Non sono parole che passano inosservate quelle dedicate a Maria Filomena Mura. A tesserne le lodi è Salvatore Puggioni, figura di spicco del panorama culturale, già docente di materie letterarie nonché figlio dell’indimenticato maestro Pinuccio, celebre pittore e decoratore. Con una formazione solida e prestigiosa – dall’Istituto d’Arte di Parma fino all’Accademia di Belle Arti di Bologna – la firma di Puggioni porta con sé un peso critico e un’autorevolezza tali da far comprendere immediatamente il valore eccezionale dell’artista algherese.
Maria Filomena Mura non è soltanto una pittrice di raro talento, ma un’animatrice culturale instancabile. È lei la mente e il cuore pulsante delle attività presso la Torre Sulis di Alghero, uno spazio dove arte, filosofia e cultura si intrecciano costantemente (e che in passato ha ospitato anche le opere dello stesso Puggioni). Presenza immancabile e preziosa anche al Salotto Letterario di Osilo, curato dalla dottoressa Giovanna Elies, la Mura si distingue per un carattere solare e generoso, sempre incline a dare risalto e voce agli altri artisti.
La sua pittura viene definita come un vero e proprio “realismo dell’anima”: una ricerca visiva che rifiuta la superficialità per scavare a fondo nell’intimità dell’uomo, nella storia e nell’identità più autentica della terra sarda.
A testimonianza della sua maestria resta impresso, nella memoria del pubblico di Osilo, il dipinto fuori concorso dedicato alla Centenaria. In quell’opera, un volto scavato dal tempo e segnato da rughe che raccontano interi capitoli di vita viene elevato a una sacralità quasi sospesa, grazie a un uso magistrale della luce e del colore. Pur non gareggiando, il quadro ha saputo regalare uno dei momenti più intensi e commoventi dell’intera manifestazione.
Maria Filomena Mura si conferma così una figura fondamentale dell’arte contemporanea dell’isola: una sensibilità rara, capace di trasformare le radici e la memoria della Sardegna in un’emozione dal respiro universale”.








