Lunedì 12 Ottobre, aggiornato alle 19:42

L’Assessore alla Sanità Nieddu in Consiglio, per Alghero non porta novità, la polemica non si spegne

L’Assessore alla Sanità Nieddu in Consiglio, per Alghero non porta novità, la polemica non si spegne

L’Assessore alla Sanità Mario Nieddu era presente al Consiglio Comunale aperto di ieri sera. Ha ascoltato gli interventi in apertura del Sindaco Mario Conoci, poi di Christian Mulas ( presidente della commissione sanità) , a seguire di Mario Bruno, Ornella Piras, Raimondo Cacciotto, Valdo di Nolfo, Antonello Muroni, Maurizio Pirisi, si è anche inquietato a sentirne qualche altro, preso più come un monito che come un sollecito.

I Consiglieri Comunali di Alghero hanno dato prova di unione di intenti,  voglia di pretendere dall’Assessore risposte certe su accreditamento della Terapia intensiva, finalizzata al DEA di Primo Livello, poi sul progetto dell’Ospedale nuovo. Il tutto condito con spruzzate di segnalazioni per la sanità sul territorio abbandonata a se stessa, da due anni senza Direttore del Distretto. Poi ancora segnalazioni per Medicina Sportiva, Consultori e Centro di salute Mentale. Insomma un terreno sul quale muoversi con molta attenzione, perché il rischio di scivolare era dietro l’angolo.

Mario Bruno attacca subito, fa riferimento alla comunicazione fatta sulla chiusura dell’iter sull’accreditamento della Terapia intensiva, con valutazione negativa, chiede conto sull’assunzione di anestesisti,  chiede conto dell’abbandono del Distretto, senza guida e alla sbando da anni. Ed è in sostanza  il sunto delle richieste indirizzate a Mario Nieddu.
Prende appunti l’Assessore e all’atto del rispondere si lascia andare: “qualcuno ha attivato la mia vis polemica, ma mi trattengo”.  Chiede scusa per aver disertato i precedenti inviti: “In Sardegna ci sono 377comuni, e quasi ogni mese ricevo almeno cento inviti”.
Afferma di aver ereditato una sanità allo sfascio. Che la terapia intensiva continuerà ad operare anche dopo la fine dell’emergenza Covid. Chiede alla politica di non opporsi alla  ipotesi dei “vasi comunicanti”, fatta di solidarietà fra le comunità, dove gli specialisti possono essere impiegati in diverse strutture sul territorio: “siate lungimiranti ha affermato Mario Nieddu, chi ha di più dia a chi ha di meno, quasi in una ottica cristiana”.
“La terapia intensiva rimarrà, gli anestesisti si reperiranno, l’accreditamento arriverà quando ci saranno gli anestesisti, ,  l’Ospedale nuovo si farà, poiché è un impegno preso dal Presidente della Regione e previsto nel nuovo piano sanitario Regionale, e l’accreditamento non è la cosa più importante, in Sardegna un solo Ospedale è accreditato. L’ospedale di Alghero è deciso si farà è contenuto nella riforma è uno dei quattro previsti, e con il Recovery fund abbiamo chiesto altre risorse” – ha ribadito l’Assessore.
Parla della penuria di medici specialisti e che tutti i medici disponibili sono stati reclutati nel SSR, dei tempi necessari per formare un medico specialista. Parla della fuga di 1500 medici dirigenti, dal lui definita “ devastazione epocale”.

“Ringraziate chi ci ha preceduto” ha quasi urlato Mario Nieddu. Non vuole sentire parlare di svendita della sanità pubblica, “mi ferisce” ha affermato, perché il Mater Olbia ha un finanziamento che arriva dal Governo centrale, extra, per il quale abbiamo avuto una deroga in proroga. Si perde nel descrivere la sanità di domani con il ritorno delle Asl e la centralizzazione dei soli acquisti e reclutamento di personale.
L’Assessore crede che la “ pratica Alghero” fosse liquidata, con il suo intervento molto accalorato,  ricordando a tutti che c’è uno stolker , Michele Pais:  “quello che ha fatto lui per la sanità algherese non lo ha mai fatto nessuno”- afferma.
Parla dei sistemi sanitari di altre regioni messi a dura prova, e la Sardegna non è da meno in  questo momento di grave pandemia.

Tutto apposto? Manco per niente.

Il fuoco amico arriva da Nunzio Camerada, il Consigliere di Forza Italia  incalza l’Assessore: “dobbiamo sperare che ci siano  più preti e più chiese aperte per pregare “, ovvero se non c’è personale dobbiamo sperare solo nel Signore ha affermato il capogruppo di Forza Italia, poi l’affondo: “abbiamo un sistema ereditato, ma personalmente ho fatto le ultime 5 campagne elettorali parlando di sanità, nelle quali andavamo contro il Presidente Pigliaru e l’Assesore Arru e il Sindaco Bruno.  Bene oggi noi sulla sanità non facciamo sconti neanche a noi stessi. Ci siamo presentati per essere più bravi da chi ci ha preceduto, e sapevamo cosa ci attendeva”.
E la richiesta: oggi che soluzioni abbiamo? Quanti anestesisti arriveranno? L’accreditamento ci sarà? Non possiamo zittirci, vogliamo date certe, stia sereno e tranquillo Assessore,  ci saremmo anche noi fare gli stolker nei suoi confronti, e quello che chiediamo lo produca in un documento”ha affermato Nunzio Camerada.
“Non so se essere più preoccupato di prima”,  lo pressa, argomenta le sue affermazioni, chiede all’Assessore impegni e date certe: “io sono architetto e le date per me sono da rispettare per le consegne dei lavori ai miei clienti,  sono fondamentali”.
“Io non posso dargli un cronoprogramma, non è possibile, ma la terapia intensiva continuerà ad operare. L’accreditamento è un problema che lascia il tempo che trova, nel frattempo ci sarà lo spostamento delle risorse, perché bisogna essere complianti”- ha affermato, rispondendo  Mario Nieddu che annuncia che deve lasciare l’aula per impegni.

Lo incalza anche  Mario Bruno: “Alghero non è uno dei 377 Comun della Sardegna, merita la sua presenza, e non sono soddisfatto, Camerada ha ragione, ora  Lei avrà un intero Consiglio Comunale che lo incalzerà con a capo il Sindaco, spero. Lei ci deve dire quando deliberate, ci vuole un progetto e la Giunta deva parlare con atti., altrimenti ci preoccupiamo. C’è bisogno di un progetto altrimenti le parole se ne vanno, perché mi interessa più Alghero che la sua parte politica.
Si incendia l’aula virtuale, il fronte del dissenso si allarga:  Forza Italia ha aperto la breccia,  tutto il centro sinistra, con a capo Raimondo Cacciotto chiede il conto politico,  chiedendo la riunione dei capigruppo. Di fatto una rottura, ancora e ulteriore. Non c’è spazio per ascoltare il Direttore del Presidio Ospedaliero Gioachino Greco, e il Direttore Assl Flavio Sensi, la politica si deve gurdare in faccia.
Le rassicurazioni di Mario Nieddu, tutte annunciate, non convincono, quasi tutto scontato e prevedibile, e Alghero si rimette di traverso. E’ atteso in queste ore un documento unitario del Consiglio Comunale sul quale si sta lavorando.
E pare di capire che sconti non ce ne sarranno verso chi, sulla sanità, ha poggiato le sue fortune in campagna elettorale, mietendo tantissimi consensi. Ora si chiede il conto delle promesse. Non a parole. Ed  è certo che sul tema, e con gli stessi attori di ieri, si tornerà.

 

 


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