“I chiusuristi/pessimisti che hanno fatto un tifo indiavolato per la variante Delta nel Regno Unito, sperando che potesse indurre il paese a nuovi lockdowns, in questi ultimi giorni stanno masticando amaro. Infatti i nuovi casi di infezione da SARS-CoV-2 sono in calo netto (media mobile a 7 giorni, 7-DMA, passata da un picco di 47.120 casi a 32.507, con riduzione del 31% in pochi giorni), e questo senza nessun lockdown, nonostante le loro accorate invocazioni. Questo perché Boris Johnson si è fidato della scienza ed ha insistito con la pianificata riapertura totale senza ascoltare le solite cassandre che danno i numeri al lotto (vedi la storia dei 1.300 morti al giorno a luglio). Tanto di cappello quindi allo “scap’cciat” di Ten Downing street, che sui vaccini ha certamente fatto la scommessa giusta.
Detto questo, è anche importante notare che la letalità calcolata di questa ondata estiva di SARS-CoV-2 a “variante Delta” in UK sia al momento dello 0,12% contro il 2,19% dell’ondata dell’autunno/inverno scorso (circa 18 volte minore, e scusate se è poco). E’ difficile dire cosa esattamente abbia determinato questo drammatico calo di letalità tra le due ondate. Certamente gran parte del merito va alla vaccinazione di massa, ma non è escluso un contributo della stagione estiva, mentre nell’ambiente dei virologi veri (giusto per distinguersi da biologi del sonno ed esperti di culatello) si sussurra che se la Delta è molto efficace a trasmettersi forse è meno brava a causare malattia severa. Oppure che un virus che si diffonde molto velocemente tende a “bruciare” più rapidamente il pool di individui suscettibili all’infezione stessa.
Comunque sia, il fatto che la temutissima “onda Delta” di COVID nel Regno Unito sia entrata in fase di ritirata senza neppure l’ombra di un lockdown e con indici di letalità molto bassi rispetto all’ondata dell’inverno 2020-2021 rappresenta una grandissima vittoria per la scienza e la medicina del XXI secolo, fatta di vaccini, anticorpi monoclonali, farmaci immuno-modulatori etc, nei confronti di rimedi medievali come chiusure generalizzate, frontiere militarizzate, coprifuochi e via discorrendo. Questa osservazione dispiacerà molto ai nostalgici del pessimismo chiusurista, ma costituisce un motivo di orgoglio e soddisfazione per tutti coloro che, come noi, vogliono tornare a fare una vita pienamente normale, protetti dalla scienza, dai vaccini, e dal sano e sereno ottimismo che da essi deriva”.
Il post di sopra è opera di Guido Silvestri, un virologo , docente negli Usa alla Emory University di Atlanta. Uno di quelli che in Tv vanno con il contagocce, e sconosciuto alla gran massa di televideo ascoltatori. Proponiamo integralmente le sue osservazioni contenute in un suo intervento su “pillole di ottimismo”, perché crediamo che il contenuto di queste affermazioni sia assolutamente condivisibile. Più che di numeri, di percentuali e crescite, sarebbe ora che la Scienza, almeno quella che è in grado e ha competenze per farlo, rompa gli indugi dell’attesa e si renda protagonista di una massiccia campagna di informazione. Di INFORMAZIONE scritta a caratteri cubitali, perché ora e adesso si sente il bisogno di avere punti fermi di riferimento nel mare magnum della confusione. Anche dal Servizio pubblico. Ora la nuova frontiera non è solo intercettare e convincere chi non vuole vaccinarsi, ma è la terza dose. Una notizia che buttata così, dentro le nostre case, e senza una spiegazione scientifica, rischia di generare davvero il panico diffuso. Non è pensabile la terza dose, come non lo può essere la quarta o la quinta, l’idea si fonda sul concetto che il Sars Covid 19 e le sue varianti, verranno trattate nel prossimo futuro come si tratta e si affronta l’influenza stagionale : con la vaccinazione.
Quindi c’è bisogno di informazione e chiarezza, quella che dev’essere pretesa, dagli organi che sono stati deputati a questo, soprattutto pubblici. Qualcuno la chiami pure controinformazione.








