza e l’operatività, stando all’esterno, con le intemperie che si aggiungono al disagio di chi è sotto pressione costante, e non ha un euro di rimborso. Ecco se i cittadini-utenti capiranno che i volontari ( quelli con le pettorine) sono li presenti a gratis, e nulla chiedono se non il dovuto rispetto, allora il primo passo verso la normalità ( necessaria) sarà compiuto.

 

Intanto la Regione rende conto di come procede nell’isola l’attività vaccinale . La Sardegna è la prima regione d’Italia per le vaccinazioni nella fascia d’età tra i 12 e i 19 anni. Il 76,8% dei giovani residenti nell’Isola (84mila su una platea di 109mila persone) ha infatti completato il ciclo di vaccinazione. Nell’ultima settimana si registra anche un complessivo aumento nella somministrazione delle prime dosi (+47%) che passano così da una media di 500 inoculazioni giornaliere (dato rilevato nella settimana dall’8 al 20 novembre) alle attuali 740, con un picco registrato il 26 novembre negli hub di Cagliari (242 dosi contro una media giornaliera che si attestava attorno alle 150) e Sassari (260 dosi su una media di 160 nella settimana precedente).
In crescita anche le somministrazioni delle dosi booster: 144mila complessivamente le terze dosi somministrate in Sardegna, con una media di 10mila inoculazioni giornaliere contro le 4.500 della settimana precedente. Attualmente il picco di somministrazioni di terze dosi è stato registrato il 26 novembre, con 11mila dosi.
“La Sardegna – dichiara il presidente della Regione, Christian Solinas – continua a conseguire risultati importanti nella campagna di vaccinazione contro il Covid e noi proseguiremo mettendo in campo tutto ciò che è necessario per difendere la salute dei cittadini e la nostra economia in questo momento particolarmente delicato. Le terze dosi crescono e stiamo lavorando per potenziare l’intero sistema degli hub. Inoltre stiamo già pianificando le azioni da intraprendere in attesa del via libera alla vaccinazione dei più piccoli, nella fascia dai 5 agli 11 anni. Importantissima, dice il Presidente, la risposta dei nostri giovani”.
“In questa nuova fase della campagna – prosegue – i sardi stanno rispondendo bene. Questa è la strada giusta. Il virus non è ancora sconfitto e le nuove varianti rappresentano ancora una minaccia. La Sardegna ha già sofferto troppo il peso della pandemia e questa è una battaglia che riguarda ciascuno di noi”.


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