C’è una corposa relazione sull’attivita’ di gestione svolta del Parco di Porto Conte e dell’Area Marina protetta di Capo Caccia – Isola –Piana. E’ allegata alla Delibera del CdA N°61 del 10 Novembre, che “valuta” l’attività del Direttore Amministrativo in assenza di un nucleo di valutazione. Riamondo Tilocca, Presidente, Adriano Grossi e Lina Bardino componenti del CdA, organo politico, valuta l’operato del Direttore Mariano Mariani, come prevede il Regolamento,
Un ventaglio di attività contenute in oltre trenta pagine dove si spiega l’operato sia per l’attività svolta dal Direttore non solo dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, ma anche della gestione dell’Area Mariana di Capo Caccia Isola Piana, a dimostrare la complessità organizzativa e delle responsabilità gestionali interne ed esterne del Direttore, che evidenzia il lavoro dell’Ente e soprattutto gli obiettivi raggiunti, rispetto a quelli fissati. Per di tale valutazione positiva, il Direttore Mariani Mariani, prende una retribuzione di risultato, parte variabile del trattamento complessivo, pari al 15% della retribuzione di posizione, e produce in relazione, quanto svolto nel periodo Maggio 2020 – Maggio 2021.
C’è tutto, attività svolta e in cantiere, obiettivi, criticità e persino un intervento riguardante la querelle in corso con il Comitato spontaneo a difesa di Punta Giglio. Una diatriba che ancora oggi non smette di calamitare l’attenzione, considerato cosa c’è in itinere: Denunce, procedure proposte a Livello UE, ricorso al TAR. Un rincorrere costante e continuo gli atti emanati, la procedura. Roba mai vista ad Alghero, a memoria di uomo, su un intervento in area Parco. Un focus costante nel tempo che dura ormai da circa un anno che ha proiettato il Parco di Porto Conte e i suoi Amministratori in una sovraesposizione mediatica incredibile. Il Direttore Mariano Mariani nella sua relazione non poteva non soffermarsi sul tema e scrive:
Sulla vicenda “Punta Giglio” è nato al livello locale un movimento di opinione, che in diverse forme, ma in particolare sui social network, si esprime in modo decisamente contrario all’intervento evidenziando a più riprese dubbi e perplessità sulla correttezza dell’iter procedurale, a partire dal bando dell’Agenza del Demanio, e sulle attuali attività di cantiere, nonché sul ruolo del Parco criticato proprio per la mancata attenzione agli aspetti conservazionistici a favore di quelli orientati a favorire lo sviluppo. Notevole è stato l’impegno della direzione, con relazioni, attività d’ufficio, rapporti esterni per tutelare in diverse sedi (istituzionali e non) l’operato e l’immagine dell’Azienda Speciale. Particolare impegno ha riguardato anche la gestione dei rapporti con la Regione (Ufficio SVIA) per coordinare le reciproche azioni, anche a seguito della iniziativa dell’Ufficio SVIA che per motivi precauzionali di tipo ambientale sospendeva i lavori del cantiere per venti giorni per poi, sentito il Parco ed il CFVA e constatata la regolarità degli stessi, consentiva la pronta riapertura. Intensa anche l’attività di raccordo con il CFVA con accordi e sopralluoghi legati alla vigilanza sulle attività di cantiere in materia ambientale. La direzione e gli uffici del Parco sono stati particolarmente impegnati proprio nelle attività di vigilanza sulle attività di cantiere in una stretta interlocuzione con i responsabili dello stesso ai quali, di volta in volta ed in ragione dello stato di avanzamento dei lavori, sono state impartite specifiche prescrizioni attuative degli stessi lavori. Tutte attività di cantiere (tuttora in corso nel periodo di riferimento di questa relazione) che abbiano incidenza sulle componenti ambientali si stanno, quindi, svolgendo, su precisa indicazione dell’Ente Parco, solo a seguito di presentazione di piani settimanali dei lavori (a cura della direzione lavori della Cooperativa) e riscontro autorizzativo dello stesso Ente Parco. Nel contempo le attività di cantiere si svolgono sotto l’alta vigilanza della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro per gli aspetti di competenza. Con riferimento alle finalità del progetto la posizione dell’Ente Parco e le conseguenti azioni operative della direzione sono sempre state improntate alla riqualificazione di un importante compendio storico nel massimo rispetto delle componenti ambientali vigilando sul fatto che gli impatti diretti, indiretti e cumulati su habitat e specie prioritarie siano sempre di scarsa rilevanza. L’intervento in argomento nella sua configurazione attuale autorizzata di museo a cielo aperto con annessa foresteria, punto ristoro e vasca ludica, presenta tutte le caratteristiche di un intervento compatibile con l’area protetta di Punta Giglio, sostenibile dal punto di vista ambientale e funzionale allo sviluppo del territorio. In questa direzione le attività di vigilanza poste in essere dal Parco risultano adeguate quale garanzia del rispetto delle finalità conservazionistiche, peraltro coerenti anche coi piani di gestione del SIC e della ZPS. Più volte ed in diverse occasioni la direzione ha dichiarato apprezzabile e condivisibile il coinvolgimento democratico delle forze vive della comunità algherese nell’esprimere la propria opinione sui fatti comprese le espressioni di preoccupazione sulle sorti di Punta Giglio nell’ambito, tuttavia, di una dialettica democratica e rispettosa dei fatti oggettivi, dei ruoli, delle professionalità e della legge, ciò che è risultato, invece, inaccettabile, e da stigmatizzare, è stato quanto manifestato, in particolare via social network e sit-in di protesta, da parte dei componenti il Comitato per Punta Giglio quando palesemente hanno oltrepassato i limiti del confronto civile e sono scaduti in polemiche sterili e, ancora peggio, nella diffamazione. Al proposito la direzione, su indirizzo del Consiglio Direttivo, è stata anche impegnata con i competenti uffici dell’Azienda ad intraprendere ogni possibile e consentita iniziativa legale nelle sedi opportune volta alla tutela della immagine e della onorabilità degli organi dell’Ente Parco oggetto di pesanti accuse, illazioni, diffamazioni e falsità da parte del Comitato per Punta Giglio”.
Chiude così la relazione sul tema, da parte del Direttore. Si intuisce che la vicenda, nella sua complessità, per i risvolti che contiene insiti, è tutt’altro che chiusa. Ci sono implicazioni legali in corso, chiamate a responsabilità. Le posizioni sono ancora e ulteriormente distanti, non si trovano punti di incontro, ognuno va per la propria strada, da una parte chi ha autorizzato l’intervento dall’altra chi si oppone. Ognuno ha le proprie ragioni da far valere. La parola fine, sulla vicenda, tarda ad arrivare.








