Venerdì 9 Ottobre, aggiornato alle 21:37

L’Associazione Tonino Pascali – Sardegna Radicale ODV denuncia richieste di pagamento del suolo pubblico occupato

L’Associazione Tonino Pascali – Sardegna Radicale ODV denuncia richieste di pagamento del suolo pubblico occupato
COMUNICATO

Cagliari, 1 ottobre 2026. Un tavolo, un foglio per le firme, qualche volontario con i volantini in mano. Per il Comune di Cagliari è un affare. Il concessionario RTI I.C.A. – Abaco S.p.A. ha chiesto all’Associazione Tonino Pascali – Sardegna Radicale ODV 837 euro per 48 ore totali in 2 mesi in via Alghero. Gli avvisi sono del 30 settembre e scadono il giorno dopo.

Ma che cosa si paga? Metà dei soldi è per il suolo pubblico occupato. L’altra metà è per i volantini, trattati come “pubblicità”. Peccato che quei volantini non vendano nulla.

Il volantinaggio non è pubblicità. Il regolamento comunale considera pubblicità solo i messaggi di chi fa impresa. I volontari chiedono invece di applicare la delibera regionale 15/18 del 2025 sull’aborto farmacologico nei consultori sardi, che a oggi è rimasta sulla carta. La Corte Costituzionale lo dice da decenni: tassare la comunicazione di idee fatta senza scopo di lucro viola la libertà di espressione.

Il tavolo non si paga. Le norme esentano gli enti del Terzo settore che fanno attività istituzionale con occupazioni brevi, entro 24 ore. Un tavolo per le firme è proprio questo. Il Comune lo sa bene. Aveva già riconosciuto l’esenzione per un periodo precedente e l’aveva applicata anche a settembre. Un diritto che vale a settembre non sparisce a ottobre.

Anche la Cassazione ha chiarito che il canone è un tributo, e un tributo si paga in base alla capacità di contribuire. Un’associazione di volontari non produce reddito e non vende niente.

«È inaccettabile e fuori da ogni logica che il Comune di Cagliari chieda cifre così pesanti alle associazioni di volontariato», dichiara Paolo Mariano Caboni, Segretario dell’Associazione.

La Presidente Laura Di Napoli è netta: «Non è un errore contabile, è una scelta. Si fa pagare a chi fa cittadinanza il prezzo dell’impresa e si blocca una campagna sull’aborto farmacologico nei consultori sardi. Quando la burocrazia fa pagare il diritto di parlare, quel diritto resta sulla carta.»


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