Il nuovo fronte aperto per il Parco di Porto Conte, si chiama SardiniaPost.
La testata giornalistica di Cagliari guidata da Guido Paglia si è interessata nei giorni scorsi alle vicende Algheresi.
La vicenda è la solita, l’intervento a Punta Giglio. La storia che riguarda il recupero e la rifunzionalizzazione dell’ex caserma finisce nella rubrica “inchieste”, quasi significando che Sardiniapost, a distanza di quasi 11 mesi, reputa la vicenda algherese degna di attenzione. Parte l’inchiesta, racconta un po quello che da queste parti tutti sanno, almeno quelli che seguono la vicenda sin dagli albori, e finisce con un nuovo appuntamento. E’ la fine della prima parte, nell’articolo datato 27 Ottobre. Il nuovo intervento è solo annunciato e ci sarà a breve.
Succede però che il pezzo, firmato, di Sardiniapost, non trova d’accordo il Presidente del Parco Regionale di Porto Conte Raimondo Tillocca, che prende carta e penna e chiede spazio alla testata giornalistica e replica: È doveroso precisare che quanto rappresentato nel citato articolo non corrisponde a verità. Spiega in maniera sintetica le vicissitudini che hanno visto il Parco coinvolto in tutta la vicenda.
Ma a un certo punto, nella replica di Raimondo Tilocca, si legge un passaggio che, oggi necessita di una nuova e approfondita lettura. Scrive il Presidente Tilloca a Sardiniapost: “La vicenda in questione vede coinvolto il Parco non certo direttamente, ma solo incidentalmente in quanto la procedura di appalto per l’affidamento dei lavori di restauro e riqualificazione dell’ex batteria navale della Regia Marina Sr413 è stata bandita ed interamente gestita dall’Agenzia del Demanio”. Una novità assoluta, mica bisbigliata in spiaggia, ma scritta. La qual cosa non passa inosservata a Paola Correddu ormai da tempo impegnata in prima persona nel Comitato a difesa di Punta Giglio, che i commenti, gli scritti, le affermazioni che riguardano Punta Giglio, li passa sotto la lente di ingrandimento. Scrive e commenta:
“Clamoroso. Un vero scoop. Apprendiamo, per mano del Presidente del Parco di Porto Conte, qualcosa di inedito.
Il Quinto Elemento ha vinto un appalto per l’affidamento dei lavori di restauro e riqualificazione dell’ex batteria, interamente gestito dal demanio.
Dunque non un bando, ovvero un annuncio di interesse pubblico, notificato attraverso gli organi della pubblica amministrazione e a mezzo stampa, ma un appalto, ovvero un contratto con il quale una parte assume, a proprio rischio, il compimento di un’opera dietro corrispettivo in denaro, interamente gestito dal Demanio.
Quindi, tutto l’iter autorizzativo è stata solo una messa in scena perché qui abbiamo solo due protagonisti: l’appaltatore, il Quinto Elemento, e il committente, il Demanio.
L’Ente Parco non c’entra niente, il suo coinvolgimento è stato solo incidentale. E poteva dircelo prima, avremmo evitato di tirarlo in ballo.
Certo, questa notizia genera ora altri interrogativi: se si tratta di APPALTO, come è stato scelto l’appaltatore e quanto ha pagato il committente per la realizzazione dell’opera?
Non necessita di commento ulteriore, la considerazione da fare è che ora davvero c’è bisogno di sapere se si tratta di un errore, indirizzata alla testata Cagliaritana, perchè quando si scrive “….la procedura di appalto per l’affidamento dei lavori di restauro e riqualificazione…..”, non si può interpretare, significa una cosa ben precisa.








